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le due cognate
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Racconto11 min di lettura

le due cognate

un lungo viaggio in treno

sandra
7 mesi fa · 2.4k letture · 0

-          Avevo ragione sei bagnata ma non meriti il io uccello nella figa,

lo sento strisciare tra le mie chiappe e cerco di urlare di no ma una mano mi spinge la testa contro il sedile ed il mio urlo viene soffocato dalla stoffa, sento forzare il mio buchine, fa male, per lo sforzo grugnisce ma riesce ad entrare , lo faccio sempre con Giulio, a lui piace molto ma non è così grosso, mi scopa con affondi lenti e profondi, vuole godere di più, mi stringe anche i seni con le mani strapazzandomi i capezzoli mentre lo fa, ho un orgasmo del tutto involontario dopo una decina di minuti di affondi, aumenta il ritmo i miei gemiti sono sempre soffocati dalla stoffa del sedile, poi si lascia andare sopra di me e mi riempie lo sfintere di sborra calda, mi tira a sedere tirandomi per le braccia, il suo amico sta scopando Chiara in piedi, lei si aggrappa alla bagagliera e ha le gambe intorno ai suoi fianchi, la sento singhiozzare mentre viene scopata con forza ma non sta piangendo, sta godendo.

Mentre sono seduta uno degli altri mi tira per le caviglie verso il suo cazzo e mi penetra nella figa, non so se sia quello che mi ha legato i polsi ma è violento anche lui, mentre mi scopa con il pollice mi stuzzica il clitoride e vengo di nuovo

-          Questa è proprio una troia, guardate come gode

Mi tira contro di se rimanendo piantato nella mia figa e si siede, il quarto mi si mette dietro e infila il suo cazzo nel mio culetto ancora allargato, mi scopano insieme mentre intravedo Chiara seduta con gli altri due cazzi davanti alla bocca che li sta leccando, anche lei dopo una quindicina di minuti viene scopata da tutti e due in figa e nel culo, immagino che qualcuno sentirà i nostri gemiti ma la gente non vuole farsi coinvolgere e si fa i cazzi propri, poi nel corridoio ci sono altri extracomunitari, mi sembra mi stiano squartando, sono grossi tutti e due dentro di me e non sembrano volersi fermare, guardo verso il corridoio e ci sono due neri che guardano con la faccia appoggiata al vetro, lo sperma mi invade nello stesso momento vagina e sfintere, mi fanno male la pancia ed il sedere e vedo Chiara seduta con la bocca aperta che sta ricevendo in gola lo sperma dei suoi due ospiti, sembra non le dispiaccia, non è legata come me e ha le mani sullo scroto di entrambi, quasi a spremerli per avere più nettare da bere.

Veniamo ributtate a sedere ai nostri posti e si siedono anche gli altri 4, il mio orologio segna mezzanotte, il viaggio durerà ancora 5 ore, i nostri compagni di viaggio stanno bevendo della birra che hanno tirato fuori dalle borse, uno apre la porta scorrevole dello scompartimento facendo entrare i neri che prima stavano guardando lo spettacolo, io e Chiara non abbiamo riposo, ci troviamo in bocca i loro cazzi neri, hanno tutti e due i calzoni abbassati  e, dopo una decina di minuti veniamo fatte alzare in piedi, i neri si siedono ai nostri posti e ci fanno sedere su di loro penetrandoci, ho le mani di uno sui fianchi e mi fa andare su e giù sul suo uccello, io e Chiara siamo una di fronte all’altra, io ho le lacrime che rigano il mio volto ma ormai sono finite, lei sembra godere del trattamento e tiene le mani sulle ginocchia di quello che la sta scopando, due dei nostri 4 sono usciti, immagino per andare in bagno ma mi sbaglio, devono aver chiamato  altri amici che entrano nello scompartimento e, mentre i due neri ci scopano ci mettono in bocca i loro cazzi, quando i neri finiscono vengo girata e messa in ginocchio sul mio sedile, non vedo più Chiara ma sento un altro cazzo che si infila nella mia figa da dietro ed altre due mani che mi strizzano le tette, la sarabanda continua anche perché i 4 dell’inizio si sono ripresi, sono sfinita, mi fa male dappertutto, sono sporca di sperma anche tra i capelli, i polsi sempre legati, immagino Chiara nelle mie stesse condizioni, il treno si ferma, sento l’altoparlante che dice

-          Napoli, stazione di Napoli centrale,

lo scompartimento si svuota, la porta viene richiusa, due mani mi slegano, è Chiara, è lei a tirare giù dalla bagagliera i nostri trolley, messi sui sedili ormai vuoti li apriamo, tutte e due tiriamo fuori gli accappatoi e i beauty, scalze raggiungiamo il bagno aiutandoci a vicenda, il locale è stretto ma riusciamo a lavarci anche se l’acqua è fredda, lo facciamo insieme, allo specchio ci esaminiamo il corpo, ho segni su tutti e due i seni oltre che sui polsi, usiamo le salviette inumidite e le mie, passandomele sul buchino del culo, che non ha ancora ripreso la dimensione originale, sono striate di sangue, ci diamo comunque una sistemata, una con l’altra eliminando anche lo sperma che abbiamo tra i capelli, poi rimettiamo gli accappatoi e torniamo nello scompartimento dove tiriamo fuori dai trolley altra biancheria e vestiti, ho anche dei pannolini e ne indossimo uno a testa sotto gli slip, ci mettiamo un po’ a raggiungere una situazione di quasi normalità, dobbiamo però legarci dei foulard in testa, faremo di meglio sulla freccia rossa dove ci sono dei bagni migliori e c’è anche l’acqua calda, poi, lentamente, scendiamo dal treno e trasciniamo i nostri trolley verso il binario dove è già posizionato il nostro nuovo treno.

A bordo passiamo la prima ora in bagno e ne usciamo rinfrancate e sistemate, sedute a fianco conveniamo tutte e due di non raccontare nulla ai nostri mariti e, dopo una quindicina di minuti ed un caffè caldo ci addormentiamo, al risveglio un altro altoparlante

-          Milano, stazione di Milano centrale

Appena scese vediamo Giulio e Salvo correrci incontro, l’odissea è finita, ora vogliamo solo andare nella nostra nuova casa, fare una doccia e rimetterci a letto a dormire, lo chiariamo subito con i nostri mariti e tutte e due prendiamo la scusa della stanchezza del viaggio e del fatto che siamo entrambe in quel periodo del mese, ci fanno comunque trovare una bella cena preparata da loro nella nostra casa, prima di andar via, comunque nella casa di fianco che è la loro, io e Chiara andiamo in bagno e lei mi confessa che, certo è stato uno stupro di gruppo, che però ha goduto un sacco e che quei cazzi erano davvero grossi e duri, se ne sarebbe ricordata per parecchio, convenni con lei, ci abbracciammo e salutammo, ci saremmo riviste il giorno dopo e, volendo, ne avremmo riparlato da sole.

 

 

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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