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La casa di riposo
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Racconto13 min di lettura

La casa di riposo

per una vecchiaia felice

sandra
1 anno fa · 2k letture · 2

-          Cosa c’è ancora sig. Alfredo

-          Io e te dobbiamo scopare

-          Non capisco il “dobbiamo”

-          Ok, va bene, “devo” scoparti, “voglio” scoparti, forse sarai l’ultima bella figa della mia vita

-          Potrebbe trovare qualcuna uscendo da qui

-          Non vedo perché dovrei qui ho tutte le mie comodità e ci sei tu, i miei soldi serviranno pure a qualcosa

-          Certo, ma io…..

-          500 euro

-          Insomma io….

-          Un paio di volte al mese, 500 euro ogni volta

-          Sig. Alfredo….

-          Considerala come una buona azione, un favore fatto ad un uomo anziano

-          Non mi è sembrato molto anziano

-          Mi sento molto meglio da quando io e te…….. hai capito

-          Prendi la pillola no?

-          Si la prendo anche se  non ……..

-          Perfetto dai, ci vediamo più tardi adesso vai a finire il giro

-          Ma io non so se……

-          Si si dai, ci vediamo dopo

Nelle due ore successive ci pensai molto, e se si fosse sentito male mentre noi…….  Dalla sua cartella clinica non c’erano problemi cardiaci, solo il colesterolo un po’alto agli ultimi esami ma non molto e un po’ di dolori alle articolazioni, abbastanza normale mah, rimasi indecisa fino al momento di andare a controllarlo verso l’una. Era a letto senza vestiti, sul comodino 500 euro,

-          Dai spogliati e vieni qui

Sdraiandomi vicino a lui cominciò ad accarezzarmi, i miei capezzoli reagirono subito e me li succhiò, io gli accarezzai il pene che iniziò ad irrigidirsi e poi lo presi in bocca, dopo poco svettò verso l’alto e volle che fossi io a cavalcarlo, lo feci salendogli sopra lentamente, lui sospirò quando mi penetrò, era da tempo che non scopavo, da quando mi ero lasciata con il mio ragazzo, il suo cazzo riempì la mia figa, nonostante l’età era duro e cominciò a crescere il piacere mentre strisciava sulle pareti della mia vagina, dimenticai il fatto che era vecchio, a 61 anni in effetti non lo era poi così tanto e me lo dimostrò partecipando e non lasciandosi semplicemente cavalcare, inoltre con le mani mi stringeva le natiche aiutando il  mio movimento su di lui e sentii anche un suo dito cercare di infilarsi nel mio culetto, che da tempo non veniva penetrato, aumentando il mio  piacere, il suo orgasmo  precedette il mio di poco e rimase dentro di me finchè non si svuotò ed uscì naturalmente.

-          Ah ragazza mia, quanto tempo che non facevo una scopata così

-          Si ma ora è meglio che vada

-          Va bene dai buona notte cara.

Andai nei nostri spogliatoi e mi cambiai dopo aver fatto una doccia veloce, quasi, prima di uscire dalla sua stanza, stavo dimenticando i soldi sul comodino.

Nei tre mesi successivi lo facemmo ancora come aveva previsto lui, un paio di volte al mese, il suo vigore era sempre notevole, le posizioni cambiavano secondo i suoi desideri, i nostri amplessi non prevedano più solo palpeggi, pompini o penetrazioni, gli piaceva leccarmi la figa ed il buchino del culo ed infilarci uno o due dita ogni volta, a volte dovevo soffocare i miei orgasmi mordendo il cuscino per non farmi sentire al di fuori della stanza, aveva capito che mi piaceva e mi disse di comprare del lubrificante anale ma non mi mise mai, in quel periodo, il cazzo nel culetto, anche se, devo dire, l’avrei desiderato.

Purtroppo, un giorno, una delle mie nonne, ci lasciò all’ora di pranzo, si addormentò dolcemente; non era la prima volta che qualcuno degli ospiti, soprattutto i più anziani, ci lasciava ma eravamo tutti tristi per l’accaduto.

