Rimasi come un fesso sul divano per almeno mezz’ora, con il cazzo che si era ammosciato fuori dai pantaloni, una ragazzina di nemmeno 16 anni mi aveva fatto un pompino incredibile sul mio divano, mi alzai e chiusi la porta a chiave, poi andai in bagno e poi alla finestra dello studio come per cercarla, ma ancora diluviava, fuori era buio, solo i lampi illuminavano la sera che avanzava.
Vidi la festa per il suo sedicesimo compleanno dalla finestra, una dozzina di teenagers che facevano casino ballando, limonando e bevendo coca cola in giardino con buona pace dei genitori che avevano, per l’occasione, lasciato libero il campo, i vestiti delle ragazze lasciarono presto il posto ai costumi da bagno, Maja spiccava tra le altre, per altezza e bellezza, per il resto si comportavano tutte come puttanelle in calore che però limitarono i rapporti con i ragazzetti presenti a delle gran seghe e qualche pompino prima che i genitori di Maja rientrassero. Quando io avevo la loro età il massimo era sperare di limonare altro che seghe e pompini.
Qualche giorno dopo, faceva molto caldo. Maja in giardino, sul lettino con una minigonna ed il reggiseno di un costume, aveva spostato il lettino in modo che io potessi vedere meglio, lo aveva fatto apposta, non aveva slip e quello che aveva in mano mi sembrava un cetriolo con sopra un preservativo e si stava masturbando con quello, stando al come lo muoveva , non doveva essere più vergine, la mia mano corse al mio cazzo ed il mio piacere esplose quando infilò il cetriolo nel suo culetto lasciandolo lì e ne prese un altro per scoparsi nella fighetta, se avessi avuto ancora la telecamera istallata avrei rivisto il tutto centinaia di volte e, soprattutto, l’espressione del suo volto mentre godeva.
Facevo fatica a concentrarmi sul lavoro, non riuscivo a scacciare dalla mia testa le immagini che avevo visto, un uomo adulto preso come un ragazzino infoiato da una ragazzina libidinosa e provocante, non mi riconoscevo, forse ero stato solo per troppo tempo.
Maja, dal giardino continuava a provocarmi, una volta dopo essersi masturbata mi fece anche un cenno di saluto, bisognava chiudessi questa storia, non era possibile andare avanti così.
Un pomeriggio non ce la feci più, aprii la finestra e la chiamai
- Maja, vorrei parlarti, ti va di venire da me?
- Adesso?
- Si, se ti va
- Finisco una cosa e arrivo
- Va bene, ok.
Quando arriva si è cambiata, ha un gonnellino a pieghe bianco molto corto ed un top dello stesso colore
- Ciaooo cosa vuoi?
- Beh io……vuoi bere qualcosa?
- No grazie, devo fare i compiti
- Ecco allora io…….
- Io so cosa vuoi
Mi prese una mano e se la portò sotto la gonnellina dove non portava mutandine, la lasciò lì e mi si appiccicò addosso toccandomi, a sua volta il cazzo oltre la stoffa dei pantaloni
- Ma oggi non si può, devo fare i compiti
E scappò via come l’altra volta, lei si stava divertendo con me, io non mi divertivo affatto però.
Sono al supermercato, fatta la spesa salgo sul mio pick up e
- Ciao hai fatto la spesa?
Lei dietro di me in bicicletta
- Ciao Maja, si appena finito
- E hai comprato anche da bere?
- Beh si, coca e acqua
- La vodka no?
- Ce l’ho già in casa
- Ah bene
- Vuoi un passaggio?
- Sono in bici
- La possiamo mettere dietro
- Devo prima prendere una cosa in farmacia
- Ok, ti aspetto
Quel pomeriggio niente miniabiti, aveva un paio di jeans strappati ed una t-shirt corta tenuta però sollevata davanti dal seno di cui si vedeva la curva inferiore, sapeva di essere sexy e di provocare gli uomini che la guardavano, i capelli biondissimi acconciati con un’unica grossa treccia e gli occhi blu oceano facevano il resto, sculettando tornò dalla farmacia mentre io avevo già caricato la bici e si infilò in cabina al posto del passeggero.
