Prima la mamma e poi la figlia
Mamma ha quarant’anni, ha lasciato papà ormai da una decina d’anni, io ne avevo 8 quando è successo, quest’anno finisco il liceo e mi iscriverò all’università; lei è una libera professionista, ha uno studio come avvocato vicino al tribunale e, anch’io, penso che mi iscriverò a giurisprudenza.
Io le assomiglio molto, vedendo le sue foto alla mia età, trovo che abbiamo moltissimi punti in comune, anche se io non ho, come aveva lei , alcuna velleità di fare carriera nel mondo dello spettacolo, lei ha fatto diversi concorsi di bellezza e, ancora adesso, è una bellissima donna, molto corteggiata, soprattutto dai colleghi con i quali lavora in tribunale.
Comunque facciamo una vita abbastanza indipendente l’una dall’altra,, io vedo più spesso la nostra governante che lei, è molto impegnata con il suo lavoro e, spesso, rientra a casa tardi la sera e, anch’io, da quest’anno, sono spesso fuori la sera, ma dormiamo sempre a casa nostra, sono convinta che mamma abbia qualcuno, come anch’io del resto, non penso certo che , in tutti questi anni sia rimasta sola, però non mi ha mai fatto conoscere nessuno, io, invece, ho un ragazzo da quasi 6 mesi anche se non gliel’ho presentato, il fatto è che non mi vedo solo con lui, i miei rapporti con gli altri sono di solito occasionali, dipende dal caso, dalle situazioni e dalla mia...........voglia.
Mi chiamo Giovanna, ho 40 anni, sono divorziata e sono avvocato, ho una figlia, Marina, di 18 anni, bella come il sole, ormai è grande e indipendente, non ci vediamo moltissimo anche se viviamo insieme, i miei impegni di lavoro eccetera mi tengono molto tempo fuori casa, però facciamo quasi sempre colazione insieme, la prepara la nostra governante, poi lei va a scuola ed io a studio o direttamente in tribunale.
Sono separata e poi divorziata ormai da dieci anni ma non ho più iniziato altre storie, preferisco avere rapporti occasionali senza conseguenze sentimentali, la mia famiglia è composta da me e mia figlia, non abbiamo bisogno di nessun altro; soddisfo, comunque, le mie esigenze sessuali, cosa che, penso, ormai faccia anche lei, anche se non mi ha presentato ancora nessun ragazzo ma, guardando nel suo bagno, ho trovato chiari segni del fatto che abbia rapporti sessuali, del resto ne abbiamo parlato insieme quando aveva 14 anni ed è una ragazza con la testa sulle spalle, sicuramente sta attenta seguendo quello che le ho insegnato.
Sono penalista e, quindi, ho clienti non sempre particolarmente raccomandabili, ma questo mi consente guadagni elevati per supportare il nostro stile di vita, del resto tutti hanno diritto ad una difesa anche se sono dovuta scendere, a volte, a compromessi e mi sono trovata in situazioni non proprio comode.
Al momento ho proprio un cliente di questo tipo, accusato di traffico d’armi internazionale ma solo con prove circostanziali, ritengo sia particolarmente pericoloso, non è proprio una persona raccomandabile, comunque sono riuscita ad ottenere per lui i domiciliari in attesa del processo e sto preparando la nostra linea difensiva anche se sono costretta ad andare a casa sua, che è una villa in Brianza, perché lui, chiaramente, non può uscire.
Dall’esterno sembra un normalissimo e rispettabile uomo d’affari, la sua società si occupa di import export, è anche di bell’aspetto, ha 36 anni, però il suo sguardo, a volte, mi spaventa.
Non è molto convinto del rapporto tra cliente ed avvocato per quanto riguarda la segretezza e per me, quindi, è più difficile, non sapendo esattamente come stanno realmente le cose, preparare una difesa
- Sig. xxxxxxx io sono tenuta alla segretezza per quanto riguarda i nostri colloqui
- Avvocato, io mi fido di lei ma qualcuno potrebbe ascoltarci
- È per questo che ogni giorno fa effettuare una verifica ambientale?
