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Nel Vagone Bollente
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Racconto16 min di lettura

Nel Vagone Bollente

Una routine spezzata da un incontro nella metropolitana, un incontro periodico che brucerà la routine e renderà tutto bollente.

Astronomo
1 anno fa · 771 letture · 2

Io me ne frego di tutto, la sbatto contro il muro e la bacio intensamente, giulia risponde al bacio con passione bruciante, le sue mani si aggrappano alla mia camicia mentre mi tira verso di lei, i nostri corpi l’uno contro l’altro.

Le tolgo la giacca e le strappo i bottoni della camicia con foga, scoprendo finalmente quel seno che desideravo ardentemente ogni notte, inizio a succhiare i capezzoli già duri senza perdere neanche un secondo, stringendo tra le mani i suoi seni con violenza. “si...fammi tua...qui e ora...” i suoi gemiti mentre stringe le mani tra i miei capelli rendono tutto così intenso.

Una mano scende, spostandosi di nuovo sotto la gonna, mentre la mia bocca continua a succhiare e leccare freneticamente. Inizio di nuovo a darle piacere, ma questa volta non sembra bastarle. “voglio sentirti dentro di me...” continuava a ripetere e io non potevo che accontentarla.

Mi allontano e tolgo pantaloni e mutande rapidamente, mentre lei è lì che mi desidera. Finalmente nudo e con la virilità eretta, mi avvicino di nuovo a lei afferrandole una gamba e tirandola su, mentre mi struscio dolcemente sulla sua intimità

Giulia si aggrappa al mio collo mentre dolcemente penetro la sua intimità già fradicia, quando inizio a muovermi dentro di lei, emette un gemito così acuto che riempie quel bagno. “cazzo sì sì...più forte!” il suo corpo reagisce violentemente ai miei movimenti, spingendosi contro di me con abbandono e urgenza, che nel mentre le sto dando ciò che vuole muovendomi sempre più intensamente e violentemente, mentre famelico le succhio le tette.

Giulia oramai geme senza controllo mentre i miei movimenti si fanno sempre più decisi, la testa gettata contro il muro mentre viene penetrata con forza. I seni che si muovono ad ogni spinta e il capezzolo turgido nella mia bocca. È tutto maledettamente stupendo.

“non ti fermare...sto per...” mi dice mentre le sue unghie si conficcano nella mia schiena e il suo corpo trema, vicino all’orgasmo. Io a questo punto vado avanti senza sosta, sempre più violentemente.

Poi finalmente raggiunge l’apice, con un grido strozzato e il suo corpo che si contrae violentemente attorno a me. La sua intimità sembra stringersi mentre viene ripetutamente. “OH MIO DIO! ALE!” dice in piena estasi aggrappandosi a me come se stesse cadendo, completamente persa nel piacere. Io però non mi fermo, anzi, prendo il totale controllo con violenza e decisione, tentando di farla impazzire.

Giulia urla dal piacere, il suo corpo diventa sudato e trema incontrollabilmente e le sue guance sono arrossate, “non ce la faccio più...è troppo intenso!” dice mentre le sue gambe cedono leggermente, ma io continuo a tenerla ferma contro il muro, continuando senza pietà.

Inizia a singhiozzare, sopraffatta dall’intensità. Il suo viso è un misto di piacere e dolore mentre il suo corpo reagisce istintivamente alle mie spinte selvagge. “sto venendo giulia!” le dico in piena estasi e sopraffatto dall’eccitazione.

“veniamo insieme Ale!” mi risponde, le sue pareti interne si stringono con forza disumana, mentre il suo corpo trema e si contorce in estasi totale. Io nel mentre sparo tutto il mio seme caldo dentro di lei. I suoi occhi si spalancano in un misto di sorpresa e piacere estremo.

“sii...riempi la mia povera figa.” il suo respiro irregolare mentre cerca di recuperare, ma è ancora completamente sopraffatta dall’esperienza. La aiuto a sedersi sul gabinetto, estasiato dal rapporto più bello della mia vita.

Lei crolla sul water, con le gambe incapaci di sostenerla. Il suo corpo è sudato e il trucco completamente sbavato. “non mi sono mai...sentita così...” mi guarda con occhi stanchi ma soddisfatti e un leggero sorriso.

Neanche davanti alla visione del suo corpo nudo ed esausto però, riesco ad avere pietà di lei, la mia virilità è ancora dura e pronta per un altro round. Così le afferro la nuca, guidando il suo viso verso la mia erezione pulsante.

Giulia lo guarda con un mix di stupore e desiderio, ancora stordita. “non so se posso...ma lo voglio...” si avvicina esitante, le labbra leggermente aperte, pronta ad accogliermi di nuovo.

Prende la mia virilità in bocca, succhiando delicatamente mentre cerca di riprendere fiato. Le sue mani tremano leggermente sulle mie cosce.

Si impegna con passione, alternando movimenti lenti e profondi con altri più veloci. La sua lingua gioca abilmente sulla punta mentre succhia. Un gemito soffocato le sfugge mentre continua, completamente concentrata sul mio piacere.

“è bellissimo cazzo!” le dico gemendo intensamente, la mano stretta tra i suoi capelli.

Giulia accelera il ritmo sentendo le mie parole, eccitata dal mio piacere. I suoi occhi brillano di soddisfazione mentre succhia con più vigore. La sua mano accompagna i movimenti della bocca, cercando di darmi il massimo del piacere.

Ogni mio gemito la spinge ad aumentare l’intensità, i suoi occhi fissi nei miei quando finalmente spruzzo la mia passione nella sua bocca senza contenermi, mentre con la mano le tengo ferma la testa.

Giulia si ritrova colta di sorpresa, il mio seme che riempie completamente la sua gola. Cerca di deglutire tutto, gli occhi lucidi per lo sforzo. Si stacca dopo qualche secondo, respirando affannosamente, un rivolo di passione che le cola dall’angolo della bocca.

Le prendo il viso tra le mani con un pizzico di violenza e la guardo. “ma quanto sei bella” dico guardando la ragazza che avevo sottomesso, così sensuale.

Lei mi guarda con occhi pieni di gratitudine e sottomissione, le mie mani sul suo viso la fanno rabbrividire. Annuisce debolmente poi, incapace di parlare ancora, il respiro ancora irregolare mentre il mio seme scende sul suo mento.

“Da quanto non ti sentivi così?” le chiedo.

Lei si china per raccogliere la camicetta, abbassa lo sguardo e ride piano, quasi tra sé.

“Da molto” sussurra. “Il mio ragazzo… è diverso. Più delicato.”

Non serve altro.

Si riveste in silenzio, lentamente, come se ogni bottone servisse a richiudere anche quello che è successo qui dentro.

Io resto fermo, a guardarla sistemarsi la camicia, le dita che tremano appena, la pelle ancora arrossata dal calore.

Quando apre la porta e la luce fredda del corridoio filtra dentro, ho la sensazione che tutto stia già tornando alla normalità.

Lei si volta solo per un istante, e il suo sguardo ha ancora addosso qualcosa che brucia.

“Ci vediamo sul treno?” chiede a bassa voce.

“Ci vediamo sul treno.”

Poi esce.

Resto solo con l’eco dei nostri respiri e il rumore lontano della metro. E con la certezza che domani, alla stessa ora, la cercherò ancora.

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Scritto da
Astronomo

Salve, io sono Astronomo e sono un aspirante scrittore, nonché amante dei racconti spicy (anche se al momento sto ancora migliorando). spero che i miei racconti possano piacere.

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