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Erotika
Capitolo 9: Prime esperienze 1 – culo rotto.
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Capitolo 9: Prime esperienze 1 – culo rotto.

È giunto il momento di tornare un po' indietro nel tempo, precisamente negli anni ’80 quando ero una adolescente che già amava il cazzo in maniera incredibile. Ero fortemente attratta dagli uomini adulti, dai maschi maturi e fu così che ebbi un’esperienza con un bidello del mio liceo, avanti con l’e...

Raf 1990
3 anni fa · 3.396 parole · 15 min
770 letture

Cominciai a godere tantissimo, lo imploravo di non fermarsi, di continuare a "farmi" il culo, di rompermelo, di allargarmelo sempre di più. Lo sentivo ansimare come un animale mentre mi fracassava il culo finora vergine e stretto, le sue mani sui miei glutei, sui miei fianchi, mi sentivo allargare tutta mentre mi inculava in maniera inesorabile. Avanti e indietro, avanti e indietro, lo sentivo fremere dentro di me, avvertivo come una sensazione di "strappo", come se mi stesse sventrando, un senso di pienezza che mi faceva sentire veramente porca, una vera femmina. Nel silenzio del primo pomeriggio, si udivano solo i nostri gemiti di piacere e il rumore del suo addome sudato che sbatteva sul mio bel culetto sodo in maniera violenta ed animalesca. Fu durante questa inculata che raggiunsi un orgasmo così intenso e forte da farmi rabbrividire. Non pensavo più a nulla, il corpo scosso da fremiti incontrollabili mentre sentivo un liquido caldo e vischioso colarmi tra le cosce; ad occhi strabuzzati, lanciai un prolungato lamento di piacere intenso, acuto mentre godevo in maniera incredibile.

Ambedue eccitatissimi, senza alcuna parola e col culo in fiamme che mi bruciava, mi distesi su di lui in un classico "69", con il mio corpo giovane, esile e delicato adagiato sul suo, peloso e grasso. Mentre lui riprese a leccarmi fica e buco del culo, ormai profanato, io presi a lavorarmi nuovamente di bocca il suo cazzo con una foga, una voglia ed una capacità degne della più viziosa ed esperta pompinara. Gli accarezzavo i coglioni duri mentre lavoravo la sua cappella di labbra e lingua.

Uh quanto mi piaceva il cazzo del bidello, quanto mi eccitava il cazzo duro in bocca di quel maschio adulto, la situazione era incredibilmente eccitante e perversa, mi faceva andare fuori di testa. L'odore della sua cappella, forte e pungente, oltre che disgustarmi continuava ad eccitarmi tantissimo, da morire, quanto godevo nel sentire la sua lingua ispezionarmi le parti intime e sentirlo godere come un porco mentre, con espressione disgustata, gli ciucciavo e leccavo la cappella turgida con una marea di bava a bagnarlo tutto.

Pensavo divertita e maliziosamente ai miei genitori, convinti che stessi studiando senza immaginare la realtà, senza minimamente sospettare che stessi studiando ben altro, ovvero il grosso cazzo del vecchio bidello che mi portavo in gola con una fame di cazzo inaudita. Immaginavo se mi avessero vista in quel momento, la loro figlia innocente, col culo rotto, completamente nuda in una posizione indecorosa intenta a spompinare con passione e voglia un cazzo adulto, duro e grosso, mentre lui leccava e profanava la mia intimità e questo pensiero mi eccitava ancora di più aumentando la mia voglia di cazzo e di sborra in bocca e portandomi a sparare un bocchino incredibile all'anziano sotto di me. Stringevo con ambedue le mani i coglioni duri del vecchio, accarezzandoli quasi a volerli mungere per ottenere l'ambito regalo.

Andammo avanti così per circa un quarto d'ora. Ingoiavo il grosso cazzo del bidello, mugolando gli ciucciavo e succhiavo la cappella come una matta, la leccavo ad occhi chiusi, andavo su e giù sul cazzo accarezzandogli i coglioni duri, perchè sapevo che così facendo lo facevo impazzire di piacere e che quindi mi avrebbe ricompensato, riempiendomi, come promesso pochi minuti prima di tantissimo sperma. Poi quando capivo che stava per esplodere, mi fermavo per prolungare quella splendida avventura e poi riprendevo. Lui mugolava e si dava da fare nel leccarmi e succhiarmi la passera e così, mentre lo spompinavo, venni di nuovo intensamente mandando un gridolino timido e prolungato, inondandogli il viso di liquido vaginale mentre ero consapevole, dal copioso liquido seminale che fuoriusciva dall'uretra e dal pulsare dell'asta, che anche lui era ormai prossimo a venire, che non ce la faceva proprio più, voleva liberarsi i coglioni. Da grande viziosa, leccavo il liquido seminale, ma volevo che mi sborrasse in bocca, ero impaziente, avida e ingorda di sperma. 

Mi adagiai alla sua sinistra e cominciai a baciarlo sulla bocca mentre lui si segava, poi mi sollevai e mi posizionai a pochi millimetri dalla cappella. Attendevo impaziente lo sperma del vecchio che non si fece di certo attendere. In contemporanea ad un suo prolungato urlo liberatorio, il primo schizzo abbondante, dal colore giallognolo e denso, partì fuori dall’uretra e fu così violento da finire sulla sua pancia fino ad arrivare al suo torace prendendomi di sorpresa, ma subito ingoiai la cappella ricoperta di sborra stringendola tra le labbra e facendola scivolare in bocca con lo sperma che si accumulava sul prepuzio e avvertii numerosi fiotti di sperma caldo, acidulo e denso che mi riempivano la bocca, impiastricciandomi la lingua, il palato, le gote arrivandomi fino in gola. Come mi aveva promesso, sembrava non volesse più smettere di eiaculare. Mi disgustava ma allo stesso tempo mi piaceva sentirne l’odore ed il sapore, tenevo la sborra in bocca assaporandola, per poi mandarla avidamente giù nello stomaco, bevevo finalmente il seme del bidello come fosse una coca. Finita la violenta ed abbondantissima eruzione, non ancora sazia, leccai e recuperai quella rimasta sulla sua mano, sulla pancia e sul suo torace dopo il primo violento schizzo, ingoiandola. Avevo ingurgitato tanto sperma e ne ero felice ed appagata.

Con il buco in fiamme, mi rivestii e, ringraziandolo per le bellissime sensazioni che mi aveva regalato, andai via dicendogli che ero decisa a volerlo fare ancora altre volte e infatti, da quel giorno, feci tantissimi pompini con ingoio al "mio orso", quasi tutti i giorni mi facevo inculare e succhiavo il cazzo del mio vecchio stallone, ingoiando con voglia pazzesca la sua sborra e venendo sotto i colpi della sua abile lingua o del suo cazzo ben piantato nel culo. Mi beccai anche tanta sborra nell'intestino in quel periodo.

Rientrando a casa, sorridendo ma senza avere il coraggio di guardarli in faccia, dissi: "ciao papà, ciao mamma" e, per evitare che notassero la "mia innaturale camminata", passai veloce, mi lavai le parti intime ed i denti e mi rintanai nella mia camera, con un certo bruciore al culo ma sazia di sperma e senza alcun rimorso o il minimo pentimento per la porcata fatta con l'anziano porcone, con il "mio orso"...

Fine
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Scritto da
Raf 1990
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