- Adesso avvocato il nostro rapporto ha raggiunto un altro livello
- Perché mi hai scopato?
- Perché hai capito chi sono e adesso succhiamelo ancora
Obbediente eseguo, nella stanza entra uno dei suoi uomini che senza far caso a quello che sto facendo gli sussurra qualcosa ad un orecchio e poi se ne va, lui è di nuovo pronto, gli piace scoparmi nella stessa posizione di prima, perché mi fa ancora allargare le gambe e sollevarle, con le mani sui miei polpacci me le solleva ancora di più e sento la sua cappella premere contro il buchino del mio culo
- No, per favore lì no, non così
- Mi spiace ma il tuo culo è uno spettacolo
E spinge facendomi urlare e penetrandomi per qualche centimetro, è molto che non provo la sensazione di essere inculata, non che mi dispiaccia, ma così a freddo, senza lubrificante e così rudemente………….
Ad ogni colpo affonda dentro di me sempre di più, sento il suo sforzo e mi sembra di essere spaccata in due ma presto, il dolore si trasforma in piacere ed ho un violento ed improvviso orgasmo, le sua mani lasciano i miei polpacci e stringono i miei seni stropicciandoli mentre mugolo come una gatta in calore, il suo sperma caldo invade il mio sfintere e quando esce da me mi cola anche sulle cosce.
Si alza dal letto e comincia a rivestirsi
- Fai una doccia e rivestiti, adesso ho da fare, ci vediamo domani
Ed esce dalla stanza. Nel mio studio ripenso a quello che è successo, potrei rinunciare all’incarico ma ho già incassato un primo bonifico di 50.000 euro che ha fatto appena ho accettato di rappresentarlo; il giorno dopo e nei giorni seguenti non lavoriamo insieme alla sua difesa, quello lo faccio da sola nel mio studio, quando vado da lui mi tratta quasi come una puttana scopandomi ed inculandomi a suo piacimento, finchè un giorno, mancano due mesi al processo
- Vorrei conoscere tua figlia
- Non è possibile, sai che qui possono entrare solo le persone autorizzate dalla procura
- Falla autorizzare
- Con che scusa
- Beh come tua assistente, non possono negartelo
- È impegnata con la scuola, quest’anno ha la maturità
- Insisto, sono curioso di vedere se ti assomiglia
- Ti farò vedere una sua foto
- Naaaa, portala qui
Non dico niente a Marina, le chiedo solo se vuole accompagnarmi e lei mi risponde di si, alla fine mi ero preoccupata per nulla, Bruno è stato gentilissimo ed educatissimo come non era con me quado eravamo soli, mentre poi io e Marina eravamo nel mio studio lei mi disse
- Mamma ma è davvero colpevole?
- Lo stabiliranno i giudici, io devo difenderlo al meglio
- Però è un figo da paura
- Marinaaaaaa
- Beh è la verità, non ci hai fatto un pensierino ?
- È un cliente
- Vabbè, però è carino
- Dai andiamo a mangiare una pizza e poi torniamo a casa che sono stanca.
Se Marina sapesse…….. . due giorni dopo torno da lui e, mentre siamo a letto mi dice
- Bella fighetta tua figlia
- Bruno, è mia figlia cazzo
- Che linguaggio avvocato, non è da te
- Non voglio parlare di lei
- Allora non parlare, succhiamelo
La sera, quando torno a casa trovo Marina in soggiorno che guarda la tv, mi abbraccia e mi ringrazia, non capisco e mi dice che il mio regalo l’hanno consegnato nel pomeriggio e mi fa vedere un I phone 16, non gliel’ho regalato io e mi preoccupo subito, dev’essere stato Bruno, non voglio che mia figlia abbia a che fare con lui, non le dico nulla e mi prendo il merito.
Il giorno dopo mi lamento con Bruno, mi risponde che voleva solo fare qualcosa di carino e, comunque, non aveva detto di essere stato lui, non posso ribattere.
Non mi aspettavo certo un regalo così da mamma, comunque l’ho accettato volentieri, il mio era un vecchio I phone 14 che avevo da due anni, probabilmente voleva farsi perdonare per il fatto di stare poco con me a casa.