- Certamente
- Si, ma io devo sapere come stanno realmente le cose per poterla aiutare
- Beh, dovrà arrangiarsi con quello che le dico e con i documenti che le consegnerò
- C’è dell’altro oltre a quelli sequestrati dalla procura?
- Solo copie di bolle di accompagnamento e fatture proforma che dimostreranno la regolarità delle mie spedizioni complete di timbri della dogana che ha effettuato i controlli
- D’accordo, me li farò bastare
- Ecco brava e, adesso, beviamo qualcosa
- Solo un goccio però, devo lavorare
- Lei lavora troppo, per essere una donna così bella
- Beh, grazie ma il suo non è un caso semplice
- Ogni tanto è bene rilassarsi, mi vede preoccupato?
- In effetti no, non come dovrebbe
- Sono difeso da un bravissimo e bellissimo avvocato, sono tranquillo
- Troppi complimenti
- Solo la verità, lei mi piace molto
- Lei è un mio cliente
- Mi chiami pure Bruno e diamoci del tu, ormai ci frequentiamo da più di un mese
- Questo si può fare
- Bene Giovanna, e cos’altro si può fare?
- In che senso?
- Nel senso che non mi dispiacerebbe fare altro con te oltre che parlare del mio processo
- Non credo sia …………
- Sono chiuso qui ormai da tempo, senza una donna
- Si ma io ………..
- Tu sei una donna e pure bellissima
- Ripeto, lei è un mio cliente
- Bruno x favore
- Va bene, tu sei un mio cliente
- Vero, hai una figlia vero?
- Beh si, come lo sai?
- Mi informo sempre delle persone con le quali lavoro e quanti anni ha?
- 18
- Immagino ti preoccupi per lei
- È normale
- Eh sì, la vita la fuori può essere pericolosa
- Cosa vuoi dire?
- Niente, solo che è un attimo e succedono le disgrazie
- Adesso mi fai paura
- Bene, ci sono abituato e quindi?
- Quindi cosa?
- Quindi speriamo non le succeda niente no?
- Certo
- E visto che oltre che molto bella sei anche molto intelligente, perché non ti togli quel bel completo e non vieni a sederti qui sul divano visino a me?
Avevo colto perfettamente la sua minaccia e sapevo che era un uomo pericoloso, voleva me, oltre che per possedermi anche per umiliarmi, mi spogliai rimanendo in intimo e andai a sedermi sul divano
- Uhhh anche intimo di classe, nero di pizzo di seta
Si sciolse la cintura della vestaglia da camera, aveva il pene all’esterno dei pantaloni
- Solo a guardarti mentre ti spogliavi guarda come mi sono eccitato
In effetti il suo uccello era semieretto
- Non limitarti a guardarlo, prendilo in mano
Una volta impugnato lui si slacciò i pantaloni permettendogli di uscire completamente compreso lo scroto, sentii subito la pressione della sua mano sulla mia testa che la spingeva verso il basso, capii subito e iniziai a leccarlo mettendomelo poi in bocca per succhiarlo
- Bravo avvocato sapevo avresti saputo subito cosa fare
Lo sentivo gonfiarsi e indurirsi nella mia bocca e cercavo di insalivarlo il più possibile sapendo quello che sarebbe successo dopo ma, in quel momento, mi sbagliavo, lo sentii vibrare e cercai di alzare la testa ma me lo impedì, voleva umiliarmi e ribadire chi comandava, mi costrinse a bere il suo sperma caldo che ingoiai deglutendo, automaticamente la mia lingua andò alle mie labbra per raccoglierne le ultime gocce.
