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Erotika
Prima la mamma e poi la figlia
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Racconto22 min di lettura

Prima la mamma e poi la figlia

una storia complicata

sandra
9 mesi fa · 2.6k letture · 1

-          Bellissima

Mi accarezza una guancia e poi la sua mano scende al mio seno, e poi al resto del mio corpo fino alle cosce, infine mi infila la mano tra le gambe raggiungendo la mia fighetta, guardo il suo cazzo che, abbastanza velocemente, vedo crescere e raddrizzarsi, mi tira per la coscia verso il bordo del letto facendomi ruotare, poi mi allarga le gambe e ci infila in mezzo la faccia, sento la sua lingua ruvida sul mio sesso, mi lecca a lungo facendomi tremare, poi mi tira ancora verso l’esterno del letto strisciando il suo cazzo sulla fessura della mia figa dall’alto verso il basso almeno una decina di volte, poi mi penetra con un unico affondo guardandomi negli occhi, è la prima volta che vado con un uomo e non con un ragazzo, provo sensazioni diverse mentre mi scopa, quasi come se fosse la prima volta, le sue mani intanto percorrono il mio corpo, la sua bocca sugge i miei capezzoli, il suo ritmo cambiava senza alcun preavviso, ansimavo e, quando sopraggiunse l’orgasmo, urlai il mio piacere mentre lui continuava il suo andirivieni dentro il mio corpo.

Lo sento vibrare dentro di me e poi uscire inondando il mio ventre con il suo sperma caldo, poi sale sul letto a cavalcioni su di me portando il suo cazzo vicino alla mia bocca e facendolo strisciare sulle mie labbra finchè non le socchiudo  e comincio a leccarlo imboccandolo subito dopo per succhiarlo.

È di nuovo pronto e si sdraia sul letto in modo che possa cavalcarlo e penetrarmi da sola impalandomi sul suo cazzo che svetta verso l’alto e lo faccio con un grosso sospiro di soddisfazione e comincio ad andare su e giù furiosamente, voglio solo godere, voglio sentirlo fino in fondo dentro di me, mi tengo con le mani sul suo petto, 5 minuti sono sufficienti per raggiungere l’orgasmo , lui allora ribalta la situazione mettendomi in ginocchio sul materasso alla pecorina e continuando a scoparmi così da dietro fino a quando la sua sborra non viene sparsa sul mio culetto.

Adesso ho praticamente un autista che passa a prendermi a casa, mi porta a scuola, poi lo trovo all’uscita e mi porta da lui e poi di nuovo a casa, in una borsa devo portarmi della biancheria per potermi cambiare e la lascio da lui; mamma dopo un paio di giorni è arrivata a casa dicendomi che era stata ricusata dal suo cliente e mi era parsa molto più tranquilla e rilassata.

Io, intanto, rispettavo la mia parte di accordo facendomi scopare, mi aveva, un pomeriggio, anche sfondato il sederino, a volte mi legava alle colonnine del letto e mi bendava, voleva che mi masturbassi davanti a lui e, nonostante il suo personale, che girassi nuda per casa, vennero anche i carabinieri un paio di volte per il controllo e dovetti vestirmi di corsa.

A fine Giugno è finito il processo ed è arrivata la sentenza, Bruno è stato assolto e la Procura non ha presentato appello, io sono andata a vedere i tabelloni a scuola e sono passata alla maturità con il punteggio massimo, ho fatto una foto al tabellone con il cellulare per farlo vedere a mamma, il mio autista mi porta per l’ultima volta nella villa in Brianza, devo dire che sono stati mesi intensi e, nonostante l’imposizione, la mia parte di accordo non è stata così spiacevole.

Arrivata in villa, nel soggiorno due valigie, Bruno mi dice che dovrà partire per lavoro, i suoi affari sono stati trascurati per troppo tempo, con lui in soggiorno due uomini di colore e i suoi tre soliti dipendenti oltre al mio autista, vuole che ci salutiamo andando un ultima volta a letto e vado in camera ad aspettarlo, una scopata d’addio, quando arriva, in accappatoio, io sono già sotto il lenzuolo, mi fa girare e mi lega alle colonnine del letto, braccia e gambe larghe, due cuscini sotto la pancia e una mascherina sugli occhi, poi sento le sue mani che percorrono il mio corpo e rabbrividisco al contatto, è sopra di me, mi bacia sul collo, sono già bagnata ma sento anche tra le chiappe il fresco del lubrificante, mi penetra con forza e comincia a scoparmi rudemente, dopo un po’ esce e poi sento che spinge il cazzo contro il mio buchino posteriore entrandoci, nel momento che ci riesce ho il mio primo orgasmo e lui inizia a martellarmi nel sedere con il suo uccello, il suo sperma caldo inonda il mio sfintere, mi bacia ancora sul collo, sotto un orecchio prima di uscire da me.

Sento la porta della camera aprirsi e poi chiudersi, dopo un paio di minuti riaprirsi, mani  forti sul mio corpo ma non sono le sue, sarà uno dei suoi uomini per liberarmi, invece sento quasi subito un cazzo infilarsi nel mio buchino posteriore ancora aperto e cominciare a scoparmi, una mano mi tira la testa indietro tirandomi i capelli, mi scopa senza alcun riguardo facendomi anche male perché è più grosso di Bruno, nonostante questo ho un altro orgasmo prima di venir riempita di sperma, respiro forte cercando di riprendere fiato quando quel cazzo si sfila dal mio corpo, ma passano pochi minuti che un altro uccello mi penetra, questa volta nella mia fighetta che ancora cola umori, ancora con forza e profondamente, ormai ho capito, mi sta facendo scopare da tutti i suoi uomini e poi se ne andrà, non resisto e dopo un altro paio di orgasmi svengo, qualcuno mi slega e mi prende in braccio, ho ancora la mascherina sugli occhi, mi sveglio del tutto quando il getto dell’acqua calda della doccia colpisce il mio corpo e mi tolgo la mascherina, sono adagiata a terra sul piatto doccia, resto seduta mentre l’acqua lava i resti dei miei orgasmi e di quelli che mi hanno posseduta, ci metto parecchio prima di riuscire ad alzarmi tenendomi ai maniglioni della doccia, sono piena di dolori, soprattutto al  basso ventre ed il culetto mi brucia, toccandomi sento che ancora non ha ripreso il suo stato originale.

Il mio autista entra in bagno e mi asciuga con un grosso asciugamano poi mmi sorregge riportandomi sul letto e coprendomi con il lenzuolo, poi esce ed io mi addormento. Il mio  orologio segna le 16 quando mi sveglio, riesco, nonostante abbia ancora dei dolori ad alzarmi e rivestirmi molto lentamente, in soggiorno l’autista che guarda la tv

-          Se ti senti ti riporto a casa

-          Sì, per favore

In macchina gli chiedo

-          Sono andati via tutti dopo……..

-          Si, sono rimasto solo io

-          E anche tu mi hai …………..

-          Io sono gay, non te ne sei mai accorta?

-          No, veramente no

Non parliamo  più fino a casa dove mi accoglie la nostra governante che mi avverte che mamma sarà a casa per cena, io vado in camera mia e, dopo aver usato una pomata mi guardo allo specchio e nuda mi infilo nel mio letto.

-           

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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