Tra una cosa e l’altra ho recuperato più di 5000 euro ma adesso per ameno un mese la torre 11 non va toccata. Nella torre 3 all’ottavo piano c’è una coppia appena tornata dalla luna di miele lei ha una gran massa di capelli rossi lunghi e ricci, le foto che hanno messo su internet la fanno vedere in costume, merita sicuramente una mia visita, per di più la lista di nozze prevedeva solo lingottini d’oro, era scritto sempre su internet, il marito è un giovane avvocato penalista, dal suo studio dicono che sarà assente un paio di giorni per una causa a Napoli, al mattino ho pulito le vetrate, lei era vestita ma stava mettendo in una scatola di legno in soggiorno, sopra il camino dei lingottini d’oro contandoli, ho calcolato circa 4 lg.
È facile manomettere le maniglie delle finestrelle dei bagni, di giorno poi le tengono spesso aperte.
Probabilmente il fatto che il marito sia lontano non l’aiuta a dormire, è nel salone su un tappetino che fa ginnastica con un body molto carino, la guardo da fuori per un po’, alle due di notte finisce e vedo che va nel bagno principale, non quello dal quale entrerò, non aspetto e approfitto per sgattaiolare dentro casa, dalla porta chiusa del bagno sento il rumore dell’acqua, starà facendo la doccia, mi nascondo dietro una parete vicino alla sala, quando esce dal bagno con un corto accappatoio addosso va a versarsi un dito di cognac da un carrello nel salone, poi si siede sul divano, le arrivo da dietro passandole un braccio intorno al collo e mostrandole il coltello, non fa un fiato ma lascia cadere il bicchiere.
- Adesso se non fai storie non ti faccio male, se hai capito fammi un cenno con la testa
Lei dice di si, con il coltello scendo verso la scollatura dell’accappatoio, da dietro ed arrivo alla cintura sciogliendola e poi ne allargo i lembi, una leggera peluria rossiccia sulla sua figa un seno pieno con delle efelidi e dei bei capezzoli rosa, la punta del mio coltello ne disegna il contorno, la sento trattenere il fiato
- Sai cosa farò vero?
Lei fa ancora cenno di sì
- Io ti scoperò fino a farti male ma se non farai storie non ti ucciderò, hai capito?
Altro cenno di assenso
- E non farai storie?
Stavolta scosse la testa
- Porta le braccia in alto e unisci le mani
Quando lo fece ci passai intorno la fascetta e la strinsi, poi tirandola per le braccia la feci alzare portandola da me dietro al divano, col coltello tagliai l’accappatoio e lo lasciai a terra, aveva anche un bel culo alto, forse sarei partito proprio da quello, la spinsi contro la spalliera del divano facendola piegare un po’ in avanti e mi sfilai la tuta , le scarpe e i boxer, le feci sentire il mio cazzo nel solco tra le natiche mentre con l’altra mano la tenevo piegata in avanti per il collo, le infilai u dito nel buchino dello sfintere, con forza sentendo un suo leggero “aha” istintivamente allargò un po’ le gambe, la spinsi a piegarsi ancora un po’ di più, i suoi piedi toccavano a malapena il pavimento poi tolsi il dito e lo sostituii con la mia cappella, faticai un po’ a farla entrare e lei soffiava respirando forte
- Il tuo maritino non te l’ha mai messo nel culo?
Ancora scosse la testa
- All’inizio fa un po’ male ma poi vedrai ti piacerà un sacco
Non spinsi lentamente ma a scatti la sentivo agitarsi e muoversi cercando forse di agevolarne l’ingresso per sentire meno male poi comincia a scoparla forte ed iniziò a mugolare anche lei come le altre, la tenevo per i fianchi e vedevo le sue tette andare avanti e indietro mentre la scopavo, per un paio di volte i suoi mugolii cambiarono mentre veniva, alla fine però urlò il suo orgasmo senza trattenersi ed io feci lo stesso riempendole l’intestino con la mia sborra, poi la tirai indietro facendola sedere per terra con la schiena appoggiata al divano e la obbligai a prendermelo in bocca anche se era sporco oltre che del mio sperma anche un po’ della sua merda, probabilmente quando era andata in bagno prima si era anche scaricata perché era appena accennata, comunque leccava e succhiava come una professionista, poi la tirai in piedi di fronte a ne e passai la lama affilatissima del mio coltello sulla peluria rossiccia della sua figa, qualcuno dei peli venne reciso mentre lei tratteneva il fiato, poi lasciandola appoggiata con il sedere al divano la penetrai di colpo spingendo i mei colpi con forza, ad ogni affondo i suoi piedi si staccano da terra e lei d’istinto mi passò le sue braccia legate sopra la testa sopra il mio collo fino a che anche le sue gambe si incrociarono sulla mia schiena, quando venimmo tutti e due lei non sciolse il nostro abbraccio, anzi mi sembrò facesse più forza per aumentare la pressione tra noi
- Voi bianche siete incredibili, quando provate un cazzo nero non lo mollate più
Lei non rispose ma il suo sorriso fu eloquente, per il testo della notte ci trasferimmo nella sua camera da letto, mi disse che suo marito non la scopava così e poi non era dotato come me, me ne andai prima dell’alba lasciandola dormire anche se ancora con le mani legate, non avrebbe avuto problemi a tagliare la fascetta, e avevo quasi ragione sull’oro, 3 kg e 800 grammi.
Passai due anni facendo lo stesso lavoro, avevo poi un regolare permesso di soggiorno dovuto anche all’attività totalmente legittima che avevo messo in piedi, una piccola palestra per difesa personale dedicata alle donne, facevamo anche boxe e avevo assunto anche un paio di aiuti arrivati dal mio stesso paese e, ogni tanto, la sera, chiudevamo la palestra e allieve ed istruttori si divertivano insieme ma i nostri incontri non erano propriamente di lotta.
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34 anni single per scelta
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sempre brava