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La prima notte di nozze
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Racconto17 min di lettura

La prima notte di nozze

La prima notte di nozze Maria perde la verginità anale e marco si scopre essere un cuckold

Anna Bolerani
9 mesi fa · 3.1k letture · 1

Maria lo sentì ridere contro la sua pelle mentre le lasciava scivolare un dito fuori dal buco ancora aperto. Si girò a guardarlo, gli occhi che cercavano i suoi nel buio della stanza, le labbra che si aprivano per rispondere—ma Marco le chiuse la bocca con un bacio brutale, la lingua che la costringeva a gustare il sapore di se stessa. Quando si separarono, lei era senza fiato, il petto che si alzava e abbassava rapidamente. "E ora..." sussurrò lui, le dita che le accarezzavano il viso come se fosse la cosa più preziosa al mondo, "...dimmi che vuoi essere sfondata."

Lei chiuse gli occhi, il corpo che tremava ancora per l'orgasmo appena passato, ma la verità era lì, pulsante e umida tra le sue cosce. "Ti prego," ansimò, le unghie che gli graffiavano il petto mentre si avvicinava di nuovo, "fallo... fammi sentire tutto." Marco la osservò per un momento, gli occhi neri di desiderio che la scrutavano come se volesse imprimersi ogni dettaglio—le labbra gonfie, i capezzoli ancora duri, il sudore che le brillava tra i seni. Poi, senza preavviso, le afferrò le caviglie e le divaricò le gambe con una forza che la fece urlare.

"Dimmi cosa vuoi," le ordinò, voce roca mentre si posizionava dietro di lei, il cazzo che le premeva contro il buco ancora sensibile. Maria sentì il bruciore riaccendersi, ma questa volta era diverso—un dolore che sapeva di promessa. "Voglio il tuo cazzo nel culo," sussurrò, le parole che le uscivano a fatica mentre si inarcava verso di lui. "Voglio sentirti entrare... fino alle palle." Marco emise un suono animalesco, le mani che le stringevano i fianchi con una presa che avrebbe lasciato lividi. "E Luigi?" le sussurrò all'orecchio, i denti che le mordicchiavano il lobo. "Dove lo vuoi mentre io ti sfondo?"

Maria sbarrò gli occhi, il respiro che le si bloccò in gola. "In... in bocca," disse lei, la voce così bassa che Marco dovette chinarsi per sentirla. "Voglio succhiarlo mentre tu mi riempi." Le parole le bruciarono la lingua, ma il modo in cui il cazzo di Marco pulsò contro di lei fu la conferma che aveva colpito nel segno. "Cristo," ringhiò lui, affondando le dita nei suoi capelli e tirandole indietro la testa. "Vuoi proprio essere la nostra troietta, eh?" Maria annuì freneticamente, le labbra che si aprivano in un gemito quando Marco finalmente le penetrò di nuovo, il movimento stavolta più fluido ma non meno intenso.

"Eccolo, sentilo tutto," sibilò Marco contro la sua nuca, ogni spinta che la faceva scivolare sul lenzuolo bagnato. "Immagina che sia lui davanti a te, con quel cazzo che ti riempie la gola mentre io ti scopo il culo." Maria urlò, le dita che affondavano nel materasso, le nocche bianche per la forza con cui si aggrappava. La fantasia era così vivida che per un attimo quasi sentì il sapore salato di Luigi sulla lingua, le mani possenti di lui che le tenevano la testa ferma mentre la obbligava a ingoiare. "Sì, così, sfondami," singhiozzò, il corpo che si inarcava incontro a Marco, il culo che si stringeva intorno a lui come per trattenerlo dentro.

Marco accelerò, i fianchi che le martellavano contro con una furia crescente, le mani che le stringevano i fianchi fino a farle male. "Sto per venire," annunciò, voce rotta dal piacere, il respiro che gli usciva a scatti mentre affondava sempre più profondamente. Maria sentì il suo cazzo pulsare dentro di sé, ogni movimento che la spingeva più vicina all'orlo. "Anch'io, Dio, anch'io—" Le parole le morirono in gola quando lui le diede uno schiaffo ancora più forte sul culo, il dolore che si mescolava al piacere fino a farla esplodere.

L'orgasmo la travolse come un'onda, il corpo che si contorceva in spasmi incontrollabili mentre urlava, le unghie che gli graffiavano le cosce. "Eccolo, prendilo tutto," ringhiò Marco, i fianchi che le sbattevano contro con movimenti brevi e frenetici, il cazzo che le pulsava dentro mentre la riempiva di caldo. Maria sentì ogni spruzzo, la sensazione di essere riempita fino all'orlo, il liquido che le colava lungo le cosce quando lui si ritirò lentamente.

Si lasciarono cadere sul letto sfiniti, i corpi che si attaccavano ancora per il sudore, il respiro affannoso che riempiva la stanza. Marco le passò un braccio attorno alla vita, tirandola a sé mentre lei si abbandonava contro il suo petto, le palpebre già pesanti. "Dormi," le sussurrò lui, le labbra che le sfioravano la fronte mentre le carezzava i capelli. Maria annuì appena, il corpo che affondava in un torpore dolce, l'ultimo pensiero cosciente fu l'immagine di Luigi che aspettava dietro le palpebre chiuse.

Nel sogno, le mani erano già su di lei, più grandi e ruvide di quelle di Marco, le dita che le scivolavano tra le cosce con una sicurezza che la fece gemere nel sonno. "Eccola," sentì sussurrare una voce profonda, diversa, mentre qualcosa di caldo e duro le premeva contro il culo ancora sensibile. Non ci fu resistenza, solo un sospiro roco quando Luigi la penetrò da dietro, il cazzo che le riempiva quel buco già stretto con una forza che la fece inarcare. "Così, prendilo tutto," lo sentì dire mentre le afferrava i fianchi, ogni spinta che la faceva scivolare sul letto, proprio come aveva fatto Marco poche ore prima—ma più veloce, più brutale.

La bocca le si aprì in un urlo silenzioso quando la girò all'improvviso, il peso di lui che la schiacciò contro il materasso mentre le spalancava le gambe. Non aveva tempo per pensare, per vergognarsi, perché già sentiva la punta bagnata sfiorarle l'ingresso—e poi dentro, in un solo affondo che le strappò il fiato. "Ti piace, eh?" le sussurrò Luigi contro l'orecchio, la voce di Marco da qualche parte nella stanza che rideva oscenamente. Maria annuì frenetica, le mani che si aggrappavano alle lenzuola mentre lui iniziava a muoversi, ogni colpo che le faceva perdere un pezzo di controllo. Non era più lei, solo carne che prendeva e dava, la bocca che si apriva quando un'altra mano—di chi?—le afferrò i capelli per spingerle dentro qualcosa di salato e pulsante.

Si svegliò di colpo, il respiro corto, le lenzuola attorcigliate alle gambe. La luce del mattino entrava a fiotti dalla finestra, illuminando il disordine della stanza—vestiti sparsi, il profumo di sesso ancora nell'aria, e Marco che russava dolcemente accanto a lei. Maria si passò una mano tra i capelli, ancora umidi di sudore, il corpo che pulsava in punti che non sapeva potessero far male e piacere insieme. Si tastò il culo con cautela, le dita che incontrarono una sensibilità nuova, quasi elettrica. Sorrise senza volerlo, le immagini del sogno ancora vividissime dietro le palpebre abbassate. Ora sapeva cosa le riservava il futuro e non vedeva l'ora di tornare a casa per realizzare i loro desideri-

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Scritto da
Anna Bolerani

autrice racconti erotici a sfondo prevalentemente cuckold

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  1. And

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