Un pomeriggio, la nostra governante viene a dirmi che c’è un signore che chiede di me, vado nell’ingresso e trovo un uomo che non conosco, ben vestito che mi dice di lavorare per il cliente di mamma che aveva bisogno di parlare con me di cose importanti e riservate che riguardavano proprio mamma, dicendomi di non parlarne con nessuno, neppure con lei per la sua sicurezza. La cosa mi ha decisamente spaventato, mamma poteva essere in pericolo? Cosa dovevo fare?
Il giorno dopo, al pomeriggio, una macchina con l’uomo del giorno prima mi aspetta sotto casa e mi porta in Brianza nella villa del cliente di mamma che mi accoglie all’ingresso
- Marina, che piacere, venga si accomodi
- Buongiorno, il suo incaricato mi ha detto che era importante e riguardava mamma
- Ma venga a sedersi
- Grazie
- Allora Marina, il mondo degli affari non è proprio un ambiente privo di rischi, ho diversi concorrenti che sarebbero disposti a tutto per rovinarmi ed il fatto che sua mamma sia il mio avvocato e che sia molto brava, la mette in una situazione scomoda e forse pericolosa, vorrei proteggerla ma a sua insaputa e, nel contempo, proteggere anche lei
- Perché a sua insaputa?
- Perché non si rende conto del rischio che corre, potrebbe rinunciare alla mia difesa ma la sua etica glielo impedisce ed io, sinceramente, ne sono felice, non potrei desiderare difensore migliore, però sono preoccupato.
- Capisco ma io cosa posso fare?
- Le darò uno dei miei uomini di scorta che lei presenterà alla sua mamma come il suo ragazzo in modo che possa stare vicino a tutte e due
- Mamma non sta molto a casa o con me,
- beh oltre a lui ci saranno altre persone che non si faranno vedere ma la proteggeranno
- Sono ancora più spaventata di prima
- Non deve, quando il processo sarà terminato finirà tutto
- E intanto? No, se mamma non vuole lasciarla la licenzi lei
- Perché dovrei? È la più brava
- Ci sono tanti bravi avvocati
- Ma lei è la migliore, perché dovrei rischiare?
- Perché glielo sto chiedendo io
- Non funziona così bambina
- Non sono una bambina
- Quello lo vedo ma vedi, nel mio mondo per fare un affare spesso bisogna scendere a compromessi, bisogna mediare, venirsi incontro, è tutto un dare per avere, se vuoi qualcosa devi dare qualcos’altro in cambio, funziona così
- Quindi cosa vorrebbe in cambio, soldi?
- Ne ho già abbastanza grazie
- E allora?
- Mi sei piaciuta appena ti ho visto, una bella ragazza ed un uomo soli in una grande casa ………….
- Wow abbastanza esplicito
- Non mi piace perdere tempo
- E licenzierà mia madre?
- Aspetta
Prende in mano il telefono e compone un numero
- Giovanna sono Bruno ho bisogno di parlarti, vieni da me domani e porta, per favore, tutto il materiale che hai preparato per la mia difesa, si nel pomeriggio va bene, ciao
- Contenta? Domani la licenzierò e potrà tenersi l’anticipo che le ho versato
- Allora ci vedremo dopo che l’avrà licenziata
- Beh, sei già qui, non ti fidi?
- Non la conosco
- Sono un uomo di parola, potrei offendermi
- Come posso essere sicura che dopo aver ottenuto quello che vuole non la riassumerà?
- Semplice, sarai la mia donna fino alla fine del processo
- Ma io pensavo……
- Tolto il dente tolto il dolore? No cara, verrai con me fino alla fine del processo, a semplice mia richiesta, prendere o lasciare.
- Va bene, accetto
- Brava, quella porta è della mia camera, fatti una doccia e aspettami a letto
Vado in camera da letto, un grande letto a baldacchino con le colonne tornite, mi spoglio mettendo i miei vestiti su una poltrona e vado in bagno a fare una doccia, una bellissima doccia grande, mi asciugo con attenzione e mi infilo nel letto sotto il lenzuolo, aspetto una decina di minuti e poi arriva, è in accappatoio che toglie rimanendo in piedi di fianco al letto, mi toglie il lenzuolo di colpo
