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Quando sei figlia di un militare
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Racconto10 min di lettura

Quando sei figlia di un militare

fuga dall'autorità paterna

sandra
9 mesi fa · 1.6k letture · 0

Difficile per me resistere più di qualche minuto prima di venire di nuovo, ho le sue mani forti sulla schiena ed ogni tanto mi bacia sul collo e mi mordicchia il lobo dell’orecchio, poi, ancora una volta il suo sperma che arriva addirittura sulla mia schiena, mi giro prendendo ancora la bottiglia di vodka e mi trovo davanti il suo amico, era lui che mi stava scopando, non me la prendo perché mi è piaciuto ma gli dico che sono due stronzi anche se credo non mi abbia capito perché l’ho detto in italiano, la lingua che uso quando sono incazzata.

Vado in bagno ed approfitto per recuperare la mia borsa in cabina, poi, devo dire un po’ barcollante sulle gambe, torno alla festa, ho voglia di ballare ma devo evitare di bere ancora.

Sono le tre del  mattino quando la festa finisce e si lasciano spegnere i falò, per me, però, è ancora presto, non posso tornare in ambasciata di notte, allora recupero un lettino ed un asciugamano e mi metto a dormire, in spiaggia è buio, le nuvole coprono la luna, non sarà una bella giornata.

Mi svegliano risate e rumore di bottiglie, al mio orologio sono le passate le 5, ho dormito un paio d’ore, intorno al mio lettino tre figure scure

-          Dormi in spiaggia?

-          Ero alla festa

-          Anche noi ma abbiamo deciso di continuarla da soli

-          Io voglio solo dormire, poi torno a casa

Continuano a bere birra, uno fa un rutto

-          Dai bella signorina, fai festa con noi

-          No grazie, ho troppo sonno

L’asciugamano che mi copriva viene tolto di colpo

-          Insistiamo

Mi trovo un cazzo davanti alla faccia, apro la bocca per ribattere qualcosa ma una mano sulla fronte mi blocca sul lettino ed il cazzo mi striscia sulle labbra e poi viene infilato nella mia bocca aperta, uno di quelli è a cavalcioni sulla mia faccia e mi tiene la testa con la mano

-          Voi bianche siete tutte troie, fammi vedere come succhi bene

Praticamente mi scopa in bocca spingendo il suo cazzo anche fino in fondo, faccio fatica a respirare, è grosso e mi riempie la bocca; qualcuno si è impadronito della mia borsa e la svuota sulla sabbia, il mio portafoglio e il flacone del lubrificante cambiano di proprietario

-          Guardate cosa c’è qui, avevamo ragione, è proprio troia, ti piace prenderlo nel culo signorina, adesso ti serviamo noi

Quello nella mia bocca si tira su e mani mi prendono facendomi girare e stendere sulla sabbia a pancia in giù, sento il lubrificante bagnare il mio sederino e, subito dopo, il cazzo che stavo succhiando spingere contro il mio buchino per entrare, dopo la fatica iniziale ci riesce e continua a penetrarmi, con le mani stringo forte la sabbia ma non ho appigli, mi fa male mentre mi scopa con foga entrando sempre di più nel mio culetto, poi comincio a sentire arrivare il piacere e lascio andare il mio orgasmo mentre poco dopo lo sperma inonda il mio sfintere, il tempo di uscire da me e subito un altro prende il suo posto, sempre con foga, sempre rudemente, stavolta viene prima lui, io devo aspettare il terzo per avere un altro orgasmo però decisamente  violento, finita la sarabanda nel mio sederino resto immobile sulla sabbia a pancia sotto con il culetto che mi brucia e la sborra che mi cola sulle cosce, prima in ginocchio e poi in piedi arrivo fino all’acqua e mi ci immergo, subito una sensazione di fresco che mitiga il mio bruciore, poi esco subito e cerco di raggiungere la mia cabina ma la pausa è servita loro per bere e ritemprarsi e mi sbarrano la strada

-          Adesso assaggiamo anche la tua fighetta

Comincia un'altra sarabanda, sdraiata sulla sabbia con le gambe aperte ed alzate mi scopano uno per volta con la stessa foga che hanno usato prima, ormai il sole fa capolino e li posso vedere bene mentre se ne vanno lasciandomi sulla spiaggia con tutto il loro sperma spalmato sul mio corpo.

Il primo sole mi scalda mentre recupero dalla sabbia il contenuto della mia borsa, per fortuna il mio portadocumenti con il badge è lì, il portafoglio con i soldi, invece è sparito, 200 Rand andati in fumo; vado in bagno con la borsa e l’asciugamano che ho raccolto sulla sabbia, ho bisogno di una lunga doccia calda, la mia fighetta ed il mio culo bruciano un po’, ci hanno dato dentro con molta foga, la doccia mi ritempra, a casa farò di meglio, in cabina mi rivesto e poi vado in ambasciata, sono abbastanza stanca, nel nostro appartamento mi spoglio e mi metto a letto, più tardi vedrò di fare un paio di lavande, una vaginale ed una anale, comunque per qualche giorno non andrò a cavallo.

 

 

 

 

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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