Da quando a 16 anni ho avuto una relazione sessuale completa con un mio professore di liceo, più che completa veramente, ogni tanto la mattina quando mi sveglio vorrei sentire un cazzo tra le mie cosce, purtroppo non succede solo al mattino ma anche, a volte, durante il giorno. Una volta ho avuto il coraggio di entrare in un sexy shop e comprare un dildo a forma di cazzo che ho nascosto nella mia libreria ritagliando le pagine interne di un vecchio libro e, spesso, di notte, mettendo la bocca contro il cuscino, mi masturbo con quello, è abbastanza grosso e ho comprato del lubrificante per potermelo anche infilare nel culetto che mi piace tanto.
A volte sogno, addirittura, di infilarmi nel letto di papà al posto di mamma, il suo non l’ho mai visto ma quando sento la mamma goderlo lo immagino gigante.
Credo che molte ragazze della mia età che abbiano già provato il sesso abbiano le mie stesse voglie e perciò non me ne vergogno, però ci sono giorni che andrei con il primo che capita pur di godere.
Il mio professore ha cambiato scuola, c’è stato uno scandalo che non riguardava me ma un’altra ragazza, ed ora a scuola ci sono molti controlli e addirittura telecamere con l’assenso dei genitori quindi la scuola , per me, è off limit.
Per fortuna dimostro più della mia età e, nonostante le rimostranze di mamma mi vesto anche in modo da sembrare più grande allora quando mi vengono delle strane voglie esco a cercare quello che mi serve, non sempre mi va bene purtroppo, per fortuna di notte c’è sempre il mio dildo che però non è la stessa cosa.
Per fortuna Milano è grande ed io un po’ con i mezzi un po’ con il mio motorino, la giro tutta, ho qualche timore della zona stazione centrale, ci sono tanti extracomunitari, però qualche volta vorrei provare ad andare con uno nero se quello che si dice di loro è vero.
Lunedì mi sono fermata con il motorino in piazza Napoli a mangiare un gelato, mi si è avvicinato un uomo più grande che ha cominciato a farmi complimenti sulla mia bellezza prima e poi si è spinto un po’ oltre come se parlasse a qualcun altro dicendo che avevo un bel culo e che leccavo il gelato come se avessi voglia di leccare altro, io lo lasciai parlare ma non mi allontanai e, anzi, ad un certo punto gli sorrisi, allora si avvicinò e mi disse
- Sei proprio bellissima non sai cosa ti farei
- Grazie ma immagino benissimo cosa mi faresti
- Wow sveglia oltre che bella, perché non andiamo da qualche parte a parlarne?
- Non vedo posti dove andare qui intorno
- Prendi il motorino ne conosco uno io
Finii il gelato e presi il motorino a mano seguendolo,
si fermò davanti ad una porticina di ferro che aprì con una spinta
- chiudi il motorino , non si sa mai
lo feci e lo seguìì, dopo tre gradini c’era lo spazio di un pianerottolo senza alcuna porta, solo un altro paio di gradini dalla parte opposta all’ingresso, mi abbracciò subito cercando di baciarmi e mettendomi tutte e due le mani sul sedere, poi mi spinse a sedere sui gradini e si tirò giù la zip dei pantaloni
- adesso fai come con il gelato che stavi leccando prima
gli misi le mani sulle cosce tenendomi e gli presi in bocca l’uccello che già si stava indurendo al contatto con la mia lingua
- ah avevi proprio voglia ragazzina, brava, continua così che poi ti scopo
intanto mi aveva afferrato i seni oltre la maglietta cominciando a stropicciarmeli
- belli anche questi, sodi come piace a me, adesso tirati giù i jeans che ce l’ho durissimo
lo sentivo infatti nella mia bocca ed armeggiai un po’ con i jeans abbassandoli insieme agli slip, poi mi fece girare e appoggiare le mai al gradino più alto, lo sentii infilarsi tra le mie cosce e poi nella mia fighetta già bagnata con un colpo solo, sospirai , un lungo sospiro di piacere
- avevi proprio voglia d prenderlo eh? Adesso ti servo io
cominciò a spingere con colpi lunghi e profondi mentre con le mani mi stringeva le natiche
- che culetto , quasi quasi ti finisco lì,
infatti dopo ancora qualche affondo lasciò la mia fighetta per infilarmi il cazzo nel mio culetto
- eh si è ancora meglio,
intanto le sue mani armeggiavano con la mia fighetta che stava sbrodolando
- ti piace proprio, sei proprio il mio tipo, adesso ti riempio il culo di sperma
non passò molto che mantenne la promessa e poi mi ridette il cazzo in bocca da pulire.
Senza parlare mi rivestii ed uscì prima di lui riprendendo il mio motorino, nello specchietto vidi che mi guardava mentre mi allontanavo, si stava ancora tirando su la zip dei pantaloni.
A casa andai in bagno a lavarmi mentre mamma mi chiedeva come era andata a scuola.
Il mercoledì uscivamo un ora prima del solito quindi arrivai a casa e non c’era nessuno, mangiai un panino e poi mi preparai per uscire, pioveva quindi niente motorino, misi gli stivali ed un soprabito trasparente sopra la mini, sarei andata in tram, presi il 24 e poi la linea 1 del metrò, era un po’ l’ora di punta ed il metrò era pieno anche perchè quando piove a Milano non si capisce più niente.
Tutti attaccati come sardine che si tenevano ai maniglioni in alto e, come al solito, qualcuno ne approfittava, io ormai non ci facevo più caso anche se , ad un certo punto, mi sembrò di sentire il manico di un ombrello, non di quelli curvi ma di quelli dritti, infilarsi sotto il mio soprabito e la mia mini, per mantenere l’equilibrio dovevo tenere un po’ le gambe aperte e questo sembrava far gioco al manico dell’ombrello che avevo praticamente contro le mutandine, il movimento mi stava facendo eccitare, sentivo che le mutandine iniziavano a bagnarsi, dovevo per forza spostarmi ma mi sembrava impossibile muovermi con quel bastone quasi nel culo, per fortuna arrivò una fermata ed io riuscìì a togliermi da quella posizione e anzi a trovare un posto per sedermi, solo che mi trovai davanti alla faccia proprio il manico dell’ombrello di prima che un uomo teneva saldamente in mano con un sorrisino di soddisfazione sulla faccia, quando arrivò la mia fermata mi alzai per scendere e lui mi venne dietro, eravamo in Babila, mi si avvicinò