- Perché hai il gancio traino dietro?
- Per la roulotte
- Non l’ho mai vista
- È in campeggio sul lago
- Quale lago?
- Iseo
- Mai stata, mi ci porti?
- Adesso?
- Si adesso tanto cos’hai da fare?
- Mettere a posto la spesa
- Ok metti a posto la spesa, io lascio la bici e andiamo
In effetti era sabato mattina non avevo niente da fare
- Devi dirlo ai tuoi
- Lavorano anche oggi, tornano stasera
- Ok allora
Quando eravamo pronti a partire per il lago
- Ce l’hi la vodka sulla roulotte?
- No ce l’ho qui, in frigo
- Allora prendila no?
- Ti piace la vodka ?
- Si, ogni tanto la bevo
- Non è troppo forte per te?
- Ne bevo poca
Presa la vodka partiamo, lei con le cuffiette in testa ed i piedi sul mio cruscotto, niente traffico fuori dall’autostrada, arriviamo abbastanza presto, le piace il camping, la mia roulotte molto.
Dopo aver guardato dappertutto nella roulotte penso voglia fare due passi fino al lago ma non gliene frega niente, prende due bicchieri e la bottiglia dalla borsa frigo e versa due dosi abbondanti di vodka, io appena mi bagno le labbra, le la tracanna d’un fiato e poi tossisce
- Hey, stai bene?
- Si si benissimo
Se ne versa ancora un po’ e poi
- Beh non siamo qui per bere no?
- E per fare cosa?
- Per scopare, non hai voglia di scoparmi?
- Beh io, insomma……
- Uffa dai, qui nessuno ci può disturbare, giù a casa non si sa mai
Si toglie i pantaloni e gli slip oltre la t shirt, completamente nuda si mette sul letto
- Non vieni?
La raggiungo in un attimo, non penso al fatto che ha solo 16 anni, penso solo che è bellissima, da quando l’ho vista ho desiderato farlo, le metto la testa tra le gambe e uso la lingua su quella fighetta profumata, le allargo le grandi labbra con le dita e raggiungo la sua clitoride con la lingua, la sento gemere, le piace non mi fermo, ho già il cazzo che mi fa male mentre lecco i suoi umori, impossibile resistere, non ho preservativi però me ne frego, punto la cappella alla sua fighetta bagnata e la penetro d’un colpo, la sento accusare la forza della penetrazione e comincio a muovermi dentro quella giovane, lei non trattiene un primo orgasmo, io ci riesco anche se è difficile fino ad un certo punto dove anche lei orgasma di nuovo ed io le vengo sulla pancia, mi abbraccia respirando forte e poggiando la sua testa sul mio petto.
- Wow sei bravo
- Merito tuo
- Ahahaah già si
- Senti, hai fame?
- Un po’
- Pizza?
- Ok con le patatine
- Adesso la ordino, ce la portano qui direttamente
- Quanto ci vuole?
- Una mezzoretta di solito
- Posso fare una doccia allora?
- Certo fai pure
Mangiamo la pizza rimanendo completamente nudi giocandoci sopra, beviamo coca e vodka poi torniamo a letto lei mi fa un pompino bevendo contemporaneamente della vodka da un bicchiere, io non posso fare altro che puntare al suo culetto , le natiche sode e strette, devo averlo, merita che le faccia male con quello che mi ha fatto passare, la scoperò nel culo con forza, mentre aveva il mio cazzo in bocca con le dita preparava il suo sfintere, aveva capito che lo volevo, quel buchino stretto ed invitante mi accolse con meno resistenza del previsto però cominciai a martellarci dentro come se non ci fosse un domani, non mi accorsi neanche del fatto che le continuava a lamentarsi ma ad orgasmare e che sul mio cazzo c’era qualche leggera traccia di rosa, le inondai le viscere con il mio sperma lasciandola bocconi sul letto a respirare forte con i suoi orgasmi e la mia sborra che le colavano sulle cosce, quando riprese fiato non sorrideva
