Venne dentro di lei, rimasero abbracciati per qualche minuto, poi si infilarono sotto le coperte.
Ben nascosta, Anna riprese il telefono e scrisse a suo figlio
“ci sei ancora?”
“è stato bellissimo. Hai avuto davvero un’ottima idea!”
“sono contenta. Ha fatto godere molto anche me. Sai, anche se sono i tuoi, possono essere molto eccitanti”
“si ma anch’io voglio scopare e godere con te”
“non ti faccio godere abbastanza?”
“voglio godere davvero. Incontriamoci”
Anna sgranò gli occhi e sentì il cuore batterle forte
“lo sai che non possiamo”
“non possiamo o non vuoi? Dimmi dove abiti”
“sono sposata, lo sai”
“se non a casa tua, vieni a casa mia. Nel primo pomeriggio i miei non ci sono mai, lavorano entrambi”
“non se ne parla, è troppo rischioso”
“allora troviamoci da qualche parte. Una stanza d'albergo, un motel”
“non possiamo continuare a divertirci così?”
“no. Devo vederti”
“devo pensarci. Tu dove abiti?” chiese, anche se lo sapeva benissimo.
Si salutarono, ed Anna sbuffò, mentre escogitava un piano.
Voleva davvero andare oltre? scopare con suo figlio?
Si vergognava profondamente, ma la cosa la eccitava da impazzire.
E forse, fargli credere di avere una relazione con una donna sconosciuta poteva davvero essere una soluzione.
Passò la notte praticamente sveglia.
“ci hai pensato?” le scrisse lui, il mattino seguente.
“si…”
“e…?”
“anch’io voglio vederti”
“bene! quando vieni a casa mia?”
“troppo rischioso. devo prendere le mie precauzioni. Prenota una stanza d’albergo” sapeva che lui non avrebbe potuto farlo
“ehm… sono a corto di soldi. Se non vuoi venire a casa mia, prenotala tu”
“va bene, ma mi servirà qualche giorno” in questo modo, avrebbe potuto ordinare online tutto ciò di cui aveva bisogno
“non farmi aspettare troppo”
Acquistò una mascherina, una parrucca, e della lingerie sexy, facendo spedire tutto all’ufficio. Nessuno controllava mai i pacchi degli altri, era molto più sicuro che farli arrivare a casa. Quindi, prenotò una stanza di albergo.
Due giorni dopo, scrisse nella chat di famiglia che quel giorno sarebbe tornata tardi perchè aveva delle urgenze da sbrigare necessariamente in ufficio.
Come sperava, suo figlio abboccò, dato che pochi minuti dopo Anna ricevette un messaggio su Telegram, all’altra sim
“allora? sono già passati due giorni. Tra l’altro oggi pomeriggio ho pure casa libera per più tempo. vieni o la chiudiamo qui?”
“stai calmo va bene, vediamoci oggi. prenoto subito un albergo e ti scrivo”
Avendo già prenotato l’albergo, aspettò qualche minuto, e gli scrisse indirizzo e stanza.
“Sali direttamente in camera, ti aspetto intorno alle 3”
“ottimo, non vedo l’ora”
Anna aveva solo un altro, enorme problema: la sua voce. Non poteva camuffarla, e rifiutarsi di parlare poteva essere rischioso.
“c’è solo un’altra cosa che devi sapere su di me: sono muta” azzardò
“cosa?”
“si, ho un problema alle corde vocali, me ne vergogno molto e non volevo dirtelo. Anche per questo non ho mai voluto che ci telefonassimo. Ma dato che ci vedremo, ormai dovevi saperlo”
“mi farai godere lo stesso?”
“tantissimo, tesoro”
“bene, allora non importa”
Anna tirò un profondo sospiro di sollievo. Era fatta!
A lavoro, si prese il pomeriggio libero ed arrivò in hotel con più di un’ora di anticipo.
Nascose i suoi vestiti nell’armadio, e iniziò a prepararsi: infilò le autoreggenti nere, che fasciarono le sue spesse cosce rendendole più sinuose, ed ai piedi mise dei sandaletti con tacco a spillo. Passò quindi al perizoma, in pizzo semitrasparente, con una fessura dal clitoride fino al buco del culo, perfetto per essere penetrata senza bisogno di toglierlo.
Mise quindi un bustino rigido, che arrivava fin sotto i seni, e un reggiseno dello stesso tipo del perizoma, aperto attorno ai capezzoli.
Osservandosi nello specchio del bagno, il suo corpo grasso costretto all’interno di quegli ‘abiti’, si sentì incredibilmente porca. Essersi preparata così per suo figlio la stava già eccitando.
Mise del trucco più pesante sul viso e attorno agli occhi, indossò la parrucca e la maschera, che la copriva dalla fronte fin sotto al naso. Sperò di essere davvero irriconoscibile.
Completò il suo outfit indossando dei guanti in retina lunghi fin sopra il gomito, ed una vestaglia nera semitrasparente. Chiuse le tende, lasciando la camera in una lieve penombra, ed attese.
Quando finalmente la porta bussò, camminò lentamente, facendo sentire il rumore dei suoi tacchi contro il pavimento. Aprì, osservando suo figlio con un malizioso sorriso nel volto semicoperto dalla maschera
<<Mamma mia che spettacolo!>> esclamò lui, quasi saltandole addosso.