- Da quando ti ho conosciuto volevo farlo, vieni, andiamo di là
Mi fece alzare e mi condusse nella sua camera da letto che aveva un grande letto a baldacchino con colonne in legno tornite
- Adesso togli anche la biancheria
Lu intanto finì di spogliarsi
- Anche depilata, avvocato sei un po’ porcellina eh? Meglio, a me piace leccarla
Mi fa mettere sul letto a gambe larghe e alzate e comincia a lappare la mia figa che già trasuda umori, mi succhia anche la clitoride e poi mi bacia l’ombelico e mi mordicchia i capezzoli, sono assolutamente eccitata, quando striscia la sua cappella sulla mia figa manca poco che venga , poi mi penetra di colpo facendomi mancare il respiro e inizia a scoparmi con affondi lenti e profondi, neanche 5 minuti e sto già godendo e lui continua il suo andirivieni dentro di me aumentando il ritmo e continuando a suggermi i capezzoli, quando esce da me punta ancora il cazzo alla mia bocca e si scarica di nuovo nella mia gola, poi si sdraia al mio fianco sul letto e si accende una sigaretta
- Adesso avvocato il nostro rapporto ha raggiunto un altro livello
- Perché mi hai scopato?
- Perché hai capito chi sono e adesso succhiamelo ancora
Obbediente eseguo, nella stanza entra uno dei suoi uomini che senza far caso a quello che sto facendo gli sussurra qualcosa ad un orecchio e poi se ne va, lui è di nuovo pronto, gli piace scoparmi nella stessa posizione di prima, perché mi fa ancora allargare le gambe e sollevarle, con le mani sui miei polpacci me le solleva ancora di più e sento la sua cappella premere contro il buchino del mio culo
- No, per favore lì no, non così
- Mi spiace ma il tuo culo è uno spettacolo
E spinge facendomi urlare e penetrandomi per qualche centimetro, è molto che non provo la sensazione di essere inculata, non che mi dispiaccia, ma così a freddo, senza lubrificante e così rudemente………….
Ad ogni colpo affonda dentro di me sempre di più, sento il suo sforzo e mi sembra di essere spaccata in due ma presto, il dolore si trasforma in piacere ed ho un violento ed improvviso orgasmo, le sua mani lasciano i miei polpacci e stringono i miei seni stropicciandoli mentre mugolo come una gatta in calore, il suo sperma caldo invade il mio sfintere e quando esce da me mi cola anche sulle cosce.
Si alza dal letto e comincia a rivestirsi
- Fai una doccia e rivestiti, adesso ho da fare, ci vediamo domani
Ed esce dalla stanza. Nel mio studio ripenso a quello che è successo, potrei rinunciare all’incarico ma ho già incassato un primo bonifico di 50.000 euro che ha fatto appena ho accettato di rappresentarlo; il giorno dopo e nei giorni seguenti non lavoriamo insieme alla sua difesa, quello lo faccio da sola nel mio studio, quando vado da lui mi tratta quasi come una puttana scopandomi ed inculandomi a suo piacimento, finchè un giorno, mancano due mesi al processo
- Vorrei conoscere tua figlia
- Non è possibile, sai che qui possono entrare solo le persone autorizzate dalla procura
- Falla autorizzare
- Con che scusa
- Beh come tua assistente, non possono negartelo
- È impegnata con la scuola, quest’anno ha la maturità
- Insisto, sono curioso di vedere se ti assomiglia
- Ti farò vedere una sua foto
- Naaaa, portala qui
Non dico niente a Marina, le chiedo solo se vuole accompagnarmi e lei mi risponde di si, alla fine mi ero preoccupata per nulla, Bruno è stato gentilissimo ed educatissimo come non era con me quado eravamo soli, mentre poi io e Marina eravamo nel mio studio lei mi disse
- Mamma ma è davvero colpevole?
- Lo stabiliranno i giudici, io devo difenderlo al meglio
- Però è un figo da paura
- Marinaaaaaa
- Beh è la verità, non ci hai fatto un pensierino ?
- È un cliente
- Vabbè, però è carino
- Dai andiamo a mangiare una pizza e poi torniamo a casa che sono stanca.
