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Svetlana: a pagamento... ma con passione
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Racconto24 min di lettura

Svetlana: a pagamento... ma con passione

Un incontro per una prestazione a pagamento trasforma in modo inatteso una donna dal fisico prestante ma dal carattere dolce in una dominatrice sensuale e travolgente

Kendall
11 mesi fa · 452 letture · 0

Non capisco se è incazzata davvero oppure no e, per la prima volta, provo una certa paura: se questa gigantessa si arrabbiasse sul serio, potrebbe farmi male davvero. Allora mi avvicino con l'intenzione di chiederle se ho esagerato.

-            Ma ti ho fatto arrabbiare davvero?

-            Noooo, scemo!

E nel proferire queste parole mi cattura con le gambe e stando sul letto a pancia in su mi fa roteare a destra e a sinistra. Mi sento quasi girare la testa: praticamente è come se stesse facendo degli esercizi per gli addominali con il mio corpo immobilizzato tra le sue potenti cosce.

-            Potrei mettermi a contare da 1 a 15, ma non lo faccio sennò questo divertimento finisce troppo presto.

Dentro di me sento che davvero le ho risvegliato qualcosa: per il momento è una semplice voglia di dominare approfittando della prestanza fisica. Avverto che è ancora pur sempre un gioco, ma un gioco che sta cambiando.

Mi lascia andare e io prontamente ne approfitto per buttarmi su di lei che è coricata a pancia in su. Riesco a sedermi con le mie parti basse che premono sul suo volto. Il mio pene è abbastanza indurito e, inaspettatamente, emerge la mia parte sadica.

-            Adesso te lo metto in bocca e conto io fino a 15.

Mi accorgo subito di aver commesso un errore perché con la mia trovata ho stimolato la sua componente passiva: allora concepisco prontamente un diversivo e faccio marcia indietro.

-            Anzi, no. Adesso ti prendo le mani e anche se sono più grosse e più forti delle mie te le spezzo.

Per fortuna, riesco a riagganciare la sua voglia che si stava risvegliando e, appena infilo le mie dita tra le sue, sento che comincia a ribellarsi. Mi sembra di cavalcare un toro impazzito…  tanto si muove. Alla fine, capitolo e in men che non si dica mi ritrovo sotto di lei.

 A quel punto, lei comincia a contare e io mi trovo in una posizione un po’ scomoda per cui mi è venuta meno l'eccitazione. Avverto anche a livello sensoriale che pure lei ha perso la sintonia con quella parte di sé che si stava risvegliando. E allora mi lascio guidare dall'istinto.

-            Aspetta a contare. Sta sopra di me senza far niente.

Svetlana si ferma e io comincio a parlare.

-            Ho un quintale ti donna la sopra di me, vero?

-            Un po’ di più di un quintale.

-            Uhmmm (e le lecco dietro all’orecchio)

-            Vero che se tu volessi potresti soffocarmi solo col tuo peso? (e le accarezzo la schiena graffiandola leggermente)

-            Sì!

-            (parlando lentamente, quasi sussurrando ogni frase all’orecchio per rendere le parole uno strumento di eccitazione) Lo sai che io ti trovo bellissima… sei più alta di me, sei più grossa di me, le tue ossa e i tuoi muscoli sono il doppio dei miei, … sei più forte di me. Non sono niente di fronte a te, un insetto che puoi schiacciare quando vuoi…

-            Sì, sono più forte di te (e ricomincia ad ansimare come aveva fatto prima e a sfregarsi contro di me).

-            Se io adesso, cerco di liberarmi… (spingo le sue spalle indietro ma mi sento prendere le mani e immobilizzarle ai fianchi).

-            Tu non vai da nessuna parte (e mi lecca lei sul collo).

-            (parlando sempre più lentamente e con un filo di voce) Mi stai dominando con la tua forza e io non posso fare niente: sono in tuo potere (riesco ad abbassare la testa e a mordicchiarle un capezzolo).

Non so come ci sto riuscendo ma ho stimolato le corde giuste: sto tirando fuori parole che in altri contesti sarebbero banali ma che in questa situazione eccitano tutte e due.

-            Continua a parlare. Mi piace!

-            Sono il tuo schiavetto, vero?

-            Lecca schiavo! E mi mette la faccia tra i due seni: io eseguo.

-            Sei la mia padrona!

-            Sì, sono la tua padrona! Lecca!

-            E se non ubbidisco?

-            (schiacciandomi la testa tra le tette) Ti schiaccio il tuo corpicino con una mano sola!

Cavalcando questo gioco che non è più un gioco, l’ho condotta ad un livello di eccitazione che anche lei non si aspettava. Capisco che sta provando un piacere crescente in un ruolo inedito per lei: dominarmi con la forza le sta facendo provare sensazioni mai vissute.

Improvvisamente, si alza in piedi. Non capisco. Stavamo andando da dio…

-            Alzati! – dice perentoria. Mi alzo e l’eccitazione sembra fermarsi.

