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Il doposcuola di mamma
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Racconto14 min di lettura

Il doposcuola di mamma

Un nuovo racconto lungo, inviato da #Sob e selezionato per voi.

sesso italiano
1 anno fa · 5.5k letture · 0

Mio figlio non va bene a scuola. E’ svogliato. Io non so cosa fare per indurlo allo studio. Il mio lavoro di imprenditrice mi occupa molto tempo e il padre è latitante da alcuni anni. Mi sforzo di capire di cosa posso interessarlo affinché poi studi. L'altra sera è rincasato tardi, erano circa le 2, e nel silenzio della nostra villetta ho sentito la sua auto arrivare nel cortile. Dopo poco entrava in casa. Lo accolgo furiosa - dove troverai il tempo per dormire visto che domattina dovrai andare a scuola?-

-Non rompere i maroni mamma, a scuola andrò due ore dopo.

-Perché cosa fai di notte, si può sapere?

- Non preoccuparti mamma che qualcosa combino- mi risponde spavaldamente. Io non so più cosa dire e torno a letto. L'indomani, quando mio figlio è a scuola, avendo io molto lavoro da sbrigare a casa, vado a frugare nella sua camera, in cerca di qualche traccia della sua vita. Da un cassetto emerge un diario. Me ne rendo conto subito, le pagine sono fitte di scrittura e non sono certo scolastiche:

“Caro diario” comincio a leggere” da qualche settimana ho conosciuto una ragazza, Luisa, della classe inferiore alla mia. E’ bellissima e l'ho invitata a una festa. Non ci crederai, caro diario, ma lei non solo ha accettato l'invito ma, una volta alla festa, non si è sottratta ai miei baci, anzi corrispondeva. Da qualche giorno ci siamo messi insieme e, 6 giorni fa, mi ha permesso di accarezzarle la patatina.. E’ stato magnifico! I In aggiunta, nei giorni successivi, al riparo dai suoi genitori, che non possono entrare nella sua stanza, mi ha fatto un lavoro con la bocca. Sono venuto quasi subito e abbiamo passato la serata nudi e abbracciati. Da quello che deduco ha avuto molti ragazzi prima di me e perciò è molto esperta nell'arte dell'amore. Farei di tutto per lei. Non riesco più a studiare perché penso continuamente a lei e alla sua sapienza nel sesso”

Così si concludeva l'ultima pagina del diario di un mio figlio.

Fui pervasa da una sorta di nebbia interiore. Dunque mio figlio trascurava gli studi per le abbozzate arti amatorie di una sciacquina. L'unica soluzione mi fu presto chiara: dovevo trovargli una donna più matura di lui, capace di soddisfarlo ma anche di guidarlo nella sua vita. Una donna più grande magari.

Chi avrebbe potuto? Una delle mie amiche? Abbandonai subito l'idea. Difficilmente avrebbero accettato di sedurre un ragazzo di 20 anni più giovane di loro. 

Dopo averci pensato molto nelle giornate successive, ero ancora indecisa su quale modo avrei dovuto usare per distogliere l'attenzione di mio figlio da quella insulsa ragazzina. la soluzione mi arriva inaspettata. Dimenticavo di dirvi che io sono quello che viene chiamata una milf, una bella donna sui 40 anni, fisico curato, maturo, con un bel seno, due belle chiappe, le cosce formose, e un volto molto avvenente che ho trasmesso per via genetica anche a mio figlio. Un giorno, mentre sono accanto a lui nel tentativo di farlo studiare, lui guarda l'orologio e mi dice che deve andare. Probabilmente dalla sua ragazza, penso io. A quel punto ho un lampo di genio, d’istinto gli chiedo: - cosa farà mai la tua ragazza per interessarti tanto, la ami?

- No mamma, non la amo ancora però mi attrae fisicamente. Non ho mai incontrato una ragazza come lei.- mi risponde lui

- Beh cosa ti farà mai- indago

- Ma mamma mi vergogno a dirtelo, tu non potresti capire

 Io insisto - Credi che tua madre sia nata ieri? su, confidati- e nel dire questo gli metto le mani sul pacco.

- Ma mamma cosa fai?

-Non aver paura, lascia fare alla tua mamma. Lei ti tocca così?

-Si risponde lui- sento che il suo diavoletto si sta gonfiando nei jeans.

- E poi cosa fa la ragazzina?

- Mi accarezza e poi mi slaccia i pantaloni-

-Bravo- rispondo io- lascia che tua mamma provi a fare altrettanto 

-Ma mamma, io…

- Zitto lascia fare a me,- gli intimo cominciando a sbottonarlo.

Arrivo alle mutande tese e gonfie. Gli abbasso l’elastico e il cazzo salta fuori come una molla

- E dopo cosa ti fa la squinzia?- continuo

 -Me…me…me lo mena- mi risponde lui balbettando

- Così?

 -Sì così 

Comincio ad andare su e giù con la mano lungo la sua spada di carne che, devo dire, non è neanche piccola

-C'è qualcosa che sbaglio?- lo incalzo 

-N… no mamma 

-Sicuro sicuro? Proprio come la tua puttanella?

- No mamma è… è diverso

- Come diverso? meglio o peggio?

