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Irma: do il culo a mio fratello
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Racconto24 min di lettura

Irma: do il culo a mio fratello

LA VITA SESSUALE DI IRMA DALL'ADOLESCENZA AL MATRIMONIO

Anna Bolerani
11 mesi fa · 6.4k letture · 1

Sono Irma e volevo raccontarvi un po' della mia vita partendo dalle mie prime esperienze sessuali. Quando avevo tredici anni , vivevo in una casa molto piccola e dividevo la stanza con mio fratello Ettore di 17 anni. Una sera mentre dormivamo sentimmo degli strani rumori provenire dalla stanza di nostra madre. Dopo essere rimasta vedova, per la morte di mio padre, in un incidente stradale , non aveva mai voluto altre relazione dedicando tutto il suo tempo al lavoro, per farci crescere e non farci mancare niente

Ma quella sera qualcosa era cambiato. Ettore mi svegliò nel cuore della notte, mi fece accendere la luce e andò a controllare. Quando tornò mentre mi disse di stare tranquilla che mamma non era sola nella sua stanza. C'era un uomo con lei e che stavano facendo l'amore. Io non capii bene cosa intendesse, anche se avevo già tredici anni ancora molto ingenua e non sapevo niente del sesso.

"Spiegati meglio, non capisco."

Mio fratello mi disse che erano impegnati in un rapporto sessuale e mi spiegò cosa significasse quella cosa con un linguaggio semplice.

Voi donne avete fra le gambe la farfallina mentre noi uomini abbiamo il pistolino come lo chiami tu. Quando due adulti si coricano insieme di solito l'uomo mette il pistolino nella farfallina della donna. Poi comincia a muoversi avanti e indietro e dopo un po' gli viene una sensazione così forte che sente il bisogno di fare pipì ma non è pipì quella che gli esce. È un liquido bianco che si chiama seme perché contiene milioni di spermatozoi che sono piccolissimi animaletti che possono trasformarsi in bambini se incontrano un ovulo femminile dentro la donna. Ecco perché quando il pistolino entra nella farfallina e spruzza il seme dentro la donna si può rimanere incinta ed avere un bambino.

"E ora mamma e quell'uomo stanno facendo questo? Mamma avrà un bambino?"

"Ma no, ci sono molti modi per non restare incinta, per esempio lui può buttare il liquido fuori prima o dopo. Oppure ci sono i preservativi che sono delle specie di palloncini che si mettono sul pistolino per raccogliere il seme così non entra nella donna. E poi c'è un metodo più sicuro per fare sesso e non restare incinta e, da quello che ho sentito, sembra quello che sta facendo mamma con quell'uomo 

Io ascoltavo mio fratello senza parlare mentre la luce della lampada sul comodino illuminava la nostra stanza e i ampliava rumori soffusi che provenivano dalla stanza di mia madre. Ettore sembrava molto sicuro di quello che diceva e io mi sentivo strana mentre lui continuava a spiegarmi queste cose nuove che mi sembravano affascinanti. Mi chiedevo perché lui sapesse tutto questo mentre io non sapevo niente di queste cose che riguardano il nostro corpo.

Mentre Ettore parlava io guardavo la sua bocca muoversi e non riuscivo a smettere di pensare che lui aveva diciassette anni e io dodici e che probabilmente anche lui aveva già fatto queste cose con qualcuno. Sentivo un calore strano nella pancia mentre ascoltavo i suoi dettagli sul liquido bianco e sulla farfallina che lui chiamava vagina usando una parola più seria quando vedeva che io capivo. Incuriosita insistetti.

 " Spiegati meglio"

In quello stesso momento dall'altra stanza giunsero dei rumori più forti e distinti: un colpo sordo contro il muro seguito da un sussurro soffocato di mia madre. Ettore abbassò la voce ancora di più, quasi un soffio caldo nell'orecchio che mi fece venire i brividi lungo la schiena: "L'altro modo è quando l'uomo mette il pistolino non nella vagina davanti, ma nel buco dietro... nel culetto e lì non ci possono nascere bambini perché non ci sono ovuli".

Comunque alla tue età è meglio che cominci a sapere come si chiamano le cose col loro vero nome, fra poco sarai signorina ed è bene che certe cose tu le sappia.

"Cosa intendi." chiesi io.

"Vedi, quella che tu chiami farfallina, in realtà si chiama vagina o più comunemente si chiama Fica." poi aggiunse: "Se togli le mutandine ti spiego un'altra cosa." Interessata al discorso me le tolsi e lui mi spiegò, "Queste cose vicino all'ingresso della tua fica si chiamano piccole e grandi labbra, mentre fra poco qui in alto si svilupperà il clitoride che serve alle donne per provare piacere." Lo disse mettendoci il dito sopra e spingendolo dentro un pochino. "Senti qualcosa se ti tocco qua?" 

