Le arrivò uno schiaffo che le fece girare la faccia, le slacciarono i bottoni della tunica e ne passarono i lembi oltre le spalle, era nuda con le mani legate, fece per alzarsi e le arrivò un altro schiaffo ributtandola sulla branda, uno dei due la sdraiò sulla branda e gli salì cavalcioni, poi si abbassò la zip dei pantaloni e le fece strisciare il suo cazzo sulle labbra, lei girava la testa avanti e indietro per sfuggire a quel contatto ma lui la prese per il mento tenendola ferma, iniziò a scalciare ma l’altro le bloccò le gambe, era su di lei, una fitta improvvisa quando sentì un cazzo che la penetrava, aprì la bocca per urlare e si trovò l’altro cazzo infilato fino in gola mentre il primo la stava già scopando, sentì che uno diceva all’altro
- Bella fighetta stretta, ci divertiremo
Il cazzo le riempiva la bocca, faceva fatica a respirare, l’uomo lo tirò un po’ indietro e poi ancor avanti mentre l’altro la stava scopando con forza, non voleva ma non riuscì a resistere alla violenza dell’orgasmo che la raggiunse, quasi contemporaneamente un fiotto di sperma le inondò la gola facendola tossire, ingoiò tutto per poter continuare a respirare e, dopo altri minuti anche la sua vagina si riempì dello stesso nettare caldo e denso e lei smise di lottare travolta dal piacere
- Wow, decisamente merce di prima scelta
- Hai ragione, poi bionda con gli occhi azzurri renderà molto al colonnello
- Cosa dici andiamo?
- Dammi ancora una mezzoretta con lei
- Dai, ce ne sono altre da provare, cambiamo genere
- E vabbè, semmai tornerò un'altra volta
Le slegarono i polsi e uscirono lasciandola stesa sul letto con le gambe aperte.
Passarono 15 giorni, le celle ormai erano piene, la più giovane, intoccabile, aveva 15 anni, la più vecchia 24, i due uomini fecero alle ragazzi diverse visite ed anche il Colonnello ebbe la sua parte, partirono una mattina di pioggia con il solito aereo, arrivate a destinazione vennero chiuse in altre celle, però con più guardie, poi, cominciò l’asta, una per volta vennero prese, spogliate e rivestite con tuniche lunghe fatte di veli trasparenti, ad ognuna venne messo un collare attaccato ad una catena, in una sala con una trentina di persone che avevano delle palette in mano vennero fatte salire su un palco, la catena attaccata ad un palo verticale, poi cominciarono le contrattazioni, il tutto ripreso da telecamere perché alcuni acquirenti erano on line, ci vollero quasi due ore perché le prime tredici venissero vendute con un ricavato di quasi 800.000 euro, poi toccò alla quindicenne, era alta un metro e sessanta, con i capelli biondi acconciati in una grossa treccia, gli occhi grigi, il seno pronunciato con piccoli capezzoli che guardavano verso l’alto, la fighetta implume e la vita stretta con un culetto alto a mandolino su gambe lunghe e perfette, le contrattazioni arrivarono presto a 200.000 euro, giocavano la sua età e la verginità certificata, un acquirente on line chiese di spogliarla e le fu strappata la tunica, l’offerta raddoppiò e, finalmente, l’asta si concluse.
Si chiamava Patrizia, era di Bologna, presa fuori da scuola durante una visita della sua classe ad una commedia in teatro, era stata notata da un paio di settimane e seguita, il padre operaio e la mamma donna delle pulizie, aveva una sorella più piccola e mentre era in aereo per la sua destinazione definitiva non faceva che pensare alla sua famiglia senza riuscire a rassegnarsi per il proprio destino. Una volta atterrata non vide più nulla, le venne messo un cappuccio sulla testa, quando glielo tolsero era circondata da donne che la lavarono, profumarono, e poi portata in una stanza con un grande letto dove venne legata con braccia e gambe larghe, la luce delle candele illuminava la stanza, entrò un uomo completamente nudo, era alto con una pancia prominente, i baffi ed una cazzo che gli penzolava tra le gambe che a lei sembrò enorme, si sedette sul bordo del letto e cominciò ad accarezzare il suo corpo senza tralasciarne un centimetro, lo fece per diverso tempo poi salì sul letto mettendosi in ginocchio tra le sue gambe, adesso aveva il cazzo rigido rivolto verso l’alto con la punta leggermente verso sinistra, lo sentì strisciare duro sopra la sua pancia mentre si chinava su di lei, le carezze le avevano inumidito la fighetta, sentì quella sbarra d’acciaio spingere contro le sue grandi labbra che si schiusero al contatto, poi l’uomo finì di sdraiarsi su di lei ed il suo cazzo penetrò nel suo corpo in profondità provocandole più che dolore uno spasmo, la guardava fisso negli occhi mentre la scopava, la sua faccia con un sorriso abbozzato sotto i baffi ora che l’aveva così vicino vide che non era molto giovane, probabilmente più vecchio di suo padre, il pensiero improvviso le attanagliò lo stomaco mentre il suo corpo agevolava naturalmente i movimenti dell’uomo, se non fosse stata legata avrebbe circondato con le gambe i suoi fianchi, l’orgasmo, molto più forte di quando si masturbava nella sua cameretta, l colse improvviso mentre l’uomo continuava i suo andirivieni dentro di lei, sembrava non smettere mai, ebbe un secondo orgasmo mentre veniva riempita, per la prima volta dallo sperma di un uomo nel la profondità della sua vagina.
