Non voglio stare con le mani in mano e voglio darmi da fare, le tolgo la mano dal seno sinistro e riprendo a stuzzicare il capezzolo massaggiando la tettina. Con la mano destra mi prendo il cazzo per inumidire le dita, le spingo in bocca simulando un ditalino le estraggo e grondanti le faccio scorrere lungo il suo corpo, arrivo al cespuglietto che tiro un po’ per darle un po’ di dolore ( mi rimane qualche pelo tra le dita) ed emette un “Ahi!” ma continua a lavorare di bocca.Quando sente che con la mano passo il monte di Venere spalanca ancora di più le gambe divaricando bene le cosce lasciandomi scorrere con il palmo l’intera vulva e con il dito medio il suo profondo solco.Gioco con il clitoride tutto bagnato e poi affondo le dita, le estraggo scorro tra le grandi e poi le piccole labbra e di nuovo affondo.Ad ogni affondo, essendo il mio cazzo ormai inturgidito completamente, lo spingo dentro la sua bocca e lei lascia fare assecondandolo e continuando a lavorare di lingua con l’asta che scorre in bocca.
Ricapitolando sto scopando mia cognata in bocca, intanto le massacro i capezzoli e la masturbo? Basta? Tutto ok? Direi di sì, ormai la situazione è completamente metabolizzata e sono dentro a questa nuova strana storia.Continuo così per qualche minuto spingendo fino in fono alla gola il mio cazzo, sostando per qualche istante e soffocandola leggermente che provoca in lei quel misto sofferenza e goduria che nonostante tutto piace alle donne; ecco questo Elena non lo fa ma la “ricatterò” mettendola in competizione con la sorella.
A Stefania piace vedere che mi piace e le piace essere toccata, ma ora la sua voglia ha raggiunto l’apice appoggia i palmi delle mani sulle mie cosce e mi fa capire di estrarre il cazzo dalla sua bocca e obbedisco senza indugio.Si ferma fa un grosso respiro con una mano si accarezza la figa stringendola forte tra le gambe, la stimolazione deve aver dato parecchio piacere, mi guarda con due begli occhioni mi sorride si passa la lingua selle labbra e si mette in ginocchio su letto davanti a me.Ci guardiamo per un attimo poi lei allunga il braccio, con la mano mi prende il cazzo e piano piano lo sega, credo che non voglia che perda di vigore per lei il bello deve ancora arrivare e poi… e poi… fa una cosa che non pensavo. Tira il cazzo verso di sé, mi sbilancia verso di lei e mi bacia… Ci baciamo. Mi mette una mano dietro la nuca e dopo qualche istante ci stacchiamo e fronte a fronte ci fissiamo. “No scusa ma che faccia fai?”. Mi dice con sguardo interrogativo: “Mi ficchi il cazzo in bocca e me la scopi, mi palpi e accarezzi dappertutto, giochi con la mia figa e rimani con quella faccia per un bacio???”. E finisce: “Ma tu sei strano” ride e mi butta indietro la testa.
Onestamente non stavo pensando a nulla, non avevo giudicato niente di quello che stava succedendo e che mi stavo solo facendo travolgere dal momento evidentemente il mio sguardo non esprime questo ma un che di interrogativo; in ogni caso non le rispondo la fisso e faccio un cenno.A questo punto cambio marcia e mi riprendo, afferro dolcemente ma con fermezza il suo collo e la spingo con energia sul letto, lei si lascia cadere distendendosi a stella gambe e braccia.Salgo sul letto a carponi, afferro le caviglie unisco le gambe le alzo fino a fargli fare la candela.. mi fermo.Ruoto le mani portandole all’interno della caviglia e scendendo piano piano percorrendo tutto l’interno divaricando piano piano fino alla massima estensione delle gambe.Smetto di guardarla in viso e ammiro la sua figa, devo dire che per una 50enne, a parte essere molto curata, si capisce che le piace farsi trovare presentabile chissà quanto spende per l’intimo ma per quello che vedo sono spesi benissimo. Arrivo con le mani fino all’inguine e Stefania, immaginando il mio desiderio, afferra le sue caviglie per tenere ben divaricate al massimo le gambe.Con le mani stringo le grandi labbra scendo con il viso, a questo punto, e con entrambi le mani divarico dolcemente le grandi labbra e affondo la mia lingua nel suo spacco e comincio un minuzioso lavoro di lingua, labbra e saliva tra clitoride e piccole labbra. Le mie mani non serve più che la dilatino, ci pensa il piacere che le provoco e posso così accompagnare il mio lavoro di bocca penetrandola con le dita.Cerco di stimolarla nella parte superiore della sua vagina vorrei farla squirtare mentre continuo a dedicarmi al clitoride con la lingua.