Anche la nostra Casa di riposo aveva una lista d’attesa, nonostante i costi, mi venne affidato un altro ospite, il sig. Gennaro, napoletano, simpatico e, per fortuna, senza grosse patologie, aveva fatto il fruttivendolo tutta la vita, in seguito seppi che non era proprio così, era stato un grossista di frutta e verdura e aveva avuto una Società di import export, attività che aveva lasciato ai figli che tutte le settimane venivano  a trovarlo e a passare qualche ora con lui, ogni tanto veniva anche una signora sui quarant’anni, una cugina, mi disse; anche lui, come il sig. Alfredo, aveva scelto di essere ricoverato oltre che per comodità ed i servizi che offrivamo, per una questione economica, a casa sua, tra affitto, spese e personale spendeva di più che da noi ed essendo un imprenditore sapeva fare bene i suoi conti, aveva solo un anno in più del sig. Alfredo.

Fecero amicizia abbastanza presto, giocavano a scacchi, a carte con gli altri ospiti e nella pista per le  bocce che avevamo  in  giardino, i figli gli portavano spesso della buona frutta fresca che lui divideva con gli altri ospiti.

Un paio di volte entrai in camera sua durante il riposino pomeridiano e lo trovai a letto con la cugina seduta al suo fianco sul bordo del letto a chiacchierare, tutto normalissimo.

Io e Alfredo, intanto, continuavamo  il nostro rapporto, anche Il sig. Gennaro, come gli altri mi faceva qualche complimento, spesso con doppi sensi e lui e gli altri si mettevano a ridere.

Una notte , durante una mia “visita” al sig. Alfredo, quando finimmo mi disse

-          Sonia, cosa ne diresti di guadagnare qualcosa di più?

-          Cosa avresti in mente ancora?

Ormai ci davamo del tu quando eravamo da soli,

-          Ancora non te lo posso dire sarà una sorpresa

-          Spero che non sia una sorpresa che mi metta nei guai

-          Nooo non lo farei mai.

Tutto procedeva normalmente, andai da lui una notte ed iniziammo  il nostro solito rapporto, sul comodino, invece dei soldi, una busta, mentre scopavamo, la porta del bagno si aprì, rimasi un attimo bloccata sentendo il rumore, ma subito mi accorsi che di fianco al letto era apparso in vestaglia il sig, Gennaro

-          Ma lei….. e tu

-          Tranquilla, ci divertiamo di più

Non riuscii a dire altro, mentre Alfredo mi scopava il sig. Gennaro mi spinse il suo uccello in bocca mettendomi una mano tra i capelli

-          Avevi ragione Alfredo, davvero una bella figa, meglio di quella che mi mandano i miei figli

Al momento non capii poi mi resi conto che parlava della “cugina”, quando Alfredo finì lui prese il suo posto penetrandomi da dietro mentre l’altro si faceva ripulire con la lingua il cazzo, anche il sig. Gennaro era bravo ed aveva un cazzo di tutto rispetto, mi ritrovai a godere anche di quella scopata inaspettata e poi, nella busta trovai 800 euro.

Lo vera sorpresa l’ebbi il mese dopo quando, ritrovandomeli ancora tutti e due rimanemmo a letto quasi 2 ore e mi presero contemporaneamente, il sig. Gennaro nel mio culetto e Alfredo in figa, mi fecero godere come una matta e dovetti davvero trattenermi per non urlare mentre orgasmavo, il sig. Gennaro aveva anche un fallo di gomma che, mentre loro si riprendevano, grazie anche alle mie mani ed alla mia bocca, faceva  da sostituto nel mio culetto, poi si scambiarono i ruoli, anche se molto più rapidamente della volta precedente ma con, lo stesso, un effetto piacevolissimo. Stavolta me ne andai con 1.000 euro nella busta.

Deo dire che, da allora, il lavoro alla casa di riposo è stato molto più piacevole, il mio stipendio era più che raddoppiato, oltre che i miei due ospiti frequentavo anche un ragazzo che avevo conosciuto in un locale e quindi anche la mia vita “sociale” era migliorata tantissimo, finchè durava……….

 

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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Commenti 2

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  1. peterpan

    sempre soggetti originali e ben scritti. Brava!

    1. sandra

      ci provo, grazie

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