marito negli occhi, aggiunsi:" Amore e bellissimo, mi sta facendo godere tanto ,digli di continuare cosi voglio venire, voglio che mi spacchi il culo per il tuo piacere." A quelle parole Mario non riuscì a trattenersi e mugolando, "Si amore, ora sei la sua troia." mi sborrò in faccia tutto il suo sperma caldo. Venni anche io in un fremito infinito mentre sentivo Lorenzo che affondava sempre più dentro di me con violenza come se fosse un martelletto pneumatico. Ogni spinta mi sollevava sulle punte dei piedi, il mio corpo sbatteva contro il bordo del tavolo lasciando macchie di sudore sulla superficie lucida. L'odore dello sperma fresco di Mario si mischiava all'acre profumo della mia eccitazione mentre Lorenzo mi teneva i fianchi affondando la punta delle dita nei lividi viola. "Sborra anche tu." implorai sfinita verso Lorenzo" riempimi il culo con la tua sborra. Lorenzo impiegò ancora sette spinte profonde prima che il suo respiro si facesse un rantolo strozzato. Sentii il suo corpo irrigidirsi come un arco teso, poi un getto violento di calore che mi inondò le viscere in pulsazioni lunghe e vischiose. Rimase immobile per un secondo, il cazzo ancora pienamente sepolto nel mio ano gonfio mentre lo sperma colava lungo le mie cosce tremanti. Quando si ritrasse, un fiotto caldo sgorgò dalla mia apertura viola macchiando il pavimento sotto lo sguardo fisso di mio marito. Le ginocchia cedettero completamente mentre scivolavo giù dal tavolo, le mani che cercavano appiglio su una sedia di legno mentre il mio corpo tremava per l'adrenalina residua. Lo specchio sopra il lavello rifletteva la scena: Lorenzo che si aggiustava la cintura con un sorriso soddisfatto, Mario che si puliva le mani sporche di sperma sul grembiule, e io accovacciata sul pavimento con le gambe aperte, il rossetto sbavato e l'ano che pulsava aperto come una stella marina ferita. Un silenzio greve calò sulla cucina, rotto solo dal graffio infinito del disco che aveva finito la sua traccia. Mario si avvicinò lasciando cadere il grembiule macchiato. Le sue dita calde mi accarezzarono la guancia pulendo una goccia del suo sperma che ancora colava lentamente. "Ora puoi andare disse mio marito, rivolgendosi a Lorenzo." Lui capì e non obiettò, si vestì e andò via." Sei tutta sporca" mi disse, mi pese in braccio e mi adagiò sul divano pancia in giù. Mi fece allargare le gambe e inizio a leccare a fondo tutto quello sperma che grondava dal mio culo unitamente ai miei umori regalandomi un rinnovato piacere. Quando ebbe finito di pulire mi fece tirare su. Il suo cazzo era nuovamente duro, salii a cavalcioni su di lui e me lo infilai lentamente nella fica e in quella posizione, con movimenti lentissimi facemmo finalmente l'amore come non lo avevamo mai fatto prima. Ora ero tornata ad essere Elisa, l'amore della sua vita.
FINE
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autrice racconti erotici a sfondo prevalentemente cuckold
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