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Mamma e figlio - due troie in calore
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Racconto54 min di lettura

Mamma e figlio - due troie in calore

Storia di una mamma troia e di un figlio che vuole imitarla

Anna Bolerani
10 mesi fa · 1.6k letture · 1

Aldo riprese a muovere le dita con ferocia, l'immagine che gli bruciava dietro le palpebre mentre Maria descriveva come Leonardo le aveva tenuta la testa ferma per le orecchie, costringendola a guardarlo mentre scaricava getto dopo getto sul suo viso. "E poi?" sibilò, le dita che le affondavano più a fondo come se volesse raggiungere quel ricordo dentro di lei. Maria si morse il labbro inferiore, il corpo che tremava sull'orlo dell'orgasmo. "Poi ha infilato due dita nella mia bocca," sussurrò mentre le sue stesse parole sembravano eccitarla ancora di più, "e mi ha obbligata a leccarle pulite mentre la sua sborra mi colava dagli occhi."

La macchina svoltò bruscamente nel vialetto di casa, Aldo che frenò così forte da far scivolare Maria in avanti sul sedile, le dita che le scivolarono via bagnate e tremanti. Per un attimo, nella luce fioca dell'abitacolo, si guardarono con una fame muta che non aveva più bisogno di parole. Aldo fu il primo a muoversi, strappando la cintura di sicurezza e aprendo la portiera con un colpo secco mentre Maria si aggiustava la gonna, il tessuto bagnato di sudore e desiderio che le aderiva alle cosce.

Salirono le scale di corsa, le chiavi di Aldo che tintinnavano nervosamente mentre cercava di infilarle nella serratura. Ma quando finalmente spalancarono la porta, il rumore che li accolse non furono i passi attesi sul pavimento, ma una risata roca e profonda che proveniva dalla stanza in fondo al corridoio, seguita da un gemito lungo e strozzato che riconobbero all'istante. "Marco..." mormorò Maria, lo sguardo che incrociava quello di Aldo prima di muoversi insieme verso la stanza, attratti come falene verso quella fiamma proibita.

La porta della camera di Marco era socchiusa, uno spiraglio di luce che tagliava l'oscurità del corridoio. Maria vi si avvicinò per prima, il respiro che le si bloccò in gola quando lo vide, suo figlio, completamente nudo, inginocchiato sul letto con la schiena inarcata mentre Tommaso lo penetrava da dietro, le mani larghe che gli affondavano nei fianchi con ogni spinta. Davanti a lui, Giulia era sdraiata con le cosce aperte, una mano che le tirava su il reggiseno mentre l'altra guidava la bocca di Marco verso la sua figa, le dita intrecciate nei suoi capelli sudati. "Sì, così," sussurrava Giulia, gli occhi socchiusi mentre osservava Tommaso accelerare il ritmo, il culo di Marco che sussultava ad ogni colpo. "Fagli sentire chi comanda."

Aldo si irrigidì dietro Maria, la mano che le strinse il fianco con forza mentre osservavano la scena. Marco gemeva, la voce rotta da un misto di dolore e piacere mentre Tommaso lo prendeva con una veemenza che faceva tremare il letto. Nessuno dei tre si accorse di loro, troppo intenti nel loro giogo umido di carne e sudore. Maria sentì le gambe cedere, il calore che le saliva tra le cosce mentre fissava la schiena del figlio, quel movimento fluido dei muscoli che ricordava così tanto Aldo quando la spingeva contro il muro. Senza una parola, Aldo la trascinò via, la porta che si chiudeva con un click quasi impercettibile.

Nella loro camera, Maria si lasciò cadere sul letto con un riso strozzato, le dita che già si infilavano sotto l'elastico delle mutande. "Dio santo," sibilò Aldo mentre si slacciava la cintura, gli occhi neri di desiderio che non riuscivano a staccarsi dalla moglie. "Hai visto come si muoveva? Proprio come te quando..." Maria lo interruppe tirandolo a sé, la bocca che divorava la sua mentre le mani gli sbottonavano freneticamente i pantaloni. "Buon sangue non mente," ansimò contro le sue labbra, "siamo una famiglia di pervertiti. Ora non ci pensare e scopami il culo amore."