Se Marina sapesse…….. . due giorni dopo torno da lui e, mentre siamo a letto mi dice
- Bella fighetta tua figlia
- Bruno, è mia figlia cazzo
- Che linguaggio avvocato, non è da te
- Non voglio parlare di lei
- Allora non parlare, succhiamelo
La sera, quando torno a casa trovo Marina in soggiorno che guarda la tv, mi abbraccia e mi ringrazia, non capisco e mi dice che il mio regalo l’hanno consegnato nel pomeriggio e mi fa vedere un I phone 16, non gliel’ho regalato io e mi preoccupo subito, dev’essere stato Bruno, non voglio che mia figlia abbia a che fare con lui, non le dico nulla e mi prendo il merito.
Il giorno dopo mi lamento con Bruno, mi risponde che voleva solo fare qualcosa di carino e, comunque, non aveva detto di essere stato lui, non posso ribattere.
Non mi aspettavo certo un regalo così da mamma, comunque l’ho accettato volentieri, il mio era un vecchio I phone 14 che avevo da due anni, probabilmente voleva farsi perdonare per il fatto di stare poco con me a casa.
Un pomeriggio, la nostra governante viene a dirmi che c’è un signore che chiede di me, vado nell’ingresso e trovo un uomo che non conosco, ben vestito che mi dice di lavorare per il cliente di mamma che aveva bisogno di parlare con me di cose importanti e riservate che riguardavano proprio mamma, dicendomi di non parlarne con nessuno, neppure con lei per la sua sicurezza. La cosa mi ha decisamente spaventato, mamma poteva essere in pericolo? Cosa dovevo fare?
Il giorno dopo, al pomeriggio, una macchina con l’uomo del giorno prima mi aspetta sotto casa e mi porta in Brianza nella villa del cliente di mamma che mi accoglie all’ingresso
- Marina, che piacere, venga si accomodi
- Buongiorno, il suo incaricato mi ha detto che era importante e riguardava mamma
- Ma venga a sedersi
- Grazie
- Allora Marina, il mondo degli affari non è proprio un ambiente privo di rischi, ho diversi concorrenti che sarebbero disposti a tutto per rovinarmi ed il fatto che sua mamma sia il mio avvocato e che sia molto brava, la mette in una situazione scomoda e forse pericolosa, vorrei proteggerla ma a sua insaputa e, nel contempo, proteggere anche lei
- Perché a sua insaputa?
- Perché non si rende conto del rischio che corre, potrebbe rinunciare alla mia difesa ma la sua etica glielo impedisce ed io, sinceramente, ne sono felice, non potrei desiderare difensore migliore, però sono preoccupato.
- Capisco ma io cosa posso fare?
- Le darò uno dei miei uomini di scorta che lei presenterà alla sua mamma come il suo ragazzo in modo che possa stare vicino a tutte e due
- Mamma non sta molto a casa o con me,
- beh oltre a lui ci saranno altre persone che non si faranno vedere ma la proteggeranno
- Sono ancora più spaventata di prima
- Non deve, quando il processo sarà terminato finirà tutto
- E intanto? No, se mamma non vuole lasciarla la licenzi lei
- Perché dovrei? È la più brava
- Ci sono tanti bravi avvocati
- Ma lei è la migliore, perché dovrei rischiare?
- Perché glielo sto chiedendo io
- Non funziona così bambina
- Non sono una bambina
- Quello lo vedo ma vedi, nel mio mondo per fare un affare spesso bisogna scendere a compromessi, bisogna mediare, venirsi incontro, è tutto un dare per avere, se vuoi qualcosa devi dare qualcos’altro in cambio, funziona così
- Quindi cosa vorrebbe in cambio, soldi?
- Ne ho già abbastanza grazie
- E allora?
- Mi sei piaciuta appena ti ho visto, una bella ragazza ed un uomo soli in una grande casa ………….
- Wow abbastanza esplicito
- Non mi piace perdere tempo
- E licenzierà mia madre?
- Aspetta
Prende in mano il telefono e compone un numero
- Giovanna sono Bruno ho bisogno di parlarti, vieni da me domani e porta, per favore, tutto il materiale che hai preparato per la mia difesa, si nel pomeriggio va bene, ciao
- Contenta? Domani la licenzierò e potrà tenersi l’anticipo che le ho versato
- Allora ci vedremo dopo che l’avrà licenziata
- Beh, sei già qui, non ti fidi?
