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Erotika
Quando sei figlia di un militare
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Racconto10 min di lettura

Quando sei figlia di un militare

fuga dall'autorità paterna

sandra
9 mesi fa · 1.6k letture · 0

Sono figlia di un militare, da quando sono piccola abbiamo cambiato casa e Paese diverse volte, sempre in basi militari o ambasciate diverse, dall’Europa, all’Asia, all’Africa, per questo le mie amicizie non sono mai durate molto e, l’orientamento dei miei studi è stato quello delle lingue per forza di cose anche perché, papà on ha mai voluto che io frequentassi in posti diversi da quelli dove, per il suo servizio, eravamo.

Questo mi ha portato, crescendo, a formare il mio carattere un po’ ribelle ed insofferente all’autorità, adesso a 17 anni, pur amando i miei genitori, sono perennemente allo scontro con loro.

Quasi per fargli un dispetto ho cominciato a 15 anni una vita sessualmente attiva, sempre con qualcuno della popolazione locale e mai con qualcuno della cerchia degli amici o dei sottoposti di papà.

Il primo uomo con il quale sono andata era cinese, mi ha sverginato sulla sua macchina, poi è stata la volta di un tedesco appassionato di pompini col quale ho fatto molta pratica, a 16 anni eravamo in Indonesia, lì ho sperimentato il sesso legata e bendata con più di un uomo, passati in Tunisia sono stata sverginata anche nel culetto, ora siamo  in Sud Africa e papà è stato promosso un’altra volta, adesso è tenente colonnello e qui devo trovare ancora il modo di sfuggire ai suoi controlli.

Mamma torna spesso in Italia, almeno tre volte l’anno, i nonni non stanno benissimo, inoltre ha altre due sorelle e lei sente molto la mancanza della sua famiglia e del suo Paese.

Ho deciso che mi piace andare a cavallo, il maneggio è vicino all’ambasciata, dove viviamo, e ho convinto papà a farmi dare lezioni di equitazione, il mio insegnate potrebbe essere mio nonno ma uno degli stallieri è davvero carino, ha 25 anni ed una minchia, come chiama il cazzo il padre siciliano di mio papà, di tutto rispetto, mi scopa, dopo la lezione, in modo estremamente piacevole e a lungo anche se un po’ rudemente, mi tratta quasi come una puttana, ho un po’ di timore a dargli il mio culetto perché è decisamente grosso ma credo che cederò alla tentazione, mi piace troppo essere inculata e, quando mi masturbo non dimentico mai il buco del mio sederino.

Mamma va per un mese in Italia, sarò meno controllata perché papà è particolarmente impegnato, come spesso del resto; al maneggio ho cambiato cavallo, adesso è uno stalloncino arabo, nonostante sia intero è abbastanza docile, ho visto il suo cazzo è impressionante, non ho resistito alla tentazione di toccarlo una volta, lo stalliere mio amico mi ha detto che sono proprio una troia e dopo avermi scopato ha voluto anche il mio culetto, per fortuna avevo portato del lubrificante nella borsa, ma ho sentito decisamente dolore anche se poi ho goduto come una matta.

I miei capelli biondi e la carnagione molto chiara lo eccitano particolarmente, il contrasto con la sua pelle nera e lucida eccita me. qui le spiagge sono belle ma pericolose, gli squali non mancano e mi limito a prendere il sole anche se non posso esagerare perché mi scotto subito e devo usare una protezione molto alta, ho promesso a papà che non avrei fatto il bagno se non a pochi metri dalla riva e giusto per rinfrescarmi, anche se molti del posto non ci badano e vanno anche al largo a fare il bagno e fanno wind surf, mi piace guardarli mentre vanno a zig zag con le loro tavole e le vele colorate.

Qui si parla normalmente inglese anche se con un accento un po’ strano, nella spiaggia dove vado, sempre  la stessa, sono stata puntata da alcuni ragazzi ma non ho ancora dato confidenza a nessuno anche se sono un po’ tentata è che sono sempre in gruppo.