Aldo la rovesciò a pancia in giù con un ringhio, la gonna che le scivolò sui fianchi mentre lui le strappava via le mutandine. Maria sollevò il culo in aria con un gemito, il corpo già addestrato alla posizione dopo la notte con Leonardo. I muscoli le tremavano ancora quando sentì la punta umida del cazzo di Aldo premere contro l'ano, già rilassato e pronto. "Ti piace proprio essere riempita, eh puttana?" le sussurrò all'orecchio mentre affondava tutto d'un colpo, facendola urlare nel cuscino.

Maria afferrò le lenzuola, le nocche bianche mentre Aldo iniziava a pompare con ritmo brutale, ogni spinta che le scivolava dentro come un coltello caldo. Sotto di loro, il letto cigolava al ritmo dei gemiti di Marco che filtravano attraverso il pavimento, una sinfonia perversa che accelerava il battito di Maria. "Così... così cazzo!" ansimò quando Aldo le affondò una mano nei capelli, tirandole indietro la testa mentre la sodomizzava. Il dolore si trasformò in piacere acuto quando le dita dell'altra mano le trovarono la figa, sfregandole il clitoride con precisione sadica.

Nel frattempo, nella stanza di Marco, Tommaso aveva accelerato il ritmo, le cosce muscolose che sbattevano contro il culo del ragazzo con un rumore umido. Marco aveva il viso sepolto tra le cosce di Giulia, la lingua che leccava frenetica mentre lei gli tirava i capelli e lo insultava: Ogni parola lo eccitava di più, il culo che si stringeva intorno al cazzo di Tommaso mentre raggiungevano insieme un crescendo di gemiti e imprecazioni.

Nella stanza dei genitori, Aldo aveva finalmente trovato il punto G di Maria, le dita che le sfregavano quel nodo di piacere mentre il cazzo le sfondava l'ano. Il dolore si era trasformato in un'onda elettrica che le risaliva lungo la colonna vertebrale, facendole perdere il controllo dei muscoli. Proprio in quel momento, dal corridoio arrivò un urlo strozzato di Marco, seguito dal gemito roco di Tommaso che lo inondava di sperma.

Maria sentì le contrazioni del figlio attraverso il pavimento, come un'eco perversa che le faceva contrarre a sua volta le pareti interne. "Sta... sta venendo anche lui..." ansimò, le dita che affondavano nel materasso. Aldo capì all'istante e accelerò il ritmo, il sudore che gli colava sul petto mentre spingeva Maria verso l'orgasmo. "E tu vieni con nostro figlio, troia," ringhiò afferrandole i fianchi e scaricando dentro di lei proprio mentre Marco riceveva il carico di Tommaso.

Un gemito lunghissimo si strappò dalla gola di Maria mentre il corpo la travolgeva, le contrazioni anali che succhiavano il cazzo di Aldo come una bocca affamata. Nella sua stanza, Marco urlava roco, la schiena inarcata mentre Tommaso lo riempiva a ripetizione, lo sperma caldo che gli colava lungo le cosce tremanti. Giulia osservava la scena con gli occhi lucidi, le dita che si muovevano frenetiche sulla propria figa. "Sì, prendilo tutto Marco," sussurrava mentre il ragazzo singhiozzava, il culo ancora stretto attorno al cazzo che lo stava svuotando.

Aldo sentì le onde dell'orgasmo di Maria pulsargli attorno la base, il cazzo che le pulsava dentro mentre continuava a scaricare. Un brivido gli corse lungo la schiena quando realizzò che il gemito strozzato che sentiva attraverso il pavimento era perfettamente sincronizzato ai tremori di sua moglie. Marco e Maria, madre e figlio, uniti nello stesso istante da un fiume di seme che li marchiava come animali in calore.

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Scritto da
Anna Bolerani

autrice racconti erotici a sfondo prevalentemente cuckold

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