- signorina spero non averle creato dei problemi con il mio ombrello, sa non si sa mai dove metterli
- no, nessun problema
- mi era sembrato infatti che non ne avesse e che anzi stesse apprezzando
che stronzo pensai, si era accorto di tutto
- mi ero accorto che la cosa non le dava poi così fastidio
- insomma cosa vuole?
- Se ho capito bene cosa vuole lei signorina?, forse qualcosa di diverso dal mio ombrello?, se viene con me, io lavoro in un cinema qui in Babila, magari ho quello che cerca
Non so ancora per quale motivo gli andai dietro, entrò da una porticina di cui aveva le chiavi e ci trovammo nella sala semibuia di un cinema
- tolga pure il soprabito, io accendo qualche luce
mi sedetti su una poltrona mentre lui si allontanava lasciando sulla poltrona al mio fianco il suo ombrello, quando tornò c’era in effetti qualche luce in più accesa, riprese il suo ombrello e avvicinandosi a me spinse ancora il manico sotto la mia minigonna contro le mie mutandine
- era questo che le piaceva? È grosso e nodoso, pura quercia,
tenevo le mani strette sui braccioli della poltrona mentre continuava a muovere l’ombrello
- bello vero? Sente com’è liscio e duro? E se spingo ancora un po’ le piace di più così? Vero ? ecco ancora un po’ spostiamo le mutandine però, ecco ci siamo lo sente bene dentro? E adesso lo mandiamo un po’ avanti e indietro, tanto si è già bagnato , non fa nessuno sforzo, lo sento, adesso faccia come le dico, si alzi lentamente e appoggi le ginocchia sopra il sedile della poltrona
obbedii e lui tenne il manico dell’ombrello in posizione
- e adesso la sorpresa che le avevo detto,
mi trovai le mutandine strappate in un attimo , avevo le gambe larghe in ginocchio sulla poltrona ed il manico dell’ombrello nella figa, sentii qualcosa di altrettanto duro e grosso entrarmi nel culetto ma prima una sensazione di fresco, come se fosse stato spruzzato qualcosa e poi cominciò a scoparmi nel culo con le mani mi stringeva i seni oltre la spalliera della poltrona e ad ogni movimento anche il manico dell’ombrello si muoveva
- non si preoccupi , poi pulisco io, si senta libera di urlare, tanto non ci sente nessuno,
in effetti stavo guaendo come una gatta . godendo come una pazza, ancora di più quando insieme ad uno dei miei orgasmi si unì il getto di sperma bollente che mi riempì il culetto, poi tutto finì, nessun cazzo nel culo nessun ombrello in figa, solo riposo dopo il piacere, ebbi anche la forza di dire grazie prima di andarmene.
La settimana dopo andai in motorino al Corvetto , vicino alla stazione , sapevo che avrei dovuto evitare, mesi prima c’erano stati dei disordini ma era vicino casa ed era un po’ che non ci andavo, tre marocchini mi circondarono appena mi fermai in piazza con il motorino
- bella dacci il motorino, ci serve
- sentite è assicurato, non mi interessa ma non fatemi del male per favore
- perché dovremmo farti male noi vogliamo motorino
e uno dei tre
- però è carina potremmo anche farcela
- vero, cristiana e bianca, tutte troie
- ok vieni con noi
- sentite prendete il motorino e lasciatemi stare
- perché non vuoi scopare con noi? Perché siamo marocchini?
Uno prese il motorino e gli altri due mi presero uno per parte, entrammo in quella che doveva essere una casa occupata, con tutto il motorino, dentro materassi per terra ed altri due ragazzi che mi guardarono strana, praticamente ero in piedi in mezzo ai cinque che si erano accovacciati sui materassi
- adesso vediamo come sei fatta, spogliati puttana
- sentite tenetevi il motorino e lasciatemi andare
- secondo me è venuta per farsi scopare, il motorino è una scusa, spogliati forza
non ci volle molto a togliere mini e t -shirt
- anche il resto troia
slacciai il reggiseno e sfilai le mutandine, applausi e fischi
- avevo ragione, questa è venuta per scopare, chi comincia?
- Sentite io
- Zitta cagna, in ginocchio noi le troie cristiane le scopiamo così
Uno mi spinse in ginocchio su uno dei materassi mentre tutti mi toccavano poi si mise dietro di me e mi penetrò alla pecorina infilandomi il suo cazzo nella figa e sculacciandomi sul sedere, colpi duri e veloci ma profondi che lo portarono a riempirmi di sperma dopo neanche 5 minuti mentre gli altri facevano la ola, un altro prese il suo posto e tutti e cinque poi si scaricarono nella mia figa che colava sborra, alla fine, con il quinto, riuscii anch’io a venire scatenando un’altra selva di applausi, dovetti rimanere così alla pecorina mentre uno per uno mi passavano i loro cazzi sporchi sulla bocca in alcuni casi schiaffeggiandomi con gli stessi uccelli, non ancora sazi puntarono al mio culetto, per fortuna nessuno era di dimensioni tali da farmi male ma ancora riuscii a venire alla fine, ormai ero piena di sperma dappertutto, mi fecero alzare e mettere in un angolo in piedi poi presero dei catini di acqua fredda e me li gettarono addosso, così quasi ripulita vollero divertirsi a scoparmi in coppia, uno nella figa, un altro nel culo ed uno in bocca, questa volta il turno fu più lungo e, in alcuni casi anche doloroso per la forza che ci mettevano ma io fu allora che cominciai ad avere orgasmi multipli e quando erano stanchi usavano bottigliette di birra vuote, alla fine sfinita mi addormentai su uno dei materassi di nuovo sporca dello sperma di tutti e cinque, quado mi svegliai era quasi buio e non c’era più nessuno, neppure il mio motorino, con un lenzuolo e dell’acqua cercai di lavarmi alla meno peggio e recuperati i vestiti meno reggiseno e slip che erano spariti, un po’ dolorante andai a prendere l’autobus per tornare a casa.
Era stata una dura lezione che mi insegnò a muovermi con più attenzione ma non smisi di cercare il piacere.
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34 anni single per scelta
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