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mio zio ed i suoi soci
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Racconto19 min di lettura

mio zio ed i suoi soci

una diciottenne in calore

sandra
1 anno fa · 1.1k letture · 1

-          Uno spettacolo, pensavamo ci avessi abbandonato e invece……

-          Invece sono qui

-          Ecco, e adesso la seconda decisione, chi di noi sarà il fortunato e chi, invece dormirà, se ci riesce, sul divano?

-          Perché volete costringere una ragazza così giovane come me a prendere una decisione tanto difficile? Perché dovrei scegliere? C’è tanto posto qui……..

-          Un sogno, stiamo vivendo un sogno

Entrarono nel letto uno per parte lasciando scivolare a terra i teli da bagno, non era la prima volta per me con due uomini, mi era già successo in qualche occasione a delle feste, anche se erano sempre ragazzi della mia età, non uomini veri come questi, ero già eccitata appena mi sfiorarono, le loro mani mi accarezzavano dolcemente, i loro corpi si stringevano al mio, le loro bocche sui miei capezzoli, le mie mani trovarono i loro membri già turgidi, quasi pronti, prima di mettermi a letto avevo usato il lubrificante sul mio buchino dello sfintere usando le dita mentre li aspettavo, mi girai verso Alex dando la schiena a Franco e spingendo verso di lui il mio culetto, gli presi in mano il pene e lo puntai al mio buchino, dovetti dimenarmi un po’ per agevolarlo, sentivo il suo sforzo e già pregustavo il piacere di quando avrebbe cominciato a muoversi dentro di me, Alex, da parte sua, mi stava aprendo le grandi labbra con due dita infilandomi la sua cappella nella figa che già trasudava umori, ci entrò del tutto, bastò poco perché prendessero il giusto ritmo e mi donassero il mio primo orgasmo, avevo avuto ragione, nessuno mi aveva mai scopato così dandomi tanto piacere, alla fine singhiozzavo mentre con loro raggiungevo il mio ultimo orgasmo condito con il loro sperma caldo e denso che ristorava le mie cavità. Uscirono da me contemporaneamente facendo un rumore strano come di risucchio d’aria, mentre Alex mi baciava Franco andò in bagno, a lavarsi, erano due uomini molto puliti, non mi capitava spesso con i miei coetanei, Alex però non lo lascia andare, volevo sentire il sapore del suo sperma e cominciai a leccargli il cazzo per ripulirlo, risucchiai anche i suoi testicoli prendendoli tra le labbra e , quando Franco tornò, feci lo stesso anche con lui mentre le loro mani e le lingue perlustravano ogni centimetro del mio corpo, poi lo facemmo ancora e si scambiarono di posto e fu bello come prima.

Andammo tutti e tre a fare la doccia insieme nel bagno grande e poi tornammo, asciugati in qualche maniera ad infilarci sotto il piumone, mi piacevano le loro mani su di me, quasi un massaggio a quattro mani, quasi mi addormentavo rilassata com’ero, Franco, in effetti si appisolò per un po’ ed io e Alex lo prendemmo in giro, io gli soffiavo leggermente in faccia mentre Alex, che aveva ancora voglia di scoparmi, mi prendeva da dietro, rimanemmo allacciati fino a quando Alex non uscì da me naturalmente, Franco si svegliò trovandomi quasi sopra di lui con il suo uccello in una mano ma riprese a dormire copiato da me e Alex. Non avevo badato all’ora ma erano quasi le quattro, non potevo rimanere fuori tutta la notte, i miei erano abituati ai miei orari notturni dopo la discoteca, ma tutta la notte no,  giusto a Capo d’anno.

Feci una doccia veloce e mi rivestii lasciandoli dormire, poi chiamai un taxi e lasciai sul tavolo una copia delle chiavi ed un biglietto con il mio numero di smartphone.

Quasi a mezzogiorno mi chiamò Alex

-          Ciao fanciulla, ci hai abbandonato, speravamo di fare colazione insieme

-          Dovevo rientrare a casa, avete dormito bene ?

-          Come due angioletti, abbiamo fatto un salto fuori a fare colazione e siamo rientrati adesso

-          Oh io sono ancora in pigiama

-          Vuoi pranzare con noi? Andiamo da qualche parte

-          Beh dovrò passare a cambiare il letto

-          Ci abbiamo pensato noi ma non sappiamo far andare la lavasciuga

-          No per carità, rischiate di fare un disastro, è seta

-          Giusto, per fortuna non ci abbiamo provato

-          Io sono ancora al trucco e parrucco

-          Visto? Parli come una modella

-          Ma non lo sono

-          Da quello che ricordo non ti manca nulla

-          Quanto mi date per raggiungervi?

-          Il tempo che ti serve

-          Facciamo che ci vediamo alle 14

-          Intanto andiamo a noleggiare una macchina

-          Naaa non serve a meno che non vogliate uscire dalla città

-          Non ci pensiamo nemmeno

-          Ok allora ci vediamo lì più tardi, ciaooo

Quando li raggiungo chiedono a me dove andare, tenendo presente la loro permanenza a Berlino li portai in una trattoria tipica in Viale Bligny poi facemmo un giro in centro, giusto per smaltire quello che avevano divorato

-          Abbiamo sentito Giovanni

-           Ah lo zio, cosa dice?

-          Che anticipa il rientro e lo dobbiamo incontrare domani a Londra

-          Ah partite già

-          Eh si purtroppo abbiamo un  volo domattina

-          Peccato, pensavo rimaneste qui qualche giorno

-          Avremmo voluto

-          Ancora una notte a Milano allora

-          Giusto la notte perché stasera siamo a cena con un paio di investitori, ce l’ha organizzata direttamente Giovanni, non sappiamo a che ora riusciremo a liberarci

-          Quindi ci salutiamo stasera, mi spiace

-          Purtroppo si, però ti abbiamo preso un regalino per il tuo compleanno

-          Davvero?

-          Si eccolo, speriamo ti piaccia

Mi dettero un pacchettino in una borsettina regalo, un bellissimo braccialetto in oro giallo e rosa

-          All’interno c’è inciso il tuo nome, l’orefice ha fatto un miracolo per farlo in giornata.

-          È bellissimo, davvero, grazie

Baciai tutti e due sulla guancia, eravamo in una pasticceria, non era il caso di esagerare..

-          Salutiamoci addirittura qui, ci sarà sicuramente l’occasione di rivederci visto quello che stiamo organizzando con Giovanni

-          Mi piacerebbe. Mi abbracciarono e baciarono ancora e se ne andarono,

 peccato, avrei gradito un bis quella sera. Lo zio tornò il mercoledì e mi ringraziò per l’aiuto che avevo dato ai suoi soci, gli feci trovare le lenzuola pulite e stirate e si traferì definitivamente nella sua nuova casa.

Dopo un paio di giorni si presentò a casa con una ragazza, inglese e modella, se avevo avuto qualche idea su  lui e me mi passò subito. Però, avendo provato, decisi che dal quel momento avrei cercato qualcuno più grande di me, i miei coetanei non facevano per me, almeno non al  momento.

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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