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Erotika
mio zio ed i suoi soci
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Racconto19 min di lettura

mio zio ed i suoi soci

una diciottenne in calore

sandra
1 anno fa · 1.1k letture · 1

Finirono di pranzare e sparirono all’interno del Motel, mamma uscì alla 15,00, rimontò in macchina e se ne andò ed io tornai a casa con mille dubbi in testa; il mese successivo sarebbe stato il mio diciottesimo compleanno, sicuramente mamma e papà mi avrebbero fatto una piccola festa ed io, dopo, sarei  andata a festeggiare fuori con gli amici ma avevo anche un’altra idea, inoltre, presi una decisione, non volevo sapere cosa facesse mamma a Metanopoli, primo non erano affari miei e secondo non era assolutamente il caso che io spiassi mia madre mentre magari faceva una cosa normalissima riguardante il suo lavoro.

Lo zio stava arredando e attrezzando casa, mi aveva dato la chiave perché così, quando lui non poteva sarei andata io ad aprire ai fornitori dei mobili e delle altre cose, la disposizione dei mobili l’avrebbe vista lui, io mi limitavo a farli scaricare e montare, solo per il letto sapevo dove lo voleva e lo feci posizionare, piaceva anche a me lì dove aveva deciso, di fronte ad una delle porte finestre che davano sul terrazzo e sotto un grande lucernario che, dal letto, ti consentiva di guardare le stelle.

È stata una bella festa per il mio compleanno, mamma e papà mi hanno regalato un buono per  fare la patente, purtroppo lo zio non c’era ma mi ha fatto gli auguri al telefono e mi ha promesso che mi avrebbe fatto fare delle guide, ma non con la sua macchina; mi ha anche chiesto il favore, per il venerdì, di aprire casa per far entrare due suoi ex soci che arrivavano da Berlino, Italiani anche loro però, che lui sarebbe rientrato dagli USA il lunedì, mi pregò anche di preparargli il letto che nell’armadio avrei trovato le lenzuola nuove che aveva comprato.

Al pomeriggio andai a casa sua, spalancai tutto per far cambiare l’aria e poi tolsi anche un po’ di polvere che si era accumulata sui mobili nuovi, poi andai a casa a cambiarmi, volevo fare bella figura, non presentarmi con addosso i vestiti come se fossi in casa.

Visto il tempo misi gli stivali nuovi che mi ero appena comprata, con il mio miniabito nuovo in maglia stavano benissimo e anche il cinturone che misi in vita uguale, arrivarono in taxi poco prima delle 19 con 2 piccoli trolley, dovevano avere più o meno l’età dello zio, stesso abbigliamento casual ricercato, tutti e due con dei Rolex in acciaio al polso, del resto erano soci nella APP che lo zio aveva ceduto, simpatici tutti e due.

-          Ciao, io sono Alex

-          Ed io Franco, sei la ragazza di Giovanni?

-          Ciao, Serena, no, veramente sono sua nipote

-          Wow, scusaci ma a Berlino eravamo abituati alle modelle che frequentava  e pensavamo di averne trovata un’altra qui a Milano

-          Ahh no, non sono una modella

-          Beh, la qualità è la stessa, scusa, affermazione sessista

-          Niente, non importa, non sono una seguace del politically correct

-          Per fortuna, non se ne può più, a proposito, dove si può mangiare qualcosa qui vicino?

-          Veramente non lo so, per me vi conviene chiamare un delivery e farvi portare qualcosa a domicilio.

-          Bella idea, mangi con noi?

-          Mah si, perché no? Grazie

-          Grazie a te, però se avessimo saputo che Giovanni aveva una nipote così saremmo venuti prima a trovarlo

-          Vabbè, e come mai qui?

-          Stiamo studiando un’altra APP ed è necessario confrontarci con Giovanni, è lui il genio

-          Si lo so anch’io, ogni  tanto mi aiuta con la scuola

-          Vai ancora a scuola? Pensavamo  fossi più grande

-          Quarto scientifico e, comunque, ho 18 anni

-          Pensavamo università

-          No, ancora no, Va bene, allora cosa vogliamo mangiare?

-          Siamo appena tornati da Berlino, italiano per favore e anche una bella bottiglia di vino, tanto sei maggiorenne.

Caprese, lasagne ed una bella parmigiana di melanzane e un fiaschetto di Chianti Gallo nero, poi io ho fatto il caffè; gli ho fatto vedere la camera

-          Scusate ma c’è solo un letto e le uniche lenzuola erano quelle nere di seta, ho usato quelle vista la stagione, se no c’erano anche di lino ma sempre nere

-          Giovanni ha sempre avuto buon gusto, per il letto non importa, abbiamo gusti diversi ahahah

-          Meglio, nulla contro i gay ma anch’io ho gusti diversi

-          Allora abbiamo ancora qualche speranza

-          Alex è la nipote di Giovanni, ci sparerebbe se solo ci provassimo

-          Non credo, lo zio non è così violento

-          Capito  Alex, lo zio, non lo chiama neanche per nome, meglio farsi una doccia fredda

-          Peccato, appena l’ho vista ho pensato che eravamo stati fortunati

Il discorso aveva preso una piega che mi stava intrigando e non poco, allora intervenni

-          Ah ed il mio parere non conta?

-          Ops, il parere della donna conta sempre

-          Anzi “disse Alex” è l’unico che conta

-          Questo pareggia il commento sessista di prima

-          Sì ma il risultato è sempre sospeso

-          Vero, diciamo che la prima decisione è se fermarmi oppure no

-          Senza badare allo zio?

-          È in America ……..

-          Ecco, appunto, però semmai lo venisse a sapere ………..

-          Da chi?

-          Mi sembra di capire che la prima decisione sia presa

-          Potrebbe

-          E la seconda quale sarebbe?

-          Dopo il viaggio non avreste bisogno di una doccia?

-          Ne avremmo anche voglia, non solo bisogno, vero Alex?

-          Decisamente

-          Vi vado a prendere i teli da bagno, i bagni sono due li avete visti no?

-          Si, tutti e due

-          Ecco i teli, nei bagni c’è tutto l’occorrente

-          Ne abbiamo anche noi in valigia, ma la domanda è : ritroveremo questa splendida fanciulla bionda quando torneremo?

-          Beh, grazie per lo “splendida”, sicuramente non ne troverete una mora

-          Ti stai divertendo vero Serena?

-          Diciamo che la situazione si è fatta intrigante e mi piace

-          Così giovane e già così sicura di se, mi ricorda qualcuno che, però non è così bello

-          L’avremo nel DNA se ti riferisci a chi penso io

-          Già, proprio così, via bando alle ciance, andiamo a fare la doccia.

Vanno a prendere alcune cose nelle loro valigie e andarono in bagno, io ne approfittai, presi una pillola dal mio dispenser ed andai in camera, accesi solo le luci sui comodini ed un’altra sulla cassettiera, poi mi spogliai, quando ero andata a casa a cambiarmi mi ero anche lavata intimamente,  mi misi sotto le lenzuola ed il piumino, i miei capelli biodi e lunghi sparsi sul cuscino facevano un bell’effetto, mi coprii fino a sopra i capezzoli.

Quando uscirono dai bagni, dopo una ventina di minuti andarono in soggiorno dove avevo lasciato le luci accese e mi sentii chiamare

-          Serena? Serena?

-          Sono qui

Entrarono in camera con i teli da bagno intorno alla vita e rimasero fermi un momento a guardarmi

Prima di andare avanti…

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