- Me… meglio mamma

Segno mentalmente un punto a mio favore mentre continuo a scorrere la mano sulla verga. Pur imbarazzato lui inizia involontariamente ad ansimare.- allora se lo vuoi sapere penso che tu sia un ingordo ma io per stavolta ti asseconderò.

-Certo che la mia mano scivolerebbe meglio se ci fosse un po' di lubrificante. Cosa dici, vuoi che mi sputi sulla mano, o che mi sputi tu, o utilizziamo quella bella gocciolina trasparente che si sta formando sulla punta del tuo pisello?- Lui non ha più parole per rispondere

-Allora faccio io. Ho un metodo personale per lubrificare le minchiette estrose.-

Mi chino e lentamente gli avvolgo le labbra attorno al glande lucido per l’estrema enfiatura. Com’è dolce e aspro allo stesso momento.

-Ti piace così caro? Vado bene ? Sono all’altezza della tua ragazza?

_-Si mamma, ma ho paura…-

-E di che diamine?

-Di…di venire- sfiata lui

-Ah! Ma non sia mai, voglio dire è troppo presto. Allora smetto con questa diciamo lubrificazione e ti lecco un po’ i tesorini, poi con la lingua ti scorrerò sotto il pisello, ma senza prendertelo in bocca. Va bene caro? Adesso eseguo. Così gli prendo in bocca i testicoli succhiandoli dolcemente per poi abbandonarli e risalire con la lingua lungo il membro.

Giunta alla punta mi imbatto nella ciprigna che ormai copiosa gli esce dall’uretra, la assaporo e la deglutisco.

-Va meglio adesso, ti senti di venire?

- Non…non più

-Ma davvero? Lei ti fa altrettanto? Ah la birichina, faremo così allora. Tu ti trasferirai sul divano e io ti siederò vicino, così potrò assisterti come lei ti ha abituato.

Il mio ragazzo fa come chiedo e va a sedersi, il cazzo ballonzolante, sul divano. Io mi siedo accanto e glielo prendo in mano.

-Dunque, dove eravamo rimasti?

- Che me lo prende in bocca-

-A h, e tu ora vorresti che il tuo pisellone finisca ancora una volta nella bocca mia. Non credi di chiedere troppo?

-Dimmelo tu mamma

-Meno male , perchè abbiamo ancora molte cose da fare insieme. Intanto togliamo del tutto i jeans e gli slip che non servono- dico continuando a menarlo.

 Poi:- E adesso cosa ti fa la tua santarellina?-

- Sì… si spoglia un poco alla volta- risponde mio figlio con un filo di voce

-Ebbene, anche tua madre farà altrettanto- così mi sfilo il pullover e il reggiseno. Le mie tette sono ancora floride sebbene non così turgide come quelle di una diciottenne. - E poi, una volta snudate le tette, cosa fate??

- Gliele… gliele lecco-

- E allora cosa aspetti, lecca anche le mie. 

- Ma posso leccarle come faccio con lei?

- Certo caro, anzi ti insegnerò a farlo molto meglio. Tanto per cominciare, inizia non direttamente ma tutto intorno al capezzolo e nel contempo massaggiami i seni.

Il pensiero che il mio ragazzo lecchi quelle stesse tette che lo avevano allattato fa eccitare anche me.

-Bravo così caro spargi la saliva sui miei capezzoli. Mi piace sentire la tua lingua calda. Fallo sia sull'una che sull'altra. Bravo così

- Mamma i tuoi seni sono meravigliosi, non così turgidi come quelli della mia ragazza ma molto più pieni e floridi

- E non è finita- risposi- non sai ancora cosa ti aspetta. Oltre a questo, cosa fai con la tua fidanzatina?

- Beh- risponde mio figlio -dopo scendo con la lingua lungo il suo ventre finché non giungo alla cinta dei pantaloni

- E questi pantaloni non se li toglie?

- Sì ma devo ogni volta pregarla, perché è timida

- Bene, figlio mio, anima mia, tua madre ti offrirà qualcosa di più accessibile di quello della tua ragazzina ritrosa. Intanto fai così anche con me, comincia a scendere con la lingua, ma prima indugia un po’ in mezzo ai seni.

Obbediente, mio figlio comincia a leccarmi tra i seni poi piano si sposta lungo lo sterno fino a raggiungere la dolce carne che lo conduce all’ombelico e per poi proseguire.

-Ah caro, sei proprio bravino, ecco, sei arrivato alla cinta della mia gonna. E’ qui che quella svampitella si intimidisce?

- Si mamma

- Io invece ti offrirò due strade. Puoi slacciarmi la gonna e proseguire oltre come una lumachina oppure puoi staccarti e ricominciare da più in basso, dalle mie ginocchia e poi salirmi su su fino a dove vedrai finire le calze. Cosa preferisci?

- Non saprei mamma, vorrei fare tutt’e due le cose

Ma non è possibile caro o l’una o l’altra. Per aiutarti a schiarire le idee lascia che ti massaggi il cazzo che è un pò che ti trascuro. Senti come è duro! E lacrima continuamente quella ciprigna che ora ti spargo uniformemente ovunque. Ti piace così?

-S…sì

- Guarda, in aggiunta, ti accarezzo anche un poco i testicoli nella loro calda borsa di carne. Gli faccio il solletico. Allora, hai deciso che sentiero vuoi percorrere? Vuoi scendere dalla cintola o intrufolarti sotto la gonna?

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