Aveva una torcia elettrica, l’accese e poi mi disse,
- io aspetto fuori mentre ti spogli e metti a letto
non aspettò la risposta e si spostò dall’ingresso della tenda, entrai togliendomi il cappello alpino ed alla luce della torcia mi spogliai velocemente, aprii la cerniera del sacco a pelo e vidi che , praticamente, diventava grande come una coperta e lo stesi sui due lettini, poi vidi che ce n’era un altro arrotolato in un angolo e svolsi ed aprii anche quello e mi stesi sui materassini coprendomi e lo chiamai, spegnendo però la torcia, entrò nella tenda ed anche lui, per prima cosa tolse il cappello, poi sentii il rumore dei vestiti che si toglieva e quando lo sentii inginocchiarsi sul lato del materassino riaccesi la torcia illuminandolo
- si devo dire che grande sembra grande, vedremo poi
dicendo così mi scoprii e mi misi ginocchioni anch’io sul materassino, chinandomi in avanti, afferrandogli l’uccello con la mano e portandolo alla mia bocca, rimase un attimo immobile poi sentii che le sue mani cominciavano a perlustrare il mio corpo nudo, io, intanto gli leccavo l’asta, che si stava indurendo ed ingrossando a vista d’occhio, gli succhiavo lo scroto e la punta della cappella, lui
- meglio spegnere la torcia, da fuori si vede tutto
allungai la mano e la spensi, anche se , in effetti, il pensiero che da fuori qualcuno potesse , dalle nostre ombre, indovinare quello che facevamo mi eccitava, poi mi girai come un cagnolino gli porsi il mio culetto, e dissi
- prendimi così, soldato
- comandi
fu la risposta, le sue mani sul mio sedere mentre io con una delle mie raggiunsi il suo membro e lo portai a strusciare la cappella tra le mie grandi labbra e poi spinsi all’indietro per farmi penetrare, devo dire che fu particolarmente attento e delicato quanto virile e profondo, io, intanto, accendevo e spegnevo la torcia elettrica ad intervalli irregolari, mi stuzzicava davvero che da fuori vedessero le nostre ombre, chissà se c’era qualcuno che guardava.
Era decisamente bravo, mi accarezzava la schiena, il seno e, intanto mi scopava con colpi lunghi e profondi, senza fretta, capii che gli piaceva anche il mio culetto perché, più di una volta ci infilò il dito, poi il ritmo aumentò e anche la forza, mi tenne prima per i fianchi e poi per i capelli portandomi ad inarcare la schiena sotto i suoi colpi, fino a quando il suo liquido bianco, denso e caldo mi arrivò sulla schiena, poi rimanemmo a riprendere fiato stesi sui sacchi a pelo continuando ad accarezzarci, ero però, talmente fatta ed appagata che quelle carezze mi fecero addormentare. Quando mi svegliai ero molto più presente, eravamo stesi su un fianco, lui dietro di me con un braccio che mi abbracciava e la mano aperta sul mio seno, contro la mia schiena il suo uccello che, appena sfiorai con la mano si impennò facendolo svegliare
- Ehi ci siamo addormentati
- Si ero stanca, e tu?
- Naaa ho chiuso gli occhi per un momento
- Se se per un momento sono due ore che dormiamo
- Vorresti fare altro ?
- Uhm una mezza idea ce l’ho, certo (scherzai) bisogna vedere se ce la fai
- Perché non mi metti alla prova ?
Presi il mio lubrificante anale dalla borsetta che avevo lasciato vicino al mio cappello alpino e glielo porsi
- Usa questo
- Per ?
- Per facilitare l’ingresso
- Forse dimentichi che sono già entrato
- Non da li caro non da lì
- Wow davvero ti va?
- Non te l’avrei dato se no, però fai piano
- Ok
Il suo dito spalmò il lubrificante intorno e dentro il mio buchino e già questo mi dette un brivido, poi sentii che il suo dito spingeva un po’ roteando, poi le dita divennero due, sempre con la frescura del lubrificante e poi eccolo che entra, uhm è grosso davvero, si, così mi piace ecco adesso la cappella è dentro tutta, un altro colpetto qualche altro centimetro guadagnato ancora un po’ ecco ci siamo, cerco di rilassare il più possibile i muscoli dello sfintere, è un po’ doloroso all’inizio ma poi, grazie al lubrificante sarà più facile per lui e bello per me, lo sfintere è strano, a differenza della vagina che si lubrifica da sola lui non lo fa, devi usare un lubrificante esterno, però è estremamente sensibile grazie a tutte le terminazioni nervose ed io raggiungo , di solito, orgasmi favolosi, come accadde anche quella notte. Alla fine il mio alpino aveva un po’ il fiato grosso, io dopo una decina di minuti dalla fine del nostro rapporto, recuperai i miei vestiti e, stando seduta sul materassino mi rivestii per andarmene, riprendendomi, chiaramente, il mio cappello alpino, feci per salutarlo
- Dimmi una cosa Elena
- Dimmi
- Da dove sei uscita? Come ho fatto a conoscerti e a ………………..
- A scoparmi ? ti è spiaciuto ?
- No no è che ……..
- La vita è così, caro, è strana, non si sa mai cosa ci riserva il futuro.
Lo baciai sulle labbra ed uscii dalla tenda rimettendomi in piedi, arrivai in albergo in tempo per la colazione che feci e poi salii in camera a lavarmi prima e poi a riposare, mi aspettava un’altra serata prima del raduno vero e proprio.
Sabato pomeriggio, sempre a zonzo per Verona, oltre agli alpini è una splendida città e vale davvero la pena visitarla, c’erano comunque in giro gruppetti di alpini seduti ai tavolini dei bar ed alcuni in giro con mezzi tipo jeep, moto con sidecar ecc, ho visto anche una vecchia ambulanza con una croce rossa verniciata sulle fiancate, ho messo un paio di jeans di quelli aderenti elasticizzati ed una magliettina corta bianca che mi lasciava scoperta la pancia e, non avendo elastico in vita rimaneva sollevata davanti grazie al mio seno, sempre con il mio bel cappello alpino e con un paio di stivaletti con tacco, poi niente reggiseno e, come intimo, un perizoma bianco con string di pizzo di seta che sporgeva di dietro con un fiocchetto, diversi erano gli apprezzamenti ed anche qualche fischio, poi, quasi al tramonto, da un tizio anziano seduto ad un tavolino
- Ehi bionda, un culo così è solo da sfondare
mi girai e risposi :
- Nonno, da solo non ce la faresti, trovati qualcuno che ti aiuti
E ripresi la mia strada, devo dire, accentuando un po’ l’ancheggiamento ma senza esagerare, dopo una mezz’ora, ferma ad un incrocio mi sento chiamare
- Ehi bionda
Al mio fianco una vecchia jeep con agganciato un carrellino con sopra una damigiana di vino, alla guida il vecchio di prima e dietro seduti altri due quasi vecchi come lui
- Ho trovato gli aiutanti, che dici vieni a fare un giro con questi vecchietti?
Mi misi a ridere e gli risposi indicando la damigiana