- Non la conosco
- Sono un uomo di parola, potrei offendermi
- Come posso essere sicura che dopo aver ottenuto quello che vuole non la riassumerà?
- Semplice, sarai la mia donna fino alla fine del processo
- Ma io pensavo……
- Tolto il dente tolto il dolore? No cara, verrai con me fino alla fine del processo, a semplice mia richiesta, prendere o lasciare.
- Va bene, accetto
- Brava, quella porta è della mia camera, fatti una doccia e aspettami a letto
Vado in camera da letto, un grande letto a baldacchino con le colonne tornite, mi spoglio mettendo i miei vestiti su una poltrona e vado in bagno a fare una doccia, una bellissima doccia grande, mi asciugo con attenzione e mi infilo nel letto sotto il lenzuolo, aspetto una decina di minuti e poi arriva, è in accappatoio che toglie rimanendo in piedi di fianco al letto, mi toglie il lenzuolo di colpo
- Bellissima
Mi accarezza una guancia e poi la sua mano scende al mio seno, e poi al resto del mio corpo fino alle cosce, infine mi infila la mano tra le gambe raggiungendo la mia fighetta, guardo il suo cazzo che, abbastanza velocemente, vedo crescere e raddrizzarsi, mi tira per la coscia verso il bordo del letto facendomi ruotare, poi mi allarga le gambe e ci infila in mezzo la faccia, sento la sua lingua ruvida sul mio sesso, mi lecca a lungo facendomi tremare, poi mi tira ancora verso l’esterno del letto strisciando il suo cazzo sulla fessura della mia figa dall’alto verso il basso almeno una decina di volte, poi mi penetra con un unico affondo guardandomi negli occhi, è la prima volta che vado con un uomo e non con un ragazzo, provo sensazioni diverse mentre mi scopa, quasi come se fosse la prima volta, le sue mani intanto percorrono il mio corpo, la sua bocca sugge i miei capezzoli, il suo ritmo cambiava senza alcun preavviso, ansimavo e, quando sopraggiunse l’orgasmo, urlai il mio piacere mentre lui continuava il suo andirivieni dentro il mio corpo.
Lo sento vibrare dentro di me e poi uscire inondando il mio ventre con il suo sperma caldo, poi sale sul letto a cavalcioni su di me portando il suo cazzo vicino alla mia bocca e facendolo strisciare sulle mie labbra finchè non le socchiudo e comincio a leccarlo imboccandolo subito dopo per succhiarlo.
È di nuovo pronto e si sdraia sul letto in modo che possa cavalcarlo e penetrarmi da sola impalandomi sul suo cazzo che svetta verso l’alto e lo faccio con un grosso sospiro di soddisfazione e comincio ad andare su e giù furiosamente, voglio solo godere, voglio sentirlo fino in fondo dentro di me, mi tengo con le mani sul suo petto, 5 minuti sono sufficienti per raggiungere l’orgasmo , lui allora ribalta la situazione mettendomi in ginocchio sul materasso alla pecorina e continuando a scoparmi così da dietro fino a quando la sua sborra non viene sparsa sul mio culetto.
Adesso ho praticamente un autista che passa a prendermi a casa, mi porta a scuola, poi lo trovo all’uscita e mi porta da lui e poi di nuovo a casa, in una borsa devo portarmi della biancheria per potermi cambiare e la lascio da lui; mamma dopo un paio di giorni è arrivata a casa dicendomi che era stata ricusata dal suo cliente e mi era parsa molto più tranquilla e rilassata.
Io, intanto, rispettavo la mia parte di accordo facendomi scopare, mi aveva, un pomeriggio, anche sfondato il sederino, a volte mi legava alle colonnine del letto e mi bendava, voleva che mi masturbassi davanti a lui e, nonostante il suo personale, che girassi nuda per casa, vennero anche i carabinieri un paio di volte per il controllo e dovetti vestirmi di corsa.
