La domenica successiva diciamo a mamma e zia che approfittiamo del caldo per fare il bagno nel torrente, poi fare un pic nic nel bosco e infine raccogliere la legna, così andammo via prima, i tre ragazzi/uomini erano già nel bosco, facemmo il bagno tutti insieme, poi seduti sugli asciugamani completamente nudi abbiamo mangiato e poi con i ragazzi abbiamo cominciato a giocare con i nostri corpi, stavolta ci hanno scambiato rispetto alla volta precedente, il mio cominciò ad usare le dita e la lingua sulla mia fighetta che, ancora, dimostrava la sua freschezza, quasi ancora vergine, mentre io mi attacco al suo uccello con le labbra e la lingua, lo vedo crescere e diventare duro accarezzandolo con la mano, quando svetta verso l’alto pronto mi prende per la vita e mi porta sopra di lui calandomi lentamente sul suo scettro, lo sentivo dentro di me fino in fondo, un leggero dolore quando la sua punta mi sfiorò l’utero ma poi il piacere, mentre mi faceva andare su e giù superò quel leggero dolore.
Le me cuginette sembravano delle gatte in calore ma anche i miei gemiti si unirono al coro, fu un pomeriggio intenso, ci scoparono a turno scambiandoci ancora, anche i nostri culetti vengono interessati dalle loro dita che ci si infilano andando dentro e fuori, ci fanno venire, almeno a me ma poi la sera anche le mie cuginette me l’hanno confermato la voglia di provare ad essere scopate anche nel culetto.
Alla fine dobbiamo ancora bagnarci nel torrente per lavarci, poi ci lasciamo mentre raccogliamo velocemente la legna per terra per tornare a casa però già col pensiero alla prossima domenica.
Mamma e zia devono aver notato qualcosa perché ci chiedono come mai siamo così tranquille e rispondiamo che siamo solo stanche, ma la notte non possiamo fare a meno di masturbarci insieme anzi iniziando anche a toccarci e baciarci a vicenda cosa che non avevamo mai fatto prima, limonare con le mie cuginette toccandoci a vicenda ci eccitò ancora di più.
Tutte e tre prendemmo la decisione di farci sverginare dai ragazzi anche il culetto, se già ci era piaciuto solo con un dito, figuriamoci con il cazzo dei tre ragazzi.
La domenica successiva li sorprendemmo dicendogli quello che volevamo, la cosa sembrò eccitarli molto e, dopo averci scopato ci fecero usare la bocca sui loro uccelli, poi si misero dietro di noi con le nostra borracce spargendoci l’acqua sui nostri buchini ed usando poi la lingua, poi sempre un dito e poi lentamente ma inesorabilmente iniziarono a spingere i loro cazzi dentro i nostri buchini che si adattavano, centimetro dopo centimetro ai nuovi ospiti. I nostri mugolii mentre i nostri culetti venivano scopati per la pria volta si mischiavano ai nostri urletti di dolore, la sensazione era incredibile, godevo come una matta sentendo anche un po’ di dolore che sembrava amplificare il mio piacere e lo stesso doveva succedere per le mie cuginette da quello che vedevo, ci dimenavamo come anguille con i loro cazzi dentro i nostri culetti, riprendemmo fiato dopo essere state riempite del loro sperma ma i ragazzi non ci lasciano tregua e continuano a toccarci e a farci usare mani e bocche sui loro attrezzi, volevano scoparci ancora sempre nei nostri culetti scambiandoci, ci misero tutte e tre con i sederini per aria una a fianco all’altra e poi cominciarono a entrare ed uscire dai nostri culetti cambiando sederino ogni volta, loro si divertivano e noi godevamo di quel trattamento, quando se ne andarono dovemmo tenere a bagno nel torrente i nostri sederini per almeno mezz’ora, l’acqua fredda ci fece bene ma mentre tornavamo a casa ne ridevamo parlandone.
La domenica successiva guardavamo la pioggia cadere mentre immusonite guardavamo fuori dalla finestra, una occasione persa, uffa!!
La domenica successiva ci muovemmo subito dopo la messa, avevamo preparato dei panini con il formaggio che preparava un pastore della zona e preso tre bottiglie di coca che mettemmo a bagno nel torrente appena arrivate nel bosco, poi ci spogliammo e cominciammo a giocare nell’acqua, io mi ero portata le pillole che mi aveva dato il consultorio e che avevo cominciato a prendere dopo la prima volta con i ragazzi, nella mia ignoranza le facevo prendere anche alle mie cuginette, nei mesi successivi, poi ognuna di noi ebbe le proprie.
Mentre sguazzavamo nella pozza del torrente arrivarono i ragazzi anche loro nudi correndo dentro al torrente ma non erano soli, c’erano anche i loro amici che fecero la stessa cosa, un pensiero stupido mi attraversò la mente , i panini no sarebbero bastati per tutti, poi mi resi conto mentre ci spruzzavano l’acqua addosso cominciando a toccarci dappertutto, venimmo prese in braccio e portate sulla riva dove tre di loro ci posarono per terra e poi ci infilarono i loro uccelli in bocca tenendoci per i capelli standoci sopra a gambe larghe per permettere a d altri loro tre amici di allargarci le gambe ed infilarsi nelle nostre fighette bagnate, ognuna di noi aveva un uomo in ginocchio davanti alla faccia con il suo cazzo in bocca mentre un altro la scopava cedendo il proprio posto, dopo una decina di minuti al compagno che si stava facendo fare un bocchino, chissà da quanto tempo non scopavano, prima o poi ritrovammo i nostri tre ragazzi soliti che non fecero alcun complimento facendo la stessa cosa dei loro amici, anche i nostri culetti ricevettero le loro attenzioni ma il massimo fu quando tutte e tre venimmo scopate contemporaneamente davanti e dietro da coppie di neri infoiati che ci fecero ballare sui loro cazzi facendoci godere come matte, fu così per tutte e tre più volte e ci ritrovammo anche in ginocchio ad abbeverarci ai loro cazzi che schizzavano crema verso le nostre bocche, ci furono momenti di sosta dove i nostri corpi diventavano i loro cuscini i nostri seni il loro trastullo, le nostre fighette il loro dolce dal quale succhiare e leccare il nettare che producevamo, dopo il primo periodo di ordinaria follia sessuale sdraiati sull’erba scopavamo con calma prima con uno e poi con l’altro, nella figa o nel culetto indifferentemente, ci lavammo mentre ci lasciavano per tornare in Paese stanche, un po’ doloranti ma sazie, era quasi buio quando tornammo a casa con la legna che, a dire la verità, nascondemmo nel fienile perché era poca.
Dopo mangiato andammo subito a letto. Nei mesi successivi, vista anche la stagione, trovammo un paio di posti al coperto dove vederci, eravamo diventate le loro puttanelle, in Paese i ragazzi non creavano problemi e, presto la gente non fece più caso a loro, la domenica facevamo festa tutti insieme e nel resto della settimana noi tre facevamo il nostro lavoro come la solito, i ragazzi se ne andarono dopo un anno ma vennero sostituiti da altri 8 che impararono presto la strada, per sicurezza avevamo anche cominciato ad usare i preservativi che poi sotterravamo, nessuna di noi tre rimase incinta, solo un po’ costipata qualche volta per la quantità di cazzi che aveva preso.
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34 anni single per scelta
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