Mentre sto lasciando la spiaggia due di loro mi si avvicinano e mi invitano ad una festa che faranno la sera, con tanto di falò, purtroppo, con papà, la sera mi è proprio impossibile, ci sarei andata volentieri, mi scuso e rientro in ambasciata; papà, a pranzo, mi dice che dovrà star via un paio di giorni con una delegazione in Zimbabwe, sono libera di muovermi, però devo uscire dall’ambasciata prima delle 21 e rientrare solo al mattino, se non lo verrà a sapere, dormirò in spiaggia.

Esco vestita normalmente verso le 20, vado prima a mangiare una pizza poi vado in spiaggia per la festa e mi cambio; sconsiglio vivamente di mangiare la pizza in Sud Africa, meglio il pesce o la carne, comunque arrivo in spiaggia verso le 21, stanno accendendo due falò, ci sono già una trentina di persone tra ragazzi e ragazze, vado a cambiarmi nella mia cabina riservata e mi unisco al gruppo, la musica è già alta e a gruppetti c’è già chi balla, hanno preparato un bancone dove un paio di ragazze servono da bere, per accedere alla festa ho pagato 50 Rand, circa 25 euro ma posso bere quello che voglio.

La maggior parte sono di colore, come i due ragazzi che mi hanno invitato, ma c’è anche qualche faccia pallida come la mia, individuo i due in un gruppo di una decina, tutti di colore e vado a farmi vedere e a ringraziarli dell’invito, sono sorpresi perché avevo detto loro che non sarei potuta andare ma mi sono sembrati contenti e mi unisco al loro gruppo che balla, dopo un oretta arriva il primo lento, io sono già alla terza vodka lemon, uno dei due mi prende per mano e mi stringe alla vita per ballare, sulla sabbia a piedi nudi non ho mai ballato, mi stringe molto e limoniamo, ha le labbra calde e morbide, continuiamo a muoverci al ritmo della musica ma i nostri corpi strisciano uno contro l’altro, sento la sua eccitazione contro il mio ventre, la musica finisce e lui mi prende per mano portandomi lontano dai falò, sdraiati sulla sabbia tiepida continuiamo a baciarci, il mio costume si slaccia in un momento, sento il suo pene strisciare sulla mia pelle, sono bagnata ed eccitata, il suo cazzo raggiunge le mie grandi labbra che si schiudono al contatto per lasciarlo passare, mi penetra in un secondo, lo ricevo dentro di me con un sospiro di soddisfazione, resta immobile qualche secondo poi comincia a scoparmi, io  sdraiata sulla sabbia a gambe larghe e lui sopra di me che continua a baciarmi, poi mi fa mettere sul fianco e si sposta dietro di me continuando a scoparmi e stringendomi il seno con le mani, ho un orgasmo ma lui continua imoerterrito il suo andirivieni, anche se il suo ritmo adesso è più veloce, sento il suo sperma caldo sulla pelle del mio sederino quando viene stringendomi più forte il seno, poi rimaniamo abbracciati così, quasi dormirei in questa posizione con lui che mi abbraccia ma si alza poco dopo dicendomi che va a prendere da bere, sì, mi ci vuole un’altra vodka, quasi mi addormento sul serio mentre lo aspetto al buio e appoggio la testa sulle braccia rimanendo sdraiata sulla pancia, ha portato addirittura tutta la bottiglia e la mette sulla sabbia vicino alla mia testa, la prendo per il collo bevendone una sorsata senza alzarmi e poi la poso, lo sento dietro di me che mi accarezza le chiappe e con le dita arriva alla mia fighetta, allargo le gambe puntando le ginocchia sulla sabbia per alzarmi un po’ e sento il suo cazzo che mi penetra di nuovo facendomi sospirare ricominciando a scoparmi, mi sembra diverso, i suoi colpi sono più profondi e veloci e, con un dito, penso il pollice, penetra anche l’inizio del buco del mio culetto facendomi rabbrividire.

Prima di andare avanti…

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