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Racconto20 min di lettura

agorafobia

come si evolve la convivenza con una fobia

sandra
1 anno fa · 560 letture · 0

-          Non importa, niente di che, allora che faccio con te?

-          Beh continua a non farmi male

-          Ok senti ti allento un po’ la corda così piano piano riuscirai a liberarti e ce ne andiamo

-          Non chiamerò nessuno lo prometto

-          Se è così farò un pacchetto del tuo telefono e te lo spedirò, ho tutti i tuoi dati dalla tua carta d’identità che ti restituirò insieme al telefono

-          Perché invece di spedirmelo non me lo riporti tu?

-          Sei seria?

-          Beh conosci il mio problema…….

-          Io ed il primo che ti ha…..

-          Scopato

-          Si già, siamo come fratelli

-          Porta anche lui

-          Ci penserò

Dopo averle allentato i nodi, da dove siamo entrati siamo usciti, dalla porta principale non era consigliabile, qualche telecamera ci avrebbe potuto inquadrare.

Nei giorni seguenti, dopo esserci liberati della refurtiva ed aver monetizzato io e Ahmed simo rimasti intorno al palazzo per qualche giorno, abbiamo visto la polizia entrare, ma mai Valentina uscire, mi aveva detto la verità, poi con il solito ostro sistema abbiamo sentito parlare i proprietari degli appartamenti svaligiati si parlava sempre e solo dei loro due nessun accenno al quarto piano. Mandai un mazzo di rose a Valentina con un pacchetto con il suo cellulare e la carta d’identità.

Erano passati due mesi, il mio socio era tornato in Albania, mi sentivo più tranquillo senza di lui era pericoloso, violento ed inaffidabile, mando a Valentina un altro mazzo di fiori e sul biglietto il mio numero di telefono, forse un azzardo.

Ahmed è un po’ sospettoso quando lei mi telefona dicendomi di andare a cena , ma io sono convinto che non ci ha tradito, ci presentiamo con altri fiori, ha degli occhi verdi che ti lasciano senza fiato, ha messo un vestitino corto a vita bassa, e dei sandalini con tacco non troppo alto, penso sia un 8, però le slanciano la caviglia quanto basta per mettere in evidenza le splendide gambe, mi aveva chiesto al telefono e le avevo spiegato della religione di Ahmed, mangiammo un ottima pasta al forno con ragù di manzo e del pollo al forno con patate  ed un dessert bianco mangiare al limone, brava anche in cucina, bevemmo acqua e bibite varie per rispetto ad Ahmed, un buon caffè alla fine.

Era una ragazza acculturata e la cena fu piacevole, noi non eravamo, sicuramente, alla sua altezza, all’inizio ammetto, ci fu un po’ di imbarazzo nonchè di timore, Ahmed continuava a guardare verso la porta pensando che da un momento all’altro sarebbe entrata la polizia ma non successe, quando, ormai a nostro agio le chiesi dove fosse Brad mi rispose che era nella camera degli ospiti ridendo, anche la sua risata argentina era stupenda, dopo cena e tante chiacchere disse che aveva fatto qualche cambiamento, avevo già notato il colore diverso alle pareti e ci portò in giro a vederli, il bagno rifatto, col suo problema doveva essere stato un guaio per lei ma disse che aveva usato quello di servizio, adesso c’era una doccia molto grande dove, invece del piatto c’era una vasca per idromassaggio da 4 persone, doppio lavabo e separati da un muro a tutta altezza i servizi igienici, e in camera da letto aveva sostituito quello vecchio in ottone con un altro king size da 2,2 metri per 2,2, bellissimo e quasi a livello pavimento, mentre eravamo lì, ormai quasi a mezzanotte, spense la luce entrale ed accese delle applique a forma di candela , la luce tremolava anche come quelle vere, poi lasciò scivolare il vestito a terra e sdraiandosi sul letto

-          Non vi va di provarlo?

