“Non lo avevi mai fatto?” mi chiese quella sera Davide riferendosi alla nostra scopata in doccia.
Scossi la testa e lui mi prese per mano e mi guidò nuovamente sul suo letto. Aveva acquisito ormai confidenza con il mio culo e il suo ritmo e la profondità divennero crescenti. Il mio culo era diventato accogliente e mi sembrò che anche lui ne stesse godendo non potendosi trattenere, sentivo distintamente gli spasmi del suo uccello segnalarmi l’approssimarsi dell’esplosione del suo seme caldo nelle mie profondità. I nostri corpi si agitavano insieme come a non voler perdere un solo centimetro l’uno dell’altra e anche il mio orgasmo arrivò fragoroso nel silenzio della notte isolana. “Neanche con il tuo fidanzato lo avevi mai fatto?” mi chiese girandosi a guardarmi. Scossi nuovamente la testa.
“Beh io sono al settimo cielo, non capita spesso di farsi un culo inviolato due volte in un solo giorno” commentò malizioso.
Su quell’isola ci fermammo parecchi giorni. Io sempre con Davide, Daniele sempre in compagnia dei suoi due nuovi amici. Dopo il gioco delle finte corna e dei due guardoni vissero anche un’orgia tutti e tre insieme con l’amica volenterosa, ma questo rimase un loro segreto che non mi raccontarono mai. In quell’occasione Daniele consolidò l’idea che non avrebbe avuto nulla in contrario un giorno a vedere me al posto della troietta che si fece sodomizzare a turno da tutti e tre, magari non con i suoi amici però. Lo capì quando si sorprese a incitare Piero e fissava rapito il suo randello che entrava e usciva da quel piccolo sedere. Guardò poi Luigi fare la stessa e si impressionò pensando che guardarli gli stava piacendo almeno quanto farlo lui stesso, anzi per certi versi forse di più.
Tornati a casa ci fidanzammo ufficialmente.
Conobbi prima Piero e lo trovai perfettamente rispondente al racconto che me ne fece Daniele, spigliato, loquace e tremendamente sexy. Mi raccontarono di quella loro passione in comune per il mare senza costume e non ci trovai nulla di male anche se quando mi invitò a unirmi a loro rifiutai sempre, preferendo lasciarlo un momento solo tra loro per non creare inutili imbarazzi e perché lessi negli occhi di Daniele una specie di ringraziamento che non avrebbe osato esprimere direttamente. Sulle spiagge senza costume ci andai spesso, ma sola con Daniele e con ben altre intenzioni che tra amici sarebbero state difficili da gestire.
Poi conobbi anche Luigi e capii subito il perché di tanta intesa con il mio fidanzato, c’era tra loro un’intesa silenziosa che permetteva di condividere molto più di quanto si dicessero apertamente. I due ragazzi abitavano in un paesino di provincia a venti minuti di auto da noi, ma questo non ci impedì di frequentarci spesso e con regolarità tanto che quando uscivamo tutti e quattro insieme non era sempre immediato individuare di chi fossi la fidanzata, anche se tra noi non successe mai nulla. Daniele invece non conobbe mai Davide che abitava a 500 km di distanza ma seppe da subito che era il mio amante e non aveva nulla in contrario. Viveva lontano, quando ci vedevamo scopavamo soltanto, senza implicazioni sentimentali, e poi io gli raccontavo tutto. Non aveva motivi per essere geloso, a conti fatti Davide c’era da prima che ci mettessimo insieme sul serio, anzi provava un sottile piacere ad essere umiliato dai miei racconti nei quali si evinceva che fosse più dotato, più bravo e più porco di lui. Per il resto la vita sessuale fra noi due procedeva a gonfie vele e, anzi, quando tornavo da un weekend con Davide scopavamo sempre meglio e più spesso.
Le condizioni che mi aveva posto erano che non ne avessi altri, soprattutto a sua insaputa, e che fossi discreta: “non voglio che si sappia in giro”.