Da quel punto di vista ammiro il godimento, vedo il suo ventre che ansima sempre più forte, la sua figa sembra indemoniata dalla mia sollecitazione, e avendo una mano libera, una tettina e relativo capezzolo vuoi non stuzzicarlo?Mugola, ansima credo mi voglia dire qualcosa ma il godimento è troppo alto che spezza le parole, io continuo e anzi la masturbo sempre più velocemente.Nel mentre la chiamo “Stefania.. Stefania, ti piace?” e in trance da godimento è come se non mi sentisse e forse è proprio così. Decido che è il momento e con una veloce e vigorosa sditalinata ecco che, accompagnato da un urlo, parte uno squirt pazzesco che ovviamente mi centra la faccia in pieno ma così ho modo di assaggiare il suo nettare.Sa di donna, di donna matura, alla quale piace godere e far godere, sa di figa che ne ha visti e sentiti ma non è ancora sazia.Finito lo squirt comincia a tremare è lo spasmo dell’utero e della cavità vaginale, io prendo il cazzo e me lo sego guardando questa scena. Passata questa cascata di emozioni Stefania è un po’ stremata mi accarezza una coscia e mi dice: “Sai che non ero mai riuscita a squirtare? Grazie è stata una cosa assurda”. Allora io un po’ stronzetto rispondo: “Pensa che tua sorella è da quando la conosco che viene squirtando. Sembra una fontana, e se non glielo provoco si incazza”. Mia cognata allora coglie il guanto di sfida e con fare disinteressata dice: “Sì, beh ma ci sono cose che Elena non fa e ti mostrerò cosa fa una donna con la mia esperienza”.
Suona come una minaccia ma da come l’ha messa giù sono proprio curioso a capire a cosa si sta riferendo ma credo che fra non molto lo scoprirò.Io sono lì in ginocchio con il cazzo in mano che per tenerlo in tensione continuo a segarmi, aspetto che lei si riprenda e intanto la osservo; i capezzoli già normalmente grossi hanno aumentato il loro volume, la sua vagina è fradicia ed è lì che pulsa, come se stesse respirando affannosamente dopo una corsa. “Ehi” mi dice “porco che non sei altro” ridendo “credi che sia finita qua?”. Le rispondo: “Spero proprio di no cara la mia troietta.” Questa cosa la indispettisce ma sempre scherzando mi dice: “Ah sì sono troia?? Bene allora sodisfami…”Si alza sulle ginocchia mi volta le spalle con tutto il busto si piega in avanti inarcando la schiena come se volesse imitare i gatti che si stirano.Porta le sue mani sulle chiappe e divarica il più possibile mettendo in bella mostra il suo perineo e mi offre i suoi due magnifici orifizi.
Se avessi avuto uno specchio sarei stato curioso di guardare la mia espressione, credo di aver avuto la stessa espressione di un bambino il giorno di Natale, che non solo riceve quello che desiderava fortemente ma addirittura la versione migliore e più costosa di quella che aveva richiesto. Appoggio le mani sulle natiche tese, osservo ogni cm di pelle di quello che vedo, la sua vagina leggermente aperta e bagnata mi fa intravedere sulle piccole labbra, quella di sinistra per la precisione, una goccia del suo umore che è pronta a cadere. Non so se è qualche prodotto intimo o il suo profumo ma ogni volta che sono nei pressi della sua figa vengo inebriato da un forte odore; non saprei descriverlo so solo che mi eccita ancora di più. Con i palmi appoggiati sui glutei scorro i pollici prima sul perineo su e giù, alternandoli, sfiorando vagina e ano successivamente con il dito medio della mano destra. Scorro in basso per tutto il solco della sua figa fino al clitoride, risalgo percorrendo lo stesso percorso una volta uscito mi riporto su perineo e noto il dito completamente bagnato; decido quindi di giocare con il buchino del suo culetto e appoggio il dito proprio sopra e comincio a girarci intorno.