La baciò con foga, e lei ricambiò le sue labbra e la sua lingua. Stava limonando con suo figlio, ed era eccitatissima. Indietreggiò, per portarlo verso il letto
<<fatti guardare>> disse lui, contemplandola, mentre l’erezione già appariva prepotente tra i suoi pantaloni
<<che porca meravigliosa>> aggiunse, dandole una pacca sul sedere burroso.
Sedette sul letto, mentre lui si spogliava. Suo figlio, con il suo cazzo duro, era lì davanti a lei
<<succhiamelo come sai fare tu>>
Anna in realtà non era mai stata una gran pompinara, erano anni che non prendeva un cazzo in bocca. Ma si lasciò guidare dall’immaginazione che l’aveva portata fin lì, ad essere la troia perfetta per suo figlio. E poi, era certa che il ragazzo non avesse abbastanza esperienza in fatto di sesso orale.
Leccò la cappella, e la prese tra le labbra, prima di baciarlo e leccarlo lungo tutta l’asta
<<ohhh si che brava, voglio fotterti questa bocca>> disse lui, sollevando le braccia verso la tua testa. Averlo preannunciato, diede ad Anna il tempo per reagire: se le avesse preso la testa, avrebbe scoperto della parrucca!
Con le sue mani intercettò quelle del figlio, e gliele portò dietro la schiena
<<vuoi fare tutto tu eh?>> Anna annuì.
Tenendo le labbra ben serrate attorno alla cappella, mosse la testa avanti e indietro, prendendolo il più possibile in gola.
Mentre il figlio gemeva di piacere, lei sentì un conato, e si trattenne dal tossire. Non poteva fargli capire di non essere brava!
Lo tolse dalla bocca, mentre un rivolo di saliva le colava dalle labbra e restava appeso alla punta del cazzo; ne leccò la punta, lo avvolse tra le labbra, e prese a fare movimenti più piccoli ma più veloci, attorno alla cappella, mentre con una mano segava la sua base, e con l’altra massaggiava le palle.
Lui le toccò i seni, lei interruppe la sega per allargare le gambe e masturbarsi con entrambe le mani
<<si, sei così porca e oscena!>> gemette lui
i suoi capezzoli turgidi erano più gonfi che mai mentre le dita di lui non smettevano di tormentarli; nonostante il reggiseno fosse aperto sui capezzoli, le sentiva incredibilmente costrette e gonfie.
Si tolse il reggiseno, liberando i suoi seni gonfi e morbidi.
Gli prese il cazzo tra le tette, muovendole velocemente e sfregando l’asta con i capezzoloni turgidi
<<ohhh si che belle, si!!>> gemette, mentre fiotti di sperma incontrollati le schizzavano sul petto e sul volto, macchiandole le labbra e la maschera.
Anna si sentiva bruciare dentro, aveva un’incredibile voglia che doveva essere soddisfatta.
Avrebbe voluto dirgli tutte le oscenità che si dicevano in chat, ma si morse la lingua, pulendosi parte della sborra che aveva sul labbro.
Si distese supina sul letto, divaricandogli le gambe, mentrer con una mano apriva la fessura del perizoma che rendeva libere le sue grandi labbra, invitandolo ad un sesso orale a parti invertite.
Lui si inginocchiò, e quando la sua lingua fu nella sua fica, Anna inspirò profondamente serrando le labbra, per trattenersi dall’urlare.
Anche lui non era molto pratico, e lo sentì più volte sputacchiare per via dei peli umidi della donna. Le infilò due dita, e di nuovo lei quasi gemette
<<stai godendo eh? vediamo come godi ora>>
si alzò in piedi, e con un colpo solo infilò con prepotenza il suo giovane cazzo nella sua figa bagnata.
Anna sospirò e mugolò, avvinghiandosi con le gambe a lui, mentre con una mano tormentava il suo seno.
<<finalmente posso chiavare>> disse lui, e prese a scoparla con foga, sfogando il suo desiderio e gemendo senza ritegno.
Anche Anna stava realizzando la sua perversa fantasia, era in estasi e sentì la sua pancia contorcersi mentre raggiungeva un orgasmo così travolgente come non ne aveva mai avuti.
I fremiti del suo bacino e della sua figa dovevano averlo stimolato, perchè la scopò con ancora più vigore, mentre lei ansimava sudata.
Quando ebbero finito, erano entrambi sudati e sfiniti. Anna aveva la sua sborra sulle calze, sulle mani, sulla pancia, sul petto e in viso. Mentre si rivestiva, lui la guardava con aria soddisfatta.
<<devo andare, spero di rivederci presto>>
lei lo salutò mandandogli un silenzioso bacio con la mano.
Una volta sola, si tolse la parrucca e la maschera, guardandosi allo specchio, ancora col fiatone. Era un disastro: il suo corpo pieno di sudore e sborra. E aveva goduto come mai!
Si spogliò, osservando la sua lingerie insozzata, e si fece una doccia, pensando a come ritagliarsi ancora altri momenti di sesso sfrenato con suo figlio.
Mentre si rivesti, prese il telefono, e scrisse un messaggio su Telegram
“spero ti sia divertito con me, è stato bellissimo”
pochi secondi dopo, arrivò la risposta
“si, è stato proprio bello… mamma…”
Anna trasalì.
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Bellissimo racconto anche se incestuoso ma molto eccitante e hot carico di desiderio e di passione 🫦🙏🌹🌹♥️
Wow|