La mattina presto prendemmo un traghetto che non sapevamo neanche dove fosse diretto. Approdando sull’ultima isola della nostra vacanza ci guardammo e ci chiedemmo: “Che facciamo? Scendiamo?”
Un’alzata di spalle fu la risposta e ci ritrovammo in questo porticciolo con un paesino alle sue spalle. Sembrava un posto molto poco turistico. Eravamo scesi quasi solo noi. Effettivamente si rivelò un’isola molto povera delle classiche attrattive per turisti, ma a noi piacque molto questo aspetto selvaggio. Anche i prezzi erano decisamente più bassi che nelle altre. Dopo il primo giorno decidemmo di riprovare a separarci, questa volta consapevoli che sarebbe potuto significare approfittare di altre occasioni, soprattutto per me, ci tenne a specificare Daniele. Prendemmo due motorini e ci dirigemmo in direzioni opposte nonostante l’isola sembrasse molto piccola e il rischio di beccarci, magari in flagrante, sarebbe stato alto.
“Ma è proprio questo il bello!” continuava a ripetermi il mio quasi fidanzato.
Non fu facile capire dove andare, le strade spesso non portavano dove sembrava. Alla prima casa carina non mi feci scrupoli a bussare e con la scusa di chiedere informazioni feci subito amicizia con il proprietario. Era un uomo, intorno alla trentina, si chiamava Davide. Era un bel ragazzo, dal fisico imponente, portava una leggera barba incolta ed aveva i capelli neri come la pece. Fu molto ospitale, mi invitò in casa, mi offrì il pranzo e mi chiese di restare anche a cena. Mi piaceva la sua compagnia poi parlava molto.
Daniele invece conobbe Piero su una spiaggia, suo coetaneo, anche lui in vacanza sull’isola con un amico e anche lui molto bello, lunghi capelli mossi, pelle scura e due labbra che quando lo conobbi, tempo dopo, mi ispirarono subito pensieri impuri. Con Luigi, l’altro diciottenne suo amico avevano preso una casa piccola, ma quando Daniele gli raccontò parte della storia, ovvero che aveva fatto una specie di scommessa con la ragazza che era con lui in vacanza su chi per primo avesse trovato ospitalità, per solidarietà maschile si offrì di fargli vincere la scommessa arrangiandosi in tre nella casetta.
Quella notte con Davide fui insaziabile.
“Sono fidanzata!” gli dissi ad un certo punto non so perchè.
“E allora? Starà scopando anche lui. Te lo immagini?”
Me lo immaginai e venni. Il mio corpo tremava in modo incontrollabile mentre raggiungevo un orgasmo violento, volevo di più da lui e quando glielo dissi venne dentro la mia fica calda. Quando provai a spingerlo via con la mano trovai il suo cazzo ancora duro, esattamente come se non fosse ancora venuto, me lo tirai di nuovo sopra e ricominciammo.
Il giorno dopo a Daniele successe una cosa strana, Piero insistette molto perchè lo accompagnasse su una spiaggia che amava molto ma che al suo amico Luigi non piaceva. Diceva che avrebbe gradito compagnia. Daniele, sempre pronto a nuove esperienze lo seguì. La spiaggia era bellissima e completamente deserta. Appena arrivati si sistemarono verso l’estremità che dava su una parete rocciosa. Piero senza chiedere il permesso si spogliò, restando completamente nudo, così all’aria aperta.
“E io che faccio?” chiese Daniele sorpreso.
“La stessa cosa, vedrai che mi ringrazierai” fu la risposta, detta come se fosse una cosa ovvia.
E così fece, mentre il caldo iniziava a farsi sentire sul suo corpo sudato e non ancora abituato a restare esposto completamente al sole. Piero si bagnò con un tuffo rapido e risalì in spiaggia sempre nudo. Il confronto tra i due ragazzi fu naturale e inevitabile mentre Piero con il pene penzolante fra le gambe prendeva posto accanto al nuovo amico. Il corpo di Piero non era troppo diverso da quello di Daniele, con l’unica differenza che il suo affare fra le gambe era molto più grosso del suo. La pelle lucida e bagnata lo rendeva stranamente sexy.
Fu allora credo che diventarono migliori amici, proprio mentre dall’altra parte dell’isola io e Davide diventammo amanti.
