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insaziabili
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Racconto21 min di lettura

insaziabili

il turbamento di un adulto di fronte agli atteggiamenti di una sedicenne

sandra
1 anno fa · 917 letture · 2

-          Dopo questo devo fare una doccia poi è meglio che mi riporti a casa

Avevo esagerato, come uno stronzo, era solo una ragazzina, come avevo potuto?

Per tutto il viaggio non disse una parola, con la sua cuffietta in testa seduta un po’ di traverso sul sedile e appena arrivati scese e si infilò in casa sua.

La rividi solo dopo qualche giorno, mi suonò lei al campanello

-          Stai bene? Mi dispiace se ti ho fatto male

-          No no sto benissimo e non è successo niente, solo la rottura di qualche capillare, è quasi passato e poi mi è piaciuto tanto

-          Quando siamo tornati non mi sembravi contenta

-          Solo perché dovevo rientrare per forza, avrei voluto passare tutta la notte lì con te

-          Beh non so come si potrebbe fare

-          Io forse si ma non so se ce la farai

-          Cos’hai in mente?

-          Non  te lo dico ancora, adesso vado, ciaoooooo

Dopo qualche giorno torna a suonarmi,

-          senti io e la mia amica Gaia andiamo ad un gita di tre giorni a Gardaland e sul lago di Garda, partiamo venerdì pomeriggio e torniamo la domenica pomeriggio

-          bene, e quindi?

-          E quindi non è vero, veniamo in campeggio con te, la gita c’è veramente ma noi non ci siamo iscritte, però si parte dalla Parrocchia ed i genitori di Gaia ci lasciano lì, quindi devi passare da lì a prenderci

-          Anche la tua amica?

-          Certo, per forza, vedrai che ti piacerà ma non farmi fare brutta figura le ho detto che sei bravissimo

-          In che senso?

-          Lo sai scemo, ti mando un sms con l’orario e l’indirizzo

Un intero week end con due ragazzine assatanate, non ce la potevo fare, la cosa mi eccitava, solo al pensiero ma non era possibile senza un aiuto e poi, chissà la sua amica com’era.

Comunque ormai era tutto organizzato da loro per cui andai all’appuntamento fuori dalla parrocchia, quando il pullman partì io avevo a bordo Maja e la sua amica Gaia, diversa da lei, ricciolina, capelli neri minuta, un seno più piccolo come, forse, sarebbe stato giusto per una sedicenne, forse una seconda misura, ma un culetto a mandolino avvolto in una paio di shorts di jeans pure strappati. Le portai a cena prima di arrivare al camping e, memore dei gusti di Maja avevo comprato un paio di bottiglie di vodka che misi subito nel frigo della roulotte, dopo che ebbero sistemato la loro roba andarono nella zona del letto e Maja mi disse che mi avrebbe chiamato, avevano già attaccato la bottiglia di vodka che era rimasta in frigo dall’ultima volta che c’ero stato con Maja, quando le raggiunsi erano in ginocchio una contro l’altra sul materasso e stavano limonando, completamente nude, la pelle chiara di Maja contro quella leggermente ambrata di Gaia i seni schiacciati gli uni contro gli altri , uno spettacolo estremamente stimolante le raggiunsi con il cazzo già eccitato e quasi pronto ma mi spinsero a sdraiarmi sul letto e poi Gaia mi si mise sopra la faccia per farsela leccare intanto però sentivo due lingue diverse che si contendevano il mio uccello, questa volta i preservativi erano sul mio comodino e mentre leccavo, direi con passione, la fighetta glabra di Gaia sentii che uno veniva infilato sul mio cazzo e poi, subito dopo Maja ci si calò sopra  cavalcandolo, loro penso continuassero a limonare mentre io leccavo Gaia e scopavo Maja, Gaia mi venne in faccia io, intanto le allargavo le natiche per leccarle anche il buchino del culetto dove cominciai ad infilare un dito e a farcelo roteare dentro cercando di allargarlo.

Il mio ventre era bagnato dagli orgasmi di Maja, il mento ed il petto dall’orgasmo di Gaia, Maja aveva gettato il preservativo pieno del mio sperma e, tutte e due avevano ricominciato a leccarmi il cazzo, questa volta erano sdraiate al  mio fianco a pancia sotto con le gambe al posto della mia testa  e le mie dita potevano, così, liberamente, infilarsi nei loro culetti e, ogni tanto le mie mani schiaffeggiargli le natiche sode, poi, appena pronto, toccò a Gaia, Maja sotto di lei mentre io puntavo il mio pene al culetto di Gaia , le sue gambe tremavano mentre la penetravo, era stretta, dopo mi confessarono che per lei era solo la seconda volta nel culo, per me fu un’esperienza, mi faceva male il cazzo mentre la scopavo da dietro, lei lanciava degli urletti che Maja smorzava con la sua bocca, le mani delle ragazze erano sulle loro fighette mentre inculavo Gaia, in effetti i loro orgasmi non si contavano, il mio si perse dentro il culetto quasi vergine dell’amica di Maja. Tutta la notte di venerdì bevemmo vodka, scopammo con tutto quello che il programma prevedeva, dormivamo anche e poi, appena svegli si ricominciava con i nostri corpi imbrattati dai nostri umori fino al mattino, poi lasciai dormire le ragazze ed andai a fare una doccia nel gruppo dei servizi del camping ed al ritorno preparai la colazione per tutti, direi che la prima notte l’avevo superata con mia soddisfazione e, speravo, con soddisfazione delle ragazze.

Dopo colazione si misero in costume ed andarono a prendere il sole sulla spiaggetta del campeggio, io detti una pulita in roulotte cambiando anche le lenzuola del letto , la sera dopo una pizza le portai in una discoteca di Paratico dove si scatenarono mentre io, che ero amico del proprietario assaggiavo dell’ottimo Satin di Franciacorta, poi le persi di vista per un po’ e, tanto bastò perché cominciassi a preoccuparmi, le cercai per tutto il locale senza riuscire a trovarle, i loro cellulari erano spenti, intorno al locale girai a piedi ed in macchina senza risultato, tornai al camping ma anche lì nulla, ero fuori dalla roulotte con il telefono vicino seduto su una sdraio che , finalmente arrivarono, erano quasi le quattro, scesero da un vecchio pulmino dove oltre loro c’erano altri 4 ragazzi di colore, le salutarono baciandole e se ne andarono, le ripresi per il loro comportamento ma dissero semplicemente che erano state ad una festa e che la discoteca era noiosa e volevano andare a letto, sentii che facevano la doccia e dopo, salii anch’io in roulotte, pensavo avessero già fatto abbstanza per la serata ma mi chiamarono

-          Allora , non vieni a letto?

Insaziabili, non ci alzammo fino alle 10 del mattino di domenica dove io praticamente a pezzi e loro fresche come rose, le portai a pranzo a Sulzano, sul lago e al pomeriggio dopo un riposino vollero un ultimo exploit del sottoscritto prima che le riaccompagnassi a Milano davanti alla parrocchia dove dopo poco arrivò il pullman e Gaia telefonò ai suoi dicendo che era arrivata e vennero a prendere lei e Maja, io aspettai in un angolo fino a che se ne andarono, una cosa era certa, un altro esperimento del genere non ero in grado di reggerlo e, anche se le due ragazzine mi attizzavano non era il caso di esagerare, non ero alla loro altezza, vero che, comunque, noi maschietti non siamo mai all’altezza delle donne, e non solo nel sesso, però ci piacerebbe crederlo.

 

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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