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Erotika
W gli alpini
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Racconto18 min di lettura

W gli alpini

ad uno degli storici raduni

sandra
1 anno fa · 742 letture · 1

-          Ma la jeep va a vino?

-          No lei no ma noi si, salta su dai, non farti pregare che poi domani ti portiamo in parata con noi

-          Non so se sia il caso siete sbronzi

-          Forse loro due ma io no, io devo guidare, dai ti facciamo fare un tour di Verona di sera

Sempre ridendo salii sulla jeep che , un po’ a scatti partì, costeggiammo il fiume che attraversa la città, mentre guidava cantava e gli altri gli facevano il coro, ero un po’ preoccupata ma solo per la guida, arrivammo addirittura fuori città

-          Dove stiamo andando?

-          In un posticino che abbiamo scoperto ieri

Era, praticamente un giardinetto sul lungo fiume con tavoli di legno fissi e panche, un’area pic nic, tirarono fuori dalla jeep una scatola e la posarono su uno dei tavoli, tirarono fuori un paio di bottiglie di grappa, dei bicchieri di carta e dei cartocci con pane, formaggio e salame, poi una lampada di quelle a gas che misero al centro del tavolo, poi dissero qualcosa che non capii in dialetto, non so di che parte e cominciarono a tagliare le cose da mangiare che misero in piatti di plastica e poi a versare la grappa nei bicchieri riempendoli a metà, mangiammo e, intanto mi chiedevano di me, e mi raccontavano dei loro, soprattutto delle loro avventure nell’esercito, poi furono abbastanza alticci e, anch’io non ero proprio sobria, per chiedermi di mostrargli il seno, veramente dissero

-          Dai facci vedere le tette

-          Nooo

-          Dai, se ci fai vedere le tette ti facciamo vedere i nostri muscoli

-          Va bene, però sedetevi da quella parte del tavolo

Obbedirono ed io sollevai la maglietta, e furono fischi ed applausi, poi la riabbassai pensavo adesso si togliessero le loro ma si misero in piedi sulla panca , tirarono giù le cerniere dei pantaloni e mi sventolarono davanti i loro uccelli, quelli erano i  muscoli che intendevano, che poi muscoli non sono, comunque quella era la scena.

-          Allora bionda vuoi assaggiare? Ahahah

-          Potrei anche farlo, io ce la farei ma voi?

-          Donna di poca fede, non siamo mica bersaglieri che hanno tante piume e tutte mosce, noi una sola penna ma sempre dritta e sull’attenti

-          Ahahah non mi sembrano molto sull’attenti

Dissi buttandola sul ridere

-          Se quella maglietta la togli insieme al resto ti facciamo vedere

Anch’io dovevo essere sbronza perché lo feci rimanendo solo con gli stivaletti e giù fischi ed applausi e batterono i piedi sulla panca, in effetti i loro attrezzi si stavano alzando e, soprattutto il vecchio era messo bene da quel punto di vista, ma fu uno degli altri due il primo che venne verso di me, si sedette sulla panca al mio fianco e tenendoselo in mano e continuando a segarselo mi disse

-          Vieni qui, fammi vedere come vai a cavallo

Lo accontentai mettendomi a cavalcioni di fronte a lui e, tenendogli le mani sulle spalle mi infilai, praticamente da sola il suo pene tra le mie grandi e poi piccole labbra, lui aveva le gambe dalla mia parte della panca ed io le mie dalla parte opposta, quasi stessimo dondolando, ed ero io a muovermi su quel bastone di carne mentre lui mi palpava il seno, non durò molto, 5 o 6 minuti, prima che venisse con un grugnito, però venni anch’io, intanto avevano ripulito il tavolo e mi ci sdraiai sopra, in modo che il secondo potesse scoparmi agevolmente, quello non fu molto gentile ma i suoi colpi un po’ violenti mi piacevano e riuscì a farmi godere due volte, prima che venisse anche lui, poi toccò al vecchio,

-          Ti ho detto che ti avrei sfondato il culo ed è quello che voglio fare,

così dicendo mi fece mettere sul tavolo a pancia sotto ma così senza lubrificante mi avrebbe fatto solo male e, nonostante fossi brilla non volevo

-          Aspetta, va bene ma devi usare la crema nella mia borsa

-          Datemi quella borsa che io sono pronto

Sentii subito dopo la frescura della mia crema nel buchino, anche se il dito del vecchio era duro e nodoso

-          Fai piano però

La punta del suo uccello premette contro il mio buchino, per fortuna, grazie alla sera prima, la ricevette agevolmente, poi, però, cominciò il più grosso, soffiai mentre lui spingeva, però anche lui non aveva vita facile, poi, entrando piano piano la mia carne si adeguava ed abituava all’ospite che, comunque, nonostante il dolore, era desiderato, con un sospiro arrivò in fondo e, poi, cominciò a muoversi, ed io venni squassata, immediatamente,  da un orgasmo lui si stava divertendo, doveva essere piacevole la sensazione che provava anche per lui, per me lo era, eccome; mi scopava nel culetto con intenzione, e dopo un inizio difficoltoso prese un ritmo abbastanza deciso, che era quello che mi piaceva di più, in alcuni tratti al limite del violento, le sue mani sulle mie chiappette le tenevano allargate, lui, alla fine, non fece in tempo ad uscire prima di inondarmi il sederino con il suo sperma caldo e denso, lo fece con un sospiro profondo e poi mi lasciò li stesa, gli altri due non parlarono ma uno di loro sostituì il vecchio nel mio sfintere, e si divertì anche lui, il terzo non fu da meno. Dopo mi sedetti a fatica rimanendo sul tavolo, il vecchio mi portò un bicchiere di grappa che bevvi avidamente tossendo, gli altri due mi portarono i vestiti ed anche loro bevvero altra grappa. Riuscii a rivestirmi però evitai di mettere il perizoma, e feci un po’ di fatica ad infilare i jeans, mi riportarono in città e chiesi loro di lasciarmi in albergo, non ero in grado di stare ancora in giro, volevo solo fare una lunga doccia calda e poi andare a letto, però mi feci portare in camera del tea caldo.

Il mattino mi alzai con calma, andai in bagno, mi lavai ancora con molta attenzione, stavolta misi un vestitino bianco corto con una cinturina in pelle rossa, sandali rossi tacco 10, biancheria intima sempre bianca in pizzo di seta ed il meraviglioso cappello alpino di papà. Passai tutta la mattina a vedere la sfilata, ci fu la messa, i cori alpini, tutto perfetto, mi ero perfettamente ripresa e, a sera ripresi la mia mercedes rossa e ripartii verso Milano con il cappello alpino di papà sul sedile del passeggero al mio fianco. Mi ero, grazie alla giornata di riposo, completamente ripresa, chiaramente domenica non bevvi alcunché di alcolico, anche perché dovevo guidare, lungo l’autostrada erano diverse le auto ed i pulmini che trasportavano alpini, era stata una splendida esperienza e l’avrei ricordata con piacere, w gli alpini.

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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