"Si sento un certo calore, mi piace." poi col dito accarezzo il buco del mio culetto. "Qua!”, disse “Per non fare figli molte ragazze se lo fanno mettere... qua!."

"Come sta facendo mamma ora?" chiesi.

"Si come sta facendo ora mamma." I suoi gemiti si facevano sempre più frequenti e fra i mugolii la sentivamo dire. "Si, così, spingilo tutto dentro."

Il mio cuore batteva così forte che temevo si sentisse fuori dal mio petto. Le dita di Ettore erano rimaste lì, ferme sulla mia pelle umida, mentre la sua spiegazione si trasformava in un'esplorazione silenziosa che mi faceva trattenere il fiato. Sentivo il tessuto grezzo delle lenzuola sotto le cosce e l'odore dolciastro del sudore misto alla polvere della stanza. Da sotto le sue ciglia abbassate, mio fratello mi osservava con uno sguardo nuovo - non più protettivo ma scrutatore, quasi calcolatore - mentre il suo indice premeva leggermente più a fondo tra le pieghe che non avevo mai considerato parte di me stessa. "Vedi," mormorò, "Qui dentro è caldissimo e stretto ma dopo che lo fai un po' di volte da molto piacere. Senti mamma come gli piace.." Poi si abbassò i pantaloncini e mi mostrò il suo pisello rigido. "questo non si chiama pisello ma cazzo. Toccalo, senti com'è duro." 

Allungai timidamente la mano e lo strinsi, era duro ma era anche molto morbido al tatto. Stavo per ritirare la mano quando lui me la trattenne e mi disse muovila, cosi sue giù se lo fai velocemente ti faccio vedere come esce la sborra, il liquido che serve per fare i figli. Iniziai a masturbarlo e lui col dito iniziò a toccarmi la, dove stava per svilupparsi il clitoride. Quella situazione mi piaceva molto, il suo dito mi creava brividi nuovi. Mi fece alzare le gambe in modo che potesse anche accarezzarmi il buco del culo e lentamente vi infilò il dito indice a metà. Non so che tipo di sensazione stessi provando ma mi piaceva molto poi all'improvviso si irrigidì e dal suo cazzo usci uno zampillo di sperma che mi colpi in piena faccia. Lo sperma usciva copioso e cercavo di trattenerlo con la mano per non sporcare tutto. Quando ebbe smesso di eruttare. avevo le mani e la faccia piene della sua sborra. "Vammi a prendere un asciugamano! Dissi, "sono tutta sporca." Lui mi disse "Leccati le mani, vedrai quanto e buona.”

Portai le mie dita alla bocca e con la lingua le pulii leccando tutto il liquido, poi raccolsi quella che avevo in faccia e leccai anche quello. "Avevi ragione, mi piace, è buona."

I rumori dalla stanza di mamma non si attutivano e Ettore propose di andare a spiarli dalla finestrella del ballatoio. Mamma era a quattro zampe su letto mentre l'uomo era dietro di lei. La teneva stratta dai fianchi facendola andar avanti e indietro. Continuavamo a sentire i suoi gemiti poi di colpo la sentimmo implorare :"Più forte amore. fai più veloce sto per venire. Sborra anche tu, vienimi nel culo, la voglio sentire dentro di me."

Ettore si voltò verso di me. "Vedi, te lo avevo detto che lo stavano facendo nel culo." mentre me lo diceva allungò una mano e la infilò nelle mie mutandine. infilò il dito nella mia fica e lentamente iniziò a muoverlo poi prese a masturbarmi con piu vigore e sentivo che stavo per provare quello che chiamavano piacere. Mi venne un brivido lungo la schiena e poi una sensazione incredibile di piacere che mi fece gridare. Ettore mi copri la bocca con la mano per non farmi sentire. "Stai zitta stupida vuoi che ci sentano?" 

Quando smisi di tremare mi disse: "Quello che hai provato si chiama orgasmo. Sei riuscita a venire anche tu, come mamma" 

Io ero felice perché finalmente avevo capito cosa intendesse mio fratello quando mi parlava di piacere. Gli dissi che volevo provare anche io quella cosa che facevano mamma e il suo compagno, ma lui mi rispose che forse ero troppo piccola per farlo nel culo, ma che per ora potevamo provare un'altra cosa che non avrebbe fatto male. "Cosa?" chiesi. "Vuoi succhiarmi il cazzo?" Io accettai e lui mi disse allora torniamo in camera.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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