Piero gli raccontò della sua passione per il nudismo, uno dei motivi, gli disse, per cui non riusciva a mantenere una relazione con le ragazze che si dimostravano sempre troppo gelose. Lui aveva 18 anni e si sentiva uno spirito libero, caratteristica che ha conservato però anche per tutti gli anni a venire, durante i quali il loro rapporto si mantenne saldo, complice e sincero fino ad oggi che di anni ne hanno entrambi 43. Quella giornata al mare fu solo la prima di una lunga serie che trascorsero insieme condividendo il piacere di potersi esporre con naturalezza, senza fraintendimenti e impedimenti, con la reciproca sensazione che avrebbero potuto confidarsi qualunque cosa, anche se Daniele rimase per anni restio al raccontargli cosa stava accadendo tra noi durante quella vacanza.
Dopo la nostra notte di sesso, Davide non mi forzò, quasi non disse niente. Però fu evidente cosa voleva e ancor più evidente, per l’eccitazione che mi provocava, che non avrei potuto oppormi, neanche se avessi voluto. E l’impressione, probabilmente giusta, fu che non mi volli opporre in nessun modo. Quella mattina gli unici contatti, peraltro solo visivi, che avevo avuto con il suo corpo furono sotto la doccia dove lo raggiunsi dopo colazione. Mi cacciò il cazzo in bocca senza parlare, e io senza parlare glielo masturbai con le mani, gli leccai il petto e le natiche e fu sotto la doccia in un’isola sperduta, durante la prima vacanza con il mio futuro marito che Davide si prese la mia verginità anale. Mi abbandonai a lui. Fu una sensazione insolita, ma mi sentii donna e non più ragazza, femmina e troia. Mi piacque essere posseduta, il fatto che lo stavo facendo di nascosto e anche che lui fosse un maschio così dominante, venne tutto in modo molto naturale. Ero molto in imbarazzo quando uscimmo da quella doccia.
Cosa avrei dovuto fare con Daniele? Dirgli tutto?
Stavo cercando la risposta alle mie domande e nel frattempo non opponevo resistenza neanche quando Davide, tornato alla carica affondava profondamente dentro di me. I muscoli della mia figa evidentemente trovarono la risposta prima di me avvolgendo quel cazzo completamente dentro. Gridai la mia passione ancora una volta sul suo letto, le braccia si chiudevano sul suo collo e le mie unghie affondavano sulla sua schiena mentre lui iniziava una corsa lenta e inesorabile dentro e fuori di me. Anche lui iniziava a farsi sentire e la decisione fu semplice: sarebbe diventato il mio amante.
A cena Luigi si rivolse a Daniele con tono neutro: “Stasera, se non hai nulla in contrario, ho invitato un’amica a dormire qui.”
Daniele rimase interdetto e si guardò attorno constatando che altri letti non c’erano. Luigi e Piero guardavano Daniele e lui capì che erano già d’accordo e che non fosse la prima volta che i due amici condividevano le ragazze che rimorchiavano. Daniele sorrise e gli fece l’occhiolino. In quel momento anche Luigi aveva conquistato il posto di migliore amico del mio futuro marito. Se Piero lo aveva aperto al mondo del nudismo, Luigi gli stava per insegnargli qualcosa di ancora più istruttivo per il prosieguo della nostra relazione: il piacere della condivisione. Fu in quel momento che il pensiero di Daniele tornò a me e a quella nostra prima avventura in spiaggia.
“Come ti capisco” avrebbe voluto dirgli.
Non lo fece perché il pensiero che quella amica avrei potuto essere proprio io lo fece arrossire. Perso nei suoi pensieri Daniele capì che ci avrebbe potuto guadagnare molto da quella nuova amicizia e disse semplicemente “Ok”, a mezza voce, senza fare altre domande. Quando la ragazza arrivò fu accolta in giardino dai due amici. Daniele rimase in casa ma dalla finestra poteva vedere i loro corpi illuminati dalla luna e, cosa che lo eccitò più di tutte, poteva udirli senza difficoltà. La ragazza era bellissima. Si era vestita con un pareo e sotto era nuda.
“Prendimi davanti a lui come se fosse il mio ragazzo” fu la frase che Daniele riuscì a sentire molto chiaramente pronunciare dalla ragazza rivolta a uno dei due, non capì chi ma faceva poca differenza perché per loro era solo un gioco di ruolo, ma lui che la ragazza la aveva davvero lo sentì come molto più di un gioco, quasi una nuova esigenza nonostante l’esitazione a riconoscerlo. Toccò a Luigi, quello che l’aveva rimorchiata, fare la parte del cornuto mentre la ragazza stava spingendo Piero sulla schiena per cavalcare il suo cazzo selvaggiamente, offrendo uno spettacolo degno di un porno all’amico consenziente e arrapato. Lei infoiata sbatteva la sua figa su e giù su Piero mentre Luigi in trance si avvicinava per guardare più da vicino la penetrazione e Daniele da lontano era già sull’orlo dell’orgasmo.