L’accordo funzionò alla grande per tutti e tre anni di fidanzamento, a me non interessava andare in giro a cercarne altri e allo stesso tempo non volevo rinunciare a quello che per primo mi aveva aperto il culo. Era tutto talmente lineare che non ci fu alcun problema a troncare la relazione quando rimasi incinta di Serena e decidemmo di sposarci. Anche l’organizzazione del matrimonio fu abbastanza scontata: Piero e Luigi sarebbero stati i nostri testimoni, Piero anche il padrino della bimba e Luigi della seconda quando sarebbe arrivata, mentre con Davide avrei chiuso ma prima ci sarebbe stata la mia festa di addio al nubilato. Fu quella l’occasione in cui si sarebbero finalmente conosciuti, l’ultima per me la prima per lui. Inizialmente Daniele non fu entusiasta dell’idea e me lo confessò.
“Ma, scusa, lo fai venire qui e mi lasci da solo?”
“Da solo?”
“Sì, mentre tu e mister D… insomma hai capito.”
“No, no. Ci sarai anche tu.”
La mia risposta lo lasciò a bocca aperta. Non eravamo mai arrivati a tanto, Daniele era più dell’idea che occhio non vede cuore non duole ma cazzo si intosta lo stesso al pensiero.
“Ma come? Cioè lo porti proprio qui a scopare?”
“Sì. È il mio addio al nubilato, no?”+
“Ma lui lo sa?”
“Certo che lo sa. In un certo senso me l’ha chiesto lui. Non esplicitamente ma io ho capito che gli sarebbe piaciuto. Con tutte le volte che gli ho parlato di te…”
“Come scusa? Gli hai parlato di me?”
Feci la faccia di chi era stata colta con le mani nel sacco per aver parlato troppo.
“Sì, scusami. Ma lui sa tutto fin dall’inizio, fin da quella vacanza.”
“Cosa?” stavolta Daniele si incazzò. “Come sa tutto? Eravamo d’accordo che non lo dicevi a nessuno!”
“Va be’, scusami. Una volta mi ha chiesto se a te piaceva questa situazione. Non gli ho potuto mentire. E poi tanto ormai sta per finire”.
Non parlammo per il resto del pomeriggio, fu Daniele però a riprendere l’argomento a cena.
“Insomma che cosa sa esattamente?”
“Tutto! Che lo porto qui per farmi scopare e che tu sei un cornuto” gli risposi con tono acido, arrabbiata perchè si era arrabbiato con me.
“Nessun altro saprà nulla. Non sono mica tutti sportivi come te, forse solo Luigi potrebbe capire ma lasciamo stare.”
“Ecco brava lasciamo stare Luigi che non c’entra nulla. Ma cosa faremo? Io non ti scopo questa volta? Oppure lo faremo in tre?”
“Vedo che ti è già passata l’incazzatura e cominci già a fantasticare. Ti è già venuto duro all’idea di me che te lo lecco mentre vengo sodomizzata dai suoi 23 centimetri? Non so cosa faremo, non ho programmato nulla. È un addio al nubilato.”
Venimmo interrotti dall’arrivo di Davide al binario della stazione dove eravamo andati a prenderlo. Davide era molto tirato e insieme eravamo proprio una coppia di fighi da far girare la testa per strada. Daniele lo salutò e rimase un po’ interdetto. Nei pantaloni aveva un’erezione paurosa, dato che sapeva cosa stavano andando a fare e anche l’altro sapeva che Daniele sapeva tutto.
“Divertiamoci.” Riuscì a dire alla fine
“Oh, sicuramente.” Gli rispondemmo in coro ridendo.
Non finii mai di ringraziare Daniele per aver insistito per fare quella vacanza e entrambi non avemmo dubbi quando si trattò di scegliere la metà per il viaggio di nozze esattamente tre anni dopo.
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