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Una doccia all'aperto
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Racconto10 min di lettura

Una doccia all'aperto

Una settimana di vacanza sul lago di garda a casa di una amica, l'incontro con due suoi amici, l'umore che cambia

Anna
8 mesi fa · 842 letture · 0

Aprii gli occhi per un istante e vidi il suo sguardo serio, perfettamente calato nella danza lenta ed elegante che stavamo inscenando. Il secondo era al lato del letto e mi fissava quasi con sguardo severo.

Il confine che avevo tenuto fino a quel momento cominciò a cedere quando emisi il primo vero gemito di piacere inarcando la schiena. Diede avvio ad un cambio di passo dell'uomo che intraprese una danza piu tribale, sfacciata. Non assecondava piu il mio respiro ma la sua voglia. Sentii il secondo lasciare cadere i bermuda e il fruscio della camicia dismessa, ma non si avvicinò. Stava in piedi con il sesso turgido in attesa di un segnale che non potevo impartire in quel momento.

Continuavo a ricevere i movimenti sempre piu decisi del primo uomo ed il mio respiro cambiò subito dopo, come se il corpo avesse riconosciuto ciò che stava accadendo prima ancora di accettarlo del tutto. Non mi mossi. Non perché fossi bloccata, ma perché non ne sentivo il bisogno. La passività diventava una forma di presenza totale.

Il tempo perse progressivamente significato. Non sapevo più da quanto fossimo lì. Ogni secondo era pieno, saturo di sensazioni che non avevano bisogno di essere nominate per essere riconosciute. Il piacere non era localizzato: attraversava il corpo come una corrente lenta, continua.

Sentii una tensione più profonda, il mio corpo stava già facendo da solo.

Emisi gemiti sempre piu forti ed iniziai ad avere spasmi nel corpo. Mi aggrappai a lui con le braccia intorno al suo collo ed ebbi un orgasmo liberatorio lungo quasi doloroso e purificatorio.

Il mio respiro cominciò a rallentare di nuovo, gli occhi ancora chiusi, ma mi resi conto che anche lui stava per concludere la sua danza. Sentii quella densità calda invadermi dentro il mio corpo e non me ne vergognai assolutamente.

Rimase ancora alcuni istanti dentro di me e ci guardammo con un sorriso di reciproco ringraziamento ma non troppo espansivo.

Mi alzai e percorsi la stanza nuda per recarmi alla doccia esterna e lavarmi. L'uomo era andato nella doccia interna alla dependance.

Rimasi sul ciglio della porta e li fissai "Claudia avrà messo l'allarme alla casa. Possiamo dividere il letto per questa notte"

Non risposero e così chiusi la porta della dependance a chiave e mi diressi verso il letto sistemandomi nel mezzo. Sollevai il lembo dalla parte opposta per il secondo che entrò e dall'altro lato il primo dopo essersi asciugato.

Rimasi lì, tra due presenze adulte, reali.

La stanza sembrava diversa, o forse ero io a esserla. La luce del lago continuava a muoversi sul soffitto ed io non avevo sonno, il corpo bagnato per la doccia ed i capezzoli turgidi.

Presi la mano del secondo e la posai sul mio seno, lo strinse senza applicarvi forza passando la mano da uno all'altro. Mi attirò a sé girandomi e non dovette prendermi la mano per sentire il suo sesso ancora eretto perche lo anticipai. Lo guardavo con serietà mentre il lenzuolo si sollevava e riscendeva in un movimento continuo.

Scesi tra le sue gambe per ringraziarlo di tanta attesa. Il primo uomo con un gesto brusco levò il lenzuolo e mi fissò. Voleva assistere, voleva guardarmi mentre passavo la mia lingua sul sesso dell'amico, leccavo il glande, salivo all'apice e inghiottivo la sua carne turgida, nervosa e disponibile.

Sapevo ormai come tenere gli uomini eccitati ma senza farli cedere troppo presto e cosi smisi improvvisamente di dedicargli le mie attenzioni e lo guardai per capire. Rimase sorpreso da quella interruzione ma mi sollevai seguendo con le mani le sue cosce ed il suo busto e mi misi sopra di lui facendomi penetrare.

Mi appoggiai con le mani al suo petto, decidendo io il ritmo, lento e continuo tenendo gli occhi chiusi senza alcun pensiero nella testa, come una meditazione guidata dove io ero l'allieva e la maestra allo stesso tempo e lui era uno strumento e null'altro.

Rispetto al rapporto con il primo uomo, questa volta era completamente diverso. Stavo soddisfacendo il mio piacere non il suo benché il suo membro rispondesse con vigore e le mie pareti interne fossero bagnate.

L'altro si stava masturbando senza tuttavia voler condividere il suo piacere con me né io avevo intenzione di prestarmi.

Mi bastava quella situazione. Eravamo in fiducia e tutto ciò che stava avvenendo era frutto del controllo delle nostre menti e dei nostri ardori.

Era un gioco alla pari, sebbene si trattasse di una donna che era stata scopata da due uomini, ma in quel momento era in realtà come stessi scopando me stessa.

Ebbi un primo orgasmo e poi un secondo dopo poco, il secondo evidentemente alla fine del suo percorso di piacere mi strinse di piu i fianchi ed i ruoli si scambiarono. Non ero io che mi muovevo su di lui, era lui che si muoveva dentro di me con un ritmo diverso, piu deciso e veloce.

MI abbassai ancora un po e sentii il ventre di nuovo caldo della densità maschile. Gemiti trattenuti da entrambi ed io ancora sopra di lui. Eravamo sudati e mi misi di nuovo in mezzo con il respiro in affanno ed una improvvisa stanchezza che avvolgeva il mio corpo e la mia mente.

Caddi in un sonno profondo, senza curarmi della presenza di quei due uomini. Mi svegliai verso le 9, e lo spazio intorno a me si era fatto nuovamente vuoto. Se ne erano andati.

Mi alzai mi feci una doccia, indossai un abito leggerissimo e salii alla casa principale.

Claudia stava mangiando una fetta biscottata e sorseggiando una spremuta.

Aveva le gambe raccolte sullo sgabello e mi fece cenno di entrare in cucina dalla porta finestra.

"Hai dormito bene?"

"Si oggi sono riposata e voglio godermi questa giornata con lentezza" "Sii sincera, dopo quanto hai attivato l'allarme di casa?"

"Avevo detto a loro che se non fossero tornati dopo venti minuti avrei capito e sarei andata a dormire. Non mi sono sbagliata a coinvolgerli"

Feci un cenno con la testa sorseggiando il caffè e aggiunsi "No, non hai sbagliato, grazie".

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Scritto da
Anna

53 anni, animata dal desiderio di condividere i racconti delle proprie esperienze e di confrontarsi con chi avrà piacere

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