A fine Giugno è finito il processo ed è arrivata la sentenza, Bruno è stato assolto e la Procura non ha presentato appello, io sono andata a vedere i tabelloni a scuola e sono passata alla maturità con il punteggio massimo, ho fatto una foto al tabellone con il cellulare per farlo vedere a mamma, il mio autista mi porta per l’ultima volta nella villa in Brianza, devo dire che sono stati mesi intensi e, nonostante l’imposizione, la mia parte di accordo non è stata così spiacevole.
Arrivata in villa, nel soggiorno due valigie, Bruno mi dice che dovrà partire per lavoro, i suoi affari sono stati trascurati per troppo tempo, con lui in soggiorno due uomini di colore e i suoi tre soliti dipendenti oltre al mio autista, vuole che ci salutiamo andando un ultima volta a letto e vado in camera ad aspettarlo, una scopata d’addio, quando arriva, in accappatoio, io sono già sotto il lenzuolo, mi fa girare e mi lega alle colonnine del letto, braccia e gambe larghe, due cuscini sotto la pancia e una mascherina sugli occhi, poi sento le sue mani che percorrono il mio corpo e rabbrividisco al contatto, è sopra di me, mi bacia sul collo, sono già bagnata ma sento anche tra le chiappe il fresco del lubrificante, mi penetra con forza e comincia a scoparmi rudemente, dopo un po’ esce e poi sento che spinge il cazzo contro il mio buchino posteriore entrandoci, nel momento che ci riesce ho il mio primo orgasmo e lui inizia a martellarmi nel sedere con il suo uccello, il suo sperma caldo inonda il mio sfintere, mi bacia ancora sul collo, sotto un orecchio prima di uscire da me.
Sento la porta della camera aprirsi e poi chiudersi, dopo un paio di minuti riaprirsi, mani forti sul mio corpo ma non sono le sue, sarà uno dei suoi uomini per liberarmi, invece sento quasi subito un cazzo infilarsi nel mio buchino posteriore ancora aperto e cominciare a scoparmi, una mano mi tira la testa indietro tirandomi i capelli, mi scopa senza alcun riguardo facendomi anche male perché è più grosso di Bruno, nonostante questo ho un altro orgasmo prima di venir riempita di sperma, respiro forte cercando di riprendere fiato quando quel cazzo si sfila dal mio corpo, ma passano pochi minuti che un altro uccello mi penetra, questa volta nella mia fighetta che ancora cola umori, ancora con forza e profondamente, ormai ho capito, mi sta facendo scopare da tutti i suoi uomini e poi se ne andrà, non resisto e dopo un altro paio di orgasmi svengo, qualcuno mi slega e mi prende in braccio, ho ancora la mascherina sugli occhi, mi sveglio del tutto quando il getto dell’acqua calda della doccia colpisce il mio corpo e mi tolgo la mascherina, sono adagiata a terra sul piatto doccia, resto seduta mentre l’acqua lava i resti dei miei orgasmi e di quelli che mi hanno posseduta, ci metto parecchio prima di riuscire ad alzarmi tenendomi ai maniglioni della doccia, sono piena di dolori, soprattutto al basso ventre ed il culetto mi brucia, toccandomi sento che ancora non ha ripreso il suo stato originale.
Il mio autista entra in bagno e mi asciuga con un grosso asciugamano poi mmi sorregge riportandomi sul letto e coprendomi con il lenzuolo, poi esce ed io mi addormento. Il mio orologio segna le 16 quando mi sveglio, riesco, nonostante abbia ancora dei dolori ad alzarmi e rivestirmi molto lentamente, in soggiorno l’autista che guarda la tv
- Se ti senti ti riporto a casa
- Sì, per favore
In macchina gli chiedo
- Sono andati via tutti dopo……..
- Si, sono rimasto solo io
- E anche tu mi hai …………..
- Io sono gay, non te ne sei mai accorta?
- No, veramente no
Non parliamo più fino a casa dove mi accoglie la nostra governante che mi avverte che mamma sarà a casa per cena, io vado in camera mia e, dopo aver usato una pomata mi guardo allo specchio e nuda mi infilo nel mio letto.
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