Poi rimase sola legata sul letto con il suo corpo che ancora reagiva con piccoli spasmi alla sua recente esperienza.
Patrizia venne slegata e poi di nuovo lavata da alcune donne, poi messa in una stanza con un letto matrimoniale ed un bagno però senza alcuna finestra, nei 9 giorni successivi, in quella stanza ricevette la visita di un uomo ogni giorno, sempre diverso, ed ogni volta venne scopata, stavolta senza essere legata, l’ultimo fu il più giovane che doveva avere la sua stessa età o poco meno, ognuno di questi aveva scaricato il proprio nettare dentro di lei, una delle donne che parlava un po’ di inglese, oltre a dirgli in che Paese si trovava e cioè l’Oman le spiegò che erano tutti i membri maschi della famiglia del capotribù e che il posto dove era rinchiusa era una specie di forte.
Venne lasciata in quella stanza ancora qualche giorno, le donne attendevano alle sue abluzioni, lei ebbe anche il suo ciclo mensile, passato quel periodo, un giorno, le venne dato una specie di the che le fece venire il mal di pancia e dovette evacuare fino a quando il suo intestino non fu completamente vuoto, dopo di che venne lavata e profumata e portata nella sua prima stanza, dove venne di nuovo legata ma con la pancia appoggiata ad una specie di cuscino rotondo, come un cilindro, poi le donne usarono su di lei pomate ed unguenti sul suo sederino e anche dentro infilandoci le dita ossute, dopo le prime volte anche due insieme, poi tutte se ne andarono, la porta si riaprì ed entrarono dei passi pesanti, girando la testa vide che era l’uomo della sua prima volta, il capo tribù che le accarezzo il sedere stringendole poi le chiappette sode, poi sentì la punta del suo uccello entrare ancora una volta nella sua fighetta iniziando a scoparla, ne uscì dopo qualche minuto intriso dei suoi umori e, questa volta puntare al suo buchino posteriore, era grosso e durissimo, la scopava lentamente cercando di andare sempre più in profondità, la teneva per la sua grossa treccia tirandole la testa all’indietro, ebbe un orgasmo improvviso quanto violento e poi lui aumentò il ritmo e si sentì riempire il suo sfintere con il suo sperma mentre l’uomo emetteva una specie di grugnito, poi la lasciò lì stesa, come la prima volta; ancora le donne la slegarono pulirono e lavarono e la spostarono di nuovo nella sua stanza dove Patrizia, non vista, si masturbò.
Poi si ripetè, nei giorni successivi lo schema della volta precedente, se non fosse stato per le cure delle donne sarebbe impazzita per il bruciore del suo sedere che con unguenti e pomate riuscirono a lenire. Dopo qualche giorno venne di nuovo spostata in una specie di grande stanza con altre due ragazze, in effetti più che ragazze erano bambine, non avevano più di 9 o 10 anni, ma la notte lei aveva una sua stanza separata, la solita donna la informò che le bambine erano le mogli dell’ultimogenito che però, con loro non aveva ancora consumato il matrimonio e che lei era la sua prima concubina con la quale avrebbe fatto la dovuta esperienza; sarebbe stata a sua disposizione come e quando avesse voluto, così fu per i mesi successivi, riuscì anche a sapere più o meno che ormai aveva compiuto 16 anni.
Questa è la fine della storia, non ci è dato sapere null’altro del futuro di Patrizia, forse tra qualche tempo sarà possibile avere altri dettagli sulla sua storia.
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34 anni single per scelta
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