Poi, tutto d'un tratto, mi sento tirare verso di lei che comincia a stringermi con la “presa dell'orso”. Mi stringe come per spezzarmi le ossa e in quel momento non sto certo provando piacere. Mi tiene sollevato e mi guarda negli occhi. Non riesco a identificare bene le sue intenzioni, ma so solo che mi sta stringendo con una forza crescente. Temo per le mie vertebre.

Subito dopo sento che infila il mio pene dentro di sé. Sono senza preservativo, ma ormai è troppo tardi: sia quel che sia!

 Svetlana comincia a muovere il bacino avanti e indietro avendo me come appendice inserita nel suo corpo. Nel crescendo, non controlla più la forza: sono completamente in balia della sua volontà. Ho davvero risvegliato l’amazzone dominante che dormiva in lei.

Svetlana è sudata come una bestia e allora mi inserisco in quel movimento di avanti e indietro leccandole il sudore che ha sulle spalle: sa di sale e mi piace da morire!

Ogni tanto alterno baci di sottomissione a leccate sensuali. Era quello che volevo ma ora non sono più io a condurre il gioco.

Sempre rimanendo avvinghiata a me, mi rimette delicatamente in posizione supina. Ora siamo sdraiati. Noto subito che anche tutti gli organi sessuali interni sono forti e sento che il mio pene è prigioniero del suo corpo. Lei intuisce il mio pensiero.

-            Non puoi uscire da me. Te lo distruggo, se ci provi! - dice tra un sospiro e l'altro.

Inizia la fase finale, ne sono sicuro. I suoi movimenti e il suo respiro sono sempre più intensi: è davvero una forza della natura. Riuscirò a reggere questo ritmo?

 Ma ecco il tocco finale: la lingua! Me la ficca in bocca e comincia a muoverla. Fino a quel momento non ci eravamo ancora baciati e non pensavo neanche che l'avremmo fatto. È ormai tale la nostra commistione che non avverto differenze tra il mio e il suo alito, tra la mia e la sua saliva, tra la mia lingua e la sua. E’ proprio la lingua che ci porta poco a poco al massimo dell'eccitazione. Eccola che riprende anche i movimenti del bacino. Ho paura di non farcela. Lei è instancabile e insaziabile. Sento che sta provando qualcosa in crescendo. Da un lato temo di fermarmi sul più bello prima che lei raggiunga l'orgasmo e dall'altro temo di non  riuscire ad arrivarci neppure io.

Da questo momento Svetlana dimostra veramente la sua potenza fisica! Prima imprime più forza al movimento della lingua. Poi si avviluppa coi piedi ai miei stinchi e facendo forza con la pancia imprime la spinta finale al mio orgasmo che sta per arrivare e lo correda pure con uno stritolamento controllato delle mani, avendo ormai imparato quanta valenza sessuale abbiano esse per me. A questo punto, l’amazzone dominatrice si è risvegliata e può finalmente raggiungere l’acme del piacere: un lunghissimo orgasmo accompagnato da un “sì” di piena soddisfazione.

 Il terzo round è finito. Svetlana si corica di fianco a me e mi guarda negli occhi: sento un'ondata di amore vero e riconoscente  arrivare attraverso il suo sguardo. Sento un brivido che rilascia altra adrenalina…

-            Non ho mai provato una cosa del genere. È stata la prima volta. Non ho capito più niente. E non ricordo neanche quello che ho fatto!

-            Svetlana, … tu invece mi hai ucciso… non sono mai venuto così a lungo!

-            C'è feeling tra di noi. Mi piaci. Sono io che devo dare i soldi a te.

-            Assolutamente! Non ci pensare neanche! Te li sei meritati: sei una grande donna, in tutti i sensi. Come ti sei sentita a fare davvero la padrona!

-            È stato strano. A me non piacciono i rapporti sadomaso, ma stavolta…

-            Quello che abbiamo fatto non è sadomaso perché non c'è stata violenza. E’ prendere atto di una parte di noi che esiste. Oggi l'abbiamo utilizzata come gioco per condividere il piacere dell'orgasmo.

-            Sarà come dici tu, ma per me è stata una sorpresa… nonostante il mestiere che faccio.

 Prima di tornare nella nebbia

Erano ormai quasi le 10. Io avevo raggiunto un obiettivo inatteso: avevo risvegliato in Svetlana una dinamica sessuale che ci avrebbe visto varie altre volte insieme. Ma nessuna delle successive ha mai raggiunto il livello della prima volta. Avrei desiderato rimanere un po’ ma  sapevo che alle 11 questa macchina del piacere venuta dalla Russia doveva ritornare in pista per un altro giro di giostra. Si rifiutò categoricamente di ricevere il denaro pattuito, affermando con dolce ironia che se avessi insistito ancora, … mi avrebbe stritolato le mani! Quando uscii dal suo appartamento, una nebbia fittissima avvolgeva ogni cosa rendendo ancora più intima e magica quella mattinata. Tornare alla realtà quotidiana quel giorno non è stato affatto facile perchè nella mia mente e nel mio cuore continuavo a pensare a Svetlana: una donna a pagamento… sì… ma con passione!

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