E così, eccitata ed impaziente, emozionata e un pò in soggezione, mi feci coraggio e, avvertendo l'odore pungente e forte del cazzo, chiusi gli occhi ed accolsi la cappella dura in bocca.
Inginocchiata, completamente nuda, cominciai a sparargli un bel pompino salivoso, con le mani appoggiate alle sue cosce, mentre lui continuava a reggermi il mento con la mano, il corpo inarcato all’indietro per offrirmi tutta la lunghezza del suo cazzo. Ma, mentre lo succhiavo, fui colta da una forte nausea; in fondo ero ancora una ragazzetta, non ancora così esperta e lui non era di certo un adone, anzi era piuttosto brutto, grasso, pelosissimo, ma soprattutto, era un vecchio. Mi ritrovai a pensare che, una cosa era immaginarle certe cose, tutt’altra cosa il metterle in pratica.
L'odore pungente ed il sapore acidulo della cappella, i numerosi peli pubici che mi finivano in bocca, mi bloccarono portandomi a tirare fuori il cazzo dalla bocca, con veri e propri conati di vomito, mentre sputavo saliva e peli. Lui mi chiese cosa avessi, se avessi cambiato idea, se il suo "attrezzo" non fosse di mio gradimento.
Queste parole mi portarono ad un'eccitazione così intensa che mi divenne impossibile resistere. Infatti, le sue parole e la situazione in cui io, completamente nuda, giovanissima a fare porcate con un uomo di 72 anni, furono come una molla che fece scattare in me qualcosa di irrazionale, una eccitazione estrema, quasi bestiale, che mi faceva sentire troia, "sporca" e così, con espressione disgustata, mi imposi di riprendere il pompino interrotto con maggiore foga. Una sensazione fantastica il pensiero di stare lì, nuda davanti al mio maschio adulto, a fare porcate, senza nessuna remora o divieto, senza alcun ritegno; ero indecorosa mentre spompinavo con passione e foga quel vecchio laido.
Lottando contro me stessa e contro il ribrezzo, ripresi così il cazzo in bocca; mi disgustava ma mi piaceva, anzi, il disgusto aumentava il piacere che mi portava così a fare un pompino incredibile all’anziano. Più sentivo l'odore della sua cappella dura e più la leccavo, la sbocconcellavo, la ciucciavo come impazzita, come in estasi. Mi godevo quel cazzo che mi riempiva la bocca, lo sentivo pulsare, vibrare sotto i colpi delle mie labbra e della mia lingua. Titillandomi la figa con un dito, pompavo come una matta, indecorosamente gli ciucciavo la cappella, mugolavo dall’intenso piacere che mi provocava fare il pompino. Comincia a leccargli anche i coglioni, reggendo l'asta in mano, andavo con la lingua sui testicoli lappandoli da gran troia.
Lui, in piedi a gambe larghe, apprezzava molto il servizietto che gli stavo facendo, mi accarezzava la nuca ed il collo mentre gli succhiavo cazzo e coglioni con una voglia ed una determinazione incredibili. Con prolungati mugolii, ingorda, andavo avanti ed indietro facendo entrare ed uscire ritmicamente il cazzo dalla bocca, lo scappellavo con le labbra e lo ingoiavo facendolo sfilare in gola e con la lingua solleticavo la sua cappella turgida e gonfia. Ora, l'odore del cazzo del vecchio eccitato, da un lato mi disgustava tantissimo, dall'altro mi eccitava da morire. Sbavavo copiosamente mentre succhiavo e pompavo.
Non volendo correre troppo, dopo qualche minuto, ci stendemmo sul letto cominciando a pomiciare. Lui disteso ed io al suo fianco, nudi, ci baciavamo e leccavamo in maniera profonda, con le lingue impazzite, le sue mani callose e rugose mi palpavano l'intero corpo, mentre io presi ad accarezzargli il torace, a succhiare i suoi capezzoli e glielo presi in mano in una bella sega. Il bidello scese alla mia fighetta stretta ed immacolata, cominciando ad accarezzarla e titillarla con le dita. Ansimavo dal forte piacere, guardavo eccitata all'inverosimile il suo corpo laido, peloso, mi godevo le dita dell'anziano come una troia incallita. Ero bagnatissima.
