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Racconto20 min di lettura

agorafobia

come si evolve la convivenza con una fobia

sandra
1 anno fa · 560 letture · 0

 

 

 

Parcheggiamo regolarmente il furgone, abbiamo applicato due targhe magnetiche sulle fiancate, siamo idraulici, altre due targhe magnetiche su quelle originali davanti e dietro, siamo in tuta, abbiamo tutti e tre i guanti, sono quasi le due di notte, il bianco delle nostre facce annerito con il nero fumo tranne per Ahmed, lui è già nero di suo, prendiamo lo zainetto con  i ferri  e ci arrampichiamo sul ponteggio dopo aver spento il faretto che lo illumina, la facciata del palazzo è al buio, mentre saliamo sbirciamo dalle finestre, la gente dorme, una luce fioca e a tratti tremolante illumina una finestra al quarto piano, una ragazza si sta alzando dal letto, è completamente nuda, accende una luce sul comodino e spegne le candele, il suo compagno è immobile sdraiato a letto, cammina uscendo dalla stanza, ci godiamo lo spettacolo, ha un bel corpo, tette e culo notevoli, torna ma non capiamo cosa fa, è inginocchiata sul materasso e me vediamo solo la schiena ed il sedere, ci guardiamo e ci scambiamo smorfie di apprezzamento in silenzio, poi lei si mette a cavalcioni   del suo uomo che vediamo ha un cazzo notevole e ci si infila sopra, ah  però, comincia a cavalcarlo poi spegne la luce.

Ricominciamo a salire, arrivati in cima ci fermiamo, di giorno abbiamo fatto un sopralluogo, in quella colonna sono tre gli appartamenti senza impianto di allarme, quello al quarto della ragazza che scopava, e quelli al settimo ed all’ottavo, oltretutto proprio gli ultimi due sappiamo essere vuoti per il fine settimana, per il nostro lavoro la preparazione è importante, bisogna individuare i proprietari e monitorarli, e poi la gente non fa mai attenzione quando parla al telefono o al tavolino di un bar , basta tenere occhi e orecchie aperti, della ragazza e del suo uomo al quarto non  sappiamo nulla però, a parte che le piace scopare.

L’appartamento dell’ottavo piano è una sorpresa piacevole, più di cinquemila euro, qualche gioiello , orologi, argenteria varia, 2 cellulari e un paio di quadri che sul retro hanno un expertise, li togliamo dalle cornici e li arrotoliamo, al settimo niente soldi ma qualche pezzo d’oro in più, poi troviamo la solita piccola cassaforte a muro dietro un quadro, Ahmed ci mette meno di tre minuti ad aprirla, e abbiamo fatto bingo, una decina di rotolini di monete d’oro, sono sterline, 4 lingottini da 100 gr. Ognuno e un album di francobolli. Una notte proficua, ricominciamo a scendere, arrivati al quarto piano vediamo che la finestra del bagno è socchiusa, potremmo farci anche questo addormentando i due che stavano scopando e dopo averlo svuotato potremmo divertirci anche un po’, ci guardiamo e assentendo con la testa decidiamo di entrare, dopo aver addormentato i due che sono nel letto usando le nostre bombolette spray accendiamo la luce della stanza e rimaniamo di stucco, il compagno della ragazza è un cazzo di manichino, hai capito la porcellina, lo facciamo rotolare giù dal letto, pesa abbastanza, e ce lo infiliamo sotto, Ahmed  poi lega le mani della ragazza alla spalliera del letto e le mette un bavaglio ed una benda sugli occhi, da vicino è ancora meglio. Facciamo il nostro solito giro di ispezione, beh è l’appartamento più scarso, però in bagno troviamo diversi oggettini carini, alla ragazza piace masturbarsi, beh per questa notte non ne avrà bisogno.

Mentre la guardiamo seduti sul bordo del letto ci passiamo una bottiglia di whiskey invecchiata 12 anni che abbiamo trovato nel mobile bar, un goccio fa bene, senza esagerare, solo Ahmed non beve, è mussulmano ed è osservante, noi due siamo albanesi e, decisamente, non religiosi.

