La voglia di sentire quel cazzo era così forte che dopo un paio di baci eravamo già nel divano, lo feci sedere comodo e lo spogliai, quando era solo coi boxer vidi quel meraviglioso rigonfiamento, lo accarezzai con il palmo della mano aperta, era duro e tanto o se preferite era proprio tanto duro, la luce soffusa, un filo di musica che manco ricordo da dove arrivava, le mani che presero il tessuto dei boxer dalle estremità, facendolo scivolare a terra e il suo cazzo davanti si stagliò diritto davanti alla mia faccia, visto da quella prospettiva ora devo dire che era anche lungo, lo guardai eccitata mentre lui si lasciava fare proprio come un bravo scolaretto ubbidiente, lo presi prima con una mano, mettendomi quasi a ridere, una risata per certi versi isterica, non la saprei spiegare meglio, po l'afferrai anche con l'altra, se mi vedessi sono certa che in quel momento avevo una espressione di donna felice e quel sorriso stampato nel volto, lo annusai e poi lo sfregai nelle guance, per poi iniziare a baciargli la cappella, era grossa grossa, provai a testarlo prendendolo in bocca che dovetti spalancare bene, mi riempiva e una volta infilato riuscii a prendrne un po' più della metà.
Dai inizia a succhiare troia, me lo disse con un tono da stronzo, autoritario, io obbedii immediatamente, ora era l'allievo a dettare ordini alla maestra e la cosa non mi dispiaceva affatto, anzi mi eccitava ancora di più, poi sentire la sua mano premere nella testa e il suo bacino alzarsi per spingerlo ancora più dentro la bocca, fino a farmi mancare l'aria, qualche attimo in apnea e una volta ripreso fiato mi iniziai a godere la sua cappella e quell'asta piena di vene che pulsavano, intanto nella mia testa cresceva la curiosità di sentirlo dentro anche se non nascondo un certo timore che mi potesse far male.
Continuai a succhiare e pompare per almeno una quindicina di minuti, poi mi alzai di scatto e mi sfilai la gonna e gli slip mentre Antonio guardandomi lo menava lentamente, montai con le ginocchia sul divano, aprendo le gambe più che potevo, anche se ero inzuppata dei miei umori già molto abbondanti misi un po' di saliva nell'asta, fa guidare me, glielo dissi e lui comprese subito cosa volevo dire, lo presi con la mano e lo feci scivolare tra le labbra, un po' alla volta, lentamente lo prendevo, le sue mani mi cingevano i fianchi stringendolo e la sua bocca mangiava il mio piccolo seno, intanto mi abbassavo sempre più e sentivo quel cazzo entrarmi dentro ed aprirmi, le pareti della vagina erano tese, mi muovevo su e giù prendendo confidenza con quella meraviglia della natura, fino a quando il dolore iniziava ad essere intenso piacere e così iniziai a cavalcarlo con furia e voglia, lanciando alcune grida di piacere che cercavo di strozzare in gola ma non riuscivo, avrei voluto gridare forte mentre mi montava un orgasmo che mi fece godere come non mai di quel cazzo, ma ne volevo ancora, sentivo che non era sazia e forse dovevo recuperare il tempo perso.
Prima di continuare a scoparlo ancora gli diedi un'altra bella succhiata al cazzo, amo sentire quei sapori di fica e cazzo mescolati insieme, sono un nettare inebriante per il cervello e così eccitante come sapore e poi non nascondo che avevo anche voglia di farmi riempire la bocca di calda sborra che mi mancava da non ricordo più quanto tempo, ma c'era tempo per quello, intanto leccavo e succhiavo le gocce che uscivano dalla sua cappella, ero in estasi lo confesso.
Quando ero pronta a farmi sbattere a pecora come una brava cagnolina ubbidiente mi alzai e mi misi a novanta sul divano, ma invece di sentire il suo cazzo entrare dentro sentii la sua bocca e poi la sua lingua e un dito entrare nel buchino stretto del mio culo, cazzo il giovane stronzo ci sapeva pure fare, una volta lasciato l'orifizio le sue mani aprirono la fica, sentivo la sua lingua pennellare le labbra per poi entrarci dentro con la punta, un'altra fiammata incendiò il mio corpo, le gambe iniziarono a irrigidirsi per poi tremare subito dopo quando mi regalò un altro orgasmo, questa volta più intenso del primo forse perchè mentre venivo e godevo lui continuava a succhiarmi la fica, insaziabile porco.
Mi lasciai cadere di peso sul divano, sempre col culo all'insù, avevo gli occhi chiusi, la mente leggera e mentre il respiro stava tornando normale lo sentii afferrarmi per le cosce divaricandole, la sua mano sulla schiena la mi pressava e costringeva verso il basso facendo alzare ancor di più il mio culo, uno schiaffetto, poi un altro ancora e mi sentii penetrare con forza, da prima la cappella dura e grossa che apriva le mie carni facendosi prepotentemente strada e poi il suo cazzo che lo sentii per la prima volta tutto dentro alla mia fica ora non più stretta come prima, il mio volto poteva essere una maschera di doloroso piacere e mi scesero anche un paio di gioiose lacrime mentre iniziava a pompare forte e a dirmi parole che mai a nessuno avevo concesso di dire ma che in quel momento, oltre ad essere la pure e semplice verità, da lui le stavo quasi aspettando, ancora una volta mi trovavo estasiata , mi stava sbattendo molto forte e ad ogni colpo sentivo aprirsi sempre più la fica che iniziava a bruciarmi un po', ma non me ne importava niente, volevo sentire quel dolore penetrarmi e invadermi ovunque,
Dopo una poderosa raffica si fermò e d'istinto continuai io a muovermi all'impazzata, indescrivibile quello che stavo provando nel sentire quell'ampiezza di movimento da quando era tutto dentro a quando era fuori, un piccolo bastone che mi stavo godendo come mai in vita, e continuavo, ero stremata ma ne volevo ancora, e così seguirono in rapida successione due orgasmi che mi piegarono su me stessa, piacere e dolore erano mescolati perfettamente ma ora stava prevalendo il secondo, la fica era aperta e in fiamme, mi bruciava e non riuscivo a tenere le cosce chiuse, ridevo felice ridevo e mi scendevano le lacrime.
Mi ci vollero alcuni minuti per riprendermi anche se non del tutto, ma la forza e soprattutto la voglia di sentirmi riempire la bocca era ancora molto forte e così gli feci un altro gustoso pompino, era molto eccitato che dopo poco venne e vedere quel cazzo perdere consistenza fino a tornare a riposo tra le mie labbra sporche di sborra è stato un altro piacere di una giornata che ricorderò a lungo.
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Bellissimo!