Presi a leccargli tutto il corpo peloso mentre continuavo a segarlo. Scesi lentamente a leccare la pancia e l'ombelico del vecchio, poi mi abbassai sul suo cazzo e lo presi nuovamente in bocca avvertendo il suo sussulto di piacere provocato dal contatto delle mie labbra e della mia lingua sulla cappella. Sempre con una certa nausea che mi disegnava sul volto un'espressione disgustata, presi ad andare su e giù sull'uccello del bidello ad occhi chiusi, gli orecchini a cerchio che penzolavano da un lato all'altro dei lobi, in visibilio mentre, ingorda, pompavo, la bocca completamente occlusa dal cazzo, con le narici allargate in disperata ricerca di aria da respirare. Il vecchio porco si congratulò dicendomi, con voce rotta dal piacere intenso, che ero una giovane viziosa, una pompinara incredibile, che lo stavo facendo impazzire con la mia bocca calda, tenera e umida. Mi promise ancora una volta che avrei beccato tantissima sborra calda.
Mentre diceva ciò, mi invitò a posizionarmi a "pecorina" mentre lui si adagiò dietro e cominciò a leccarmi la figa ed il buco del culo. Bellissimo sentire che mi palpava i glutei allargandoli per entrare con la lingua nel mio culetto e nella mia fica umida, calda ed immacolata. Godevo come una matta, mugolando e roteando i fianchi, incapace di contenere il godimento, quando poi mi passava la lingua sul tratto sensibilissimo tra vagina e culo, sussultavo di piacere intenso, profondo.
Improvvisamente si fermò e cambiò posizione e sentii una decisa pressione sulla fica! Immediatamente mi ritrassi, dicendogli che tenevo alla mia verginità, feci per alzarmi per andare via ma il porcone mi tranquillizzò, dicendomi che aveva capito che non volevo perdere in quell'occasione la verginità, e che voleva solo ficcarmelo nel culo.
Non so cosa accadde in me, ero decisa solo a spompinarlo non certo a dargli la passera, ma mi eccitai tantissimo al pensiero di beccarmi il cazzo duro del bidello nel culo e, decisa profondamente a provare questa nuova sensazione, ripresi la mia posizione a carponi implorandolo di fare piano, perchè non sopporto il dolore fisico e lui mi tranquillizzò, dicendomi che sarebbe stato delicato. Prese da un cassetto un tubetto di un qualche lubrificante, lo spalmò sul suo cazzo duro, poi prese a leccarmi l'orifizio anale lubrificandolo per bene. Poi, pian piano, allargò i miei glutei e mi ficcò delicatamente la cappella in culo.
Il dolore fu insopportabile, strillavo con le lacrime e stringevo il lenzuolo tra le mani mordicchiando il cuscino sotto di me, mentre lui tirava fuori e poi reinseriva la cappella nel mio culo per svariate volte in modo da allargarmelo, poi piano piano ne fece entrare un altro pezzetto ed il dolore divenne ancora più acuto, poi lo tirava fuori e lo rificcava di nuovo sempre un pò di più. Ripetè questa manovra fino a che, ad un certo punto, mi ritrovai l'intero cazzo piantato in culo. Strillavo dal dolore acuto, ma iniziavo anche a provare di contro un piacere mai vissuto finora, inedito, intenso e stupendo. Poi, dapprima delicatamente e poi con maggiore foga, cominciò ad incularmi in maniera esperta, a sverginarmi il culo entrando ed uscendo col suo cazzo durissimo che mi ispezionava l'intestino.