La ragazza si sta svegliando e scuote la testa e agita le gambe, anche la figa rasata non è niente male, per anzianità Ahmed è il primo a salirle sopra e a infilarle il cazzo nella figa, se la scopa con forza, a lui piace così, lei si agita un po’poi sembra collaborare e anzi godere, lui ha finito, le è venuto dentro, io le parlo e le dico che se non urla le tolgo il bavaglio, ma se urla sarà l’ultimo rumore che sentirà, lei sta ferma un po’ poi fa cenno di si con la testa, il mio socio le strizza per bene le tette dopo averle tolto il bavaglio, poi le passa le dita sulla figa raccogliendone gli umori e poi gliele mette in bocca da succhiare, poi la penetra, anche lui con una certa forza, a noi piace così, lei mugola lui mentre la scopa la insulta in albanese, in effetti è un ragazzo un po’ particolare, oltre tutto un po’ troppo svelto con il coltello, dopo pochi minuti esce da lei e le si piazza davanti alla faccia mettendole in cazzo in bocca e stavolta, in italiano le dice di bere, le scarica la sua sborra in gola, un po’ gliene cola sulle labbra che mi accorgo lei pulisce con la lingua, è proprio una porcellina, come le ragazze che piacciono a me, lascio che regolarizzi il suo respiro, adesso gli altri due vanno a saccheggiare il frigorifero mentre io mi inginocchio tra le sue gambe, io voglio altro, le sollevo le gambe mettendole un cuscino sotto la schiena ed appoggiandole alle mie spalle, sono abbastanza eccitato da quello che ho visto per essere già pronto, il suo buco del culo è all’altezza giusta ci punto il cazzo e comincio a spingere, ho avuto l’accortezza di mettermi sul cazzo un po’ del lubrificante che ho trovato sul comodino, non voglio farle male, non sono un animale, la mia spada di carne ha trovato il suo fodero, quando sono dentro ho l’accortezza di chiederle se va bene e lei fa cenno di si, mentre le scopo il culo si agita e mi conferma che le piace, il suo corpo mi dà lo stesso risultato perché orgasma mentre l’inculo, in altre circostanze sarebbe stata la ragazza ideale per me.

Dopo essermi svuotato dentro di lei raggiungo gli altri in cucina che stanno mangiando il resto di una torta che era in frigo.

-          È ora che ce ne  andiamo prima che faccia giorno,

-          Certo, con lei che facciamo?

-          Niente, non ci ha visto in faccia  e non aveva molto, non credo chiamerà neppure la polizia, non vorrà far vedere il suo uomo di plastica ed il resto delle altre cosettine che abbiamo trovato, poi ha goduto anche lei, le abbiamo dato un po’ di carne anziché la solita plastica alla quale sembra essere abituata.

-          Prova a parlarle vedi cosa dice.

-          Ok

Torno da lei con un asciugamano inumidito che le passo sulla figa e sul culo

-          Come ti chiami?

-          Valentina

-          Che intenzioni hai adesso valentina?

-          Vorrei andare a lavarmi

-          Beh se ti libero ti toglierai la benda e non va bene

-          Ma io non vi denuncerò

-          Senti la tua collanina ed i tuoi due anelli te li lascio sul tavolo in cucina ma il telefono non posso

-          Certo, capisco

-          Una curiosità, ma non hai un ragazzo?

-          Ah certo, avete trovato Brad

-          Brad?

-          Si, il mio amante di gomma

-          In effetti, vedendoti mi è sembrato strano

-          Io ho un problema e non esco di casa , sono agorafobica

-          Cioè?

-          Ho paura di uscire di casa

-          Bel problema

-          Ormai sono abituata e, come hai visto mi sono attrezzata

-          Ahahah peccato averti conosciuto in questa occasione

-          Già, però, a parte il secondo che mi ha scopato non mi avete fatto troppo male e sono ancora qui

-          In effetti è uno un po’ particolare

-          Non ho capito niente di quello che urlava

Prima di andare avanti…

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