- Naaa avresti aspettato sulla strada alla luce dei lampioni, adesso facciamo festa, vuoi fumare?
- Non fumo , perfavore……
- Vuoi sapere cosa festeggiamo?
- No non mi interessa
- Cattiva, te lo dico lo stesso, festeggiamo te, sei tu la festa, non ti aspettavamo ma sei arrivata…….
Mani mi tirano da tutte le parti, la mia t shirt si strappa
- No per favore lasciatemi andare
Il clacson di un auto, i fari illuminano il gruppo, tutti e 4 scappano nei campi, l’auto si ferma al mio fianco, è Giulio che rientra a casa
- Ivanka cosa è successo? Stai bene?
- Si si grazie, erano ubriachi e drogati
- Sali che andiamo a casa, per fortuna sono tornato, ho accompagnato tua madre ad un compleanno di una sua amica ucraina, torno a prenderla più tardi
- Si, davvero una fortuna, se mamma è via chi c’è con tuo padre?
- La governante ha accettato di fermarsi, poi io sto tornando e per riprendere la tua mamma poi bastano dieci minuti.
- Ok, andiamo, ho bisogno di bere qualcosa.
Arriviamo a casa e la governante saluta e se ne va, io vado in cucina seguita da Giulio, c’è del brandy che usiamo per i dolci e ne bevo un bicchierino, tossisco subito, non sono abituata , è molto forte.
- È da tanto che non siamo soli
- Vero
- Devo stare in camera di mio padre
- Non sta dormendo?
- Si sta dormendo
- Beh allora………….
Si apre la porta, è mamma
- Mi hanno riaccompagnato avevo una forte emicrania, Ivanka tesoro, sei a casa anche tu
- Si mamma, appena arrivata
- Bene allora, metto il camice e vado in camera di tuo padre Giulio,
- Va bene, ma non vuoi mangiare qualcosa prima?
- No grazie, avevo mangiato già la torta prima di venire via, cenate voi
- Mamma, Giulio, scusate ma io vado in camera, sono stanca
- Certo tesoro, vai pure, Giulio, mi dispiace dovrai cenare da solo
- Non importa, mangerò qualche avanzo dal frigo poi mi chiuderò nello studio ho dei documenti da esaminare, buona notte
- Notte
Era andata male, se mamma non fosse rientrata…….. dopo essere andata in camera feci una doccia calda ma invece di mettermi a letto scesi di nuovo, il giorno prima era nato un vitellino volevo andare in stalla a vederlo, alle 4 ero ancora lì a coccolarlo, arrivò il pakistano che di occupava delle 10 mucche che avevamo, era l’ora della mungitura, avevo visto diverse volte come faceva, ormai era tutto automatizzato, in poco tempo finì il suo lavoro, una volta dato il mangiare alle mucche fece per andarsene ma mi vide vicino al vitello
- Ah ciao Ivanka sei qui, a quest’ora dovresti essere a letto
- Volevo vedere il nuovo vitellino
- È carino vero?
- Si molto
- Bene io torno a letto, tu ti fermi?
- Si, ancora un po’ poi torno a letto anch’io
Stesa sul fieno profumato vicino al vitellino mi addormento, troppe emozioni oggi.
Domenica mattina prendo la bici e vado fino a Pavia, mi piace la città, soprattutto il centro ed il lungo Ticino, non è ancora il caso, viste le temperature, di farci il bagno ma succederà presto, mi sono communque stesa in costume a prendere il sole su un sabbione vicino al ponte, mi sono portata dei panini e la borsa frigo con l’acqua da bere, il sole è caldo, la notte ho dormito poco e mi addormento quasi subito, mi sveglio di soprassalto quando mi sento sollevare da diverse mani che miportano in mezzo alle macchie del boschetto vicino
- Ieri sera ci hai lasciato ma oggi ti abbiamo ritrovato, adesso ci divertiamo davvero
In due si mettono ai miei fianchi e mi tengono per un polso ed una caviglia per uno, un latro mi si mette in corrispondenza della mia testa conuna mano sulla mia bocca, quello che ha parlato mi strappa il costume e nudo mi sale sopra, il suo cazzo striscia sulle mie cosce cercamdo la mia fighetta e, trovandola, ci si infila con un unico affondo, da farmi mancare il fiato, i miei seni stretti da quelle mani che sembrano tenaglie, il cazzo che mi scopa come se non ci fosse un domani, lo sperma che schizza nella mia vagina dopo una decina di minuti, senza parlare sono organizzati, comincia la rotazione, si spostano in ordine orario, fino aquando tutte e quattro hanno provato la mia figa, mi fa male la pancia, si sonoscaricati dentro di me tutti quanti, oltre al dolore per la violenza della penetrazione ho paiura per le malattie e per il fatto che mi abbiano ingravidato, non sono sazi però, mi girano come se fossi leggerissima e ripetono la stessa cosa con il mio culetto, sono tutti e quattro abbastanza grossi e violenti da farmi male, sento il caldo del mio sangue che mi cola sulle cosce insieme al loro sperma, ho dolori dappertutto, quando se ne vanno lasciandomi lì stesa non riesco a muvermi per parecchio tempo, mi hanno anche portato via il telefonino e la borsa, per fortuna ho il telo da bagno in cui avvolgermi quando riesco ad alzarmi dolorante e a coprirmi andando verso casa appoggiandomi alla bicicletta portata a mano, non riuscirei a sedermici sopra, il primo a soccorrermi è il pakistano, poi arrivano mia madre e la governante, Giulio chiama la polizia che arriva dopo una ventina di minuti con un’ambulanza e mi portano in ospedale dove resto una decina di giorni in una stanza privata pagata da Giulio, curata ed assistita.
Non ho mai saputo esattamente il tipo di lavoro che fa Giulio, però un suo collaboratore è venuto a trovarmi a casa e ha voluto gli descrivessi i quattro negri, non è stato facile, mi sembravano tutti uguali, però è stato paziente e comprensivo e ci siamo focalizzati solo su cose particolari più che sul loro aspetto, inoltre un altro suo collaboratore mi accompagnava a scuola e mi tornava a riprendere tutti i giorni. Il padre di Giulio una notte venne a mancare, dopo il funerale Giulio era molto giù, io e mamma gli fummo vicine, dopo un mesetto mamma mi disse che saremmo comunque rimaste lì anche se lei non aveva più il paziente perché lei e Giulio, ormai erano una coppia, fui contenta per lei e anche per me che avevo trovato la mia stabilità.
Un giorno Giulio mi disse che ormai potevo stare tranquilla, i 4 negri erano stati presi e rimandati al loro Paese, disse lui, continuai comunque ad avere un autista, lui si sentiva più tranquillo.
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34 anni single per scelta
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