Stefania è sempre lì con le mani a tirare le sue chiappe viso appoggiato al materasso sul lato sinistro, occhi chiusi e bocca semi aperta, emette dei sibili molto bassi credo che stia dicendo: “Siiiiiiiii” seguiti da ansimate molto profonde. Non appena mi avvicino con il dito al buchino però lascia improvvisamente una natica e mi colpisce la mano spostandola, la guardo e con gli occhi aperti ma senza muoversi di un millimetro mi dice: “Senti porcellino ho capito che la cosa adesso ti sta prendendo ma sai che il tutto e subito non esiste? Il culo oggi no! Se sarai bravo… Chissà se ci saranno altre occasioni”. Io la ascolto immobile faccio un cenno di sorriso e annuisco e accetto senza null’altro dire. A questo punto la voglio montare e lei non aspetta altro, mi alzo in piedi sul letto sempre con le mani appoggiate sul suo culo fletto e piego le ginocchia per avvicinarmi e penetrarla. Mi fermo e con grande mira faccio cadere dalla mia bocca un po’ di salva direttamente sulla vulva, di sfuggita guardo il suo visto. Sorride e sussurra: “Montami porco”. Non me lo faccio dire due volte e con un colpo secco lo infilo di colpo finché il mio ventre non sbatte con forza sul suo culo.
“Siii Marco era ora” dice stringendo i denti e inspirando energicamente. “Fammi gridare e godere, scopami forte come piace a me”. Ovviamente lo scopro solo ora questo suo piacere ma non attendo oltre e spostando il baricentro in avanti comincio a stantuffarla con foga. Mentre la monto un po’ a singhiozzo Stefania mi dice: “Vie..ni. Pu..re. Dentroooooo. Siiiiiii, oddio sì continua dai!!”. Ormai è da un po’ che la pompo e ho voglia di svuotarmi; è stato un pomeriggio intenso, sotto tanti punti di vista, e ora ho proprio voglia di venire. Mentre penso questo sento Stefania che mi grida: “Sì, dai! Sto per venire. Ancora!! Dai!! Siii”. “Aahhhhhhh” tiro un urlo abbastanza forte e fermandomi la riempio sento che ne avevo un bel po’ sarà anche stata la situazione ma ho veramente goduto. E mia cognata? E’ lì che mi sorride e con una mano mi fa un “pollice su”. Guardo la sua figa e lentamente sta uscendo il mio sperma e le faccio segno, lei con un filo di voce e leggermente sudata mi fa: “Le prime gocce che escono non sono un gran che preferisco quelle interne”.
Divarica leggermente le gambe si infila due dita le estrae e “glassate” di sborra le infila in bocca con una gestualità tipica di un imperatore romano che si gusta dell’uva. Mentre le succhia e piano piano le estrae mugola di piacere come se al posto dello sperma ci fosse Nutella (probabilmente le piace di più la prima). La guardo e scoppiamo a ridere, nel mentre suona il citofono. “Nooo è Dino l’idraulico.. Apri tu” mi dice. Vado ad aprirgli e in un qualche modo ci rivestiamo. Negli ultimi istanti da soli mi dice: “Vedi che non è stata una cosa così pazzesca? Alla fine mi sembra che ti sia piaciuto scoparmi?”. E conclude: “Come inizio non c’è male, la prossima volta chissà magari facciamo una bella orgia tutti e quattro, eh cosa ne pensi?”. Io basito la guardo annuisco, sto per dire qualcosa, ma Dino suona il campanello. Meglio così, sarebbe stata una cosa senza senso. Saluto Dino, Stefania lo fa entrare e gli dice di seguirlo lei mi passa fianco mi sorride, passa la lingua sulle labbra mi fa l’occhiolino e prosegue verso il bagno.
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