Non ce lo facemmo ripetere due volte e tolti i vestiti le fummo subito di fianco lei si lasciava accarezzare e baciare e intanto con le mani tastava le nostre virilità che, a dirla tutta non ci misero molto a svegliarsi, la sua lingua passava dalla bocca di Ahmed alla mia e viceversa, le mani di noi due si scontravano sul suo corpo, le sue, ormai, si erano appropriate dei nostri uccelli impugnandoli

 Fino a quando mi sussurrò di prendere il flacone sul comodino, compresi subito, lei mi diede la schiena io le passai il lubrificante sial sul suo buchino che tra le grandi labbra , da dietro, poi me lo misi sul cazzo e spinsi il mio arnese dentro di lei che già gemeva tenendo una gamba sollevata, quando fui tutto dentro di lei Ahmed fece lo stesso con la sua figa, non ebbe bisogno di altro lubrificante, le gambe di tutti e tre erano intrecciate, le mani di Valentina stringevano il tronco possente di Ahmed e lo stesso faceva lui stringendole le natiche, le mie sui suoi seni splendidi, noi due respiravamo forte per lo sforzo, lei gemeva e si contorceva tra di noi, incredibilmente, prima del nostro orgasmo finale lei venne un'altra volta, poi le inondammo culo e vagina, devo dire senza tanti riguardi.

La notte continuò con ribaltamenti di fronte, scopate ed inculate singole, pompini ecc. lei sembrava non averne mai abbastanza, noi infoiati come non mai cercavamo di soddisfarla al meglio, dopo alcune ore ci addormentammo abbracciati. All’alba ci svegliammo e facemmo una doccia e subito dopo un bagno tutti e tre insieme, ridendo e scherzando con la schiuma continuando a baciarci, poi, ancora completamente nudi la seguimmo in cucina per la colazione, poi fu il momento dei saluti, noi le avevamo raccontato dove stavamo, in una pensioncina di Lambrate e lei se ne venne fuori con

-          Venite a stare qui

-          Non credo  sia una buona idea, noi, lo sai, abbiamo una vita un po’…..particolare, non è il caso di coinvolgerti

-          A me non interessa quello che fate fuori di qui, sempre che non facciate male a qualcuno

-          No quello lo abbiamo sempre evitato, solo con te, se non ti avessimo visto dalla finestra non l’avremmo fatto e poi ci ha spinto l’altro socio che, ormai non è più con noi

-          Allora è deciso, recuperate la vostra roba io vi aspetto qui – e ridendo – non vado da nessuna parte

Quando arrivammo lei ci aveva già fatto spazio nella cabina armadio ed iniziammo la nostra convivenza.

 

 

Ormai è passata la primavera, scendo a vedere il lavoro da Valentina come le avevo promesso, so che sono venuti anche degli operai a rifare un bagno, ho la scusa per rivederla, devo proprio decidermi ad invitarla a cena, suono il campanello, mi apre un uomo, penso di poco più giovane di me

-          Sì, desidera?

-          Ah mi scusi cercavo Valentina, sono Fabrizio abito di sopra

-          Ah certo, sono Abel, il suo fidanzato, gliela chiamo

-          Fabrizio buongiorno, come sta?

-          Bene bene, ero passato a vedere se andava tutto bene, so che ha fatto dei lavori, e poi ha sentito dei furti di qualche mese fa?

-          Si certo, terribile, io tutto bene poi adesso il mio fidanzato si è trasferito da me

Dietro di lei un uomo di colore attraversa il corridoio, resto un attimo interdetto

-          Ah un suo amico che ospitiamo nella camera degli ospiti

-          Ah ecco, beh sono contento vada tutto bene, ricordi se ha bisogno io sono di sopra, basta suonare il campanello

-          Grazie Fabrizio, buona giornata

 

Me ne vado scornato, ho perso l’occasione, sono proprio sfigato.

 

Sempre carino e gentile Fabrizio, lo dico ad Abel ed Ahmed che sono in salotto

-          Si, sembra simpatico

Ed io sedendomi tra i due

-          Si ma io ho già tutto quello che mi serve, al massimo c’è sempre Brad……….

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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