La mattina dopo, a colazione, Anna fece finta che la sera prima non fosse successo nulla, ma sia suo marito sia suo figlio la osservavano in modo… diverso.
Non appena arrivò in ufficio, aprì Telegram e trovò un messaggio che suo figlio aveva indirizzato alla sua alter ego virtuale
“Non puoi sapere cosa è successo…”
il messaggio risaliva alla sera prima, pochi minuti dopo che Anna era fuggita a letto
“che cosa è successo, qualche problema?” rispose, cercando una frase quanto più neutrale possibile
“ieri sera ho visto i miei che lo facevano sul divano”
L’idea di essere stata vista da suo figlio mentre scopava con foga la fece immediatamente eccitare. Voleva saperne di più, ma senza esporsi troppo. Strinse le cosce, mentre giocava nervosamente con una ciocca di capelli. Sentiva le mutandine premere contro le sue grandi labbra, ed i vestiti starle stretti e scomodi.
“te l’avevo detto che è una cosa normale”
“si ma non li ho mai sentiti scopare così!”
“ti ha dato fastidio?” Anna ebbe paura nel fare quella domanda.
“posso confessarti una cosa?”
“certo…” ora aveva davvero paura della risposta. Si sentì presa dallo sconforto, al solo pensiero che suo figlio avesse trovato la scena disgustosa
“quando l’ho vista di spalle intenta a cavalcare il cazzo di mio padre, ho immaginato che fossi tu lì, a montare il mio cazzo”
“era eccitante?”
“cazzo sì! mi è tornato subito duro e mi sono segato guardando!”
“loro sono andati avanti nonostante fossi lì?” domandò per stare al gioco, pur sapendo la risposta
“non sapevano che li spiavo. mia madre era appunto di spalle, mio padre era soffocato dalle sue tette. Appena hanno finito, mia madre è corsa via, io mi sono nascosto nel corridoio, all’ombra, e sono tornato in camera, a venire di nuovo sulla tua foto.”
“ti è davvero piaciuta tanto” Anna era davvero eccitata
“si ma non mi basta”
“per ora dovrai accontentarti, ho già fatto un’eccezione per te”
“puoi sempre farne un’altra, se vuoi avere l’esclusiva”
un’altra eccezione, o avrebbe perso quel suo nuovo gioco. Doveva farlo per tenere sotto controllo suo figlio, o perchè negli ultimi giorni si era eccitata da morire, e non sarebbe riuscita a farne a meno?
“e tu? tu non vuoi continuare a divertirti con me? davvero vorresti rinunciare a me solo perchè non ti mando un’altra foto?”
“ne parliamo a pomeriggio, ora sono a scuola”
il freddo saluto da parte di suo figlio lasciò Anna perplessa. Si distese contro lo schienale della sedia, e tirò un profondo sospiro, mentre la sensazione di calore al basso ventre non accennava a smettere.
Nel pomeriggio, nonostante fosse ancora in ufficio, ricominciò a chattare con suo figlio.
Descrissero una fantasia in cui scopavano furiosamente, lui le mandò un’altra foto in diretta del suo cazzo duro.
Anna si muoveva nervosamente sulla sedia, strusciando le gambe tra loro, e torcendo il bacino contro la seduta. Si sentiva esplodere, aveva bisogno di toccarsi, le sue grandi labbra erano dilatate, e sentiva umido sulle mutandine. Corse in bagno.
Seduta sul water, abbassati i pantaloni e le mutandine, le sue dita raggiunsero finalmente la sua fica
“ci sei?” le scrisse lui, dato che non rispondeva più da qualche minuto
“si.. non resistevo più, avevo bisogno di toccarmi”
“fammela vedere. mostrami dove venire”
“non mi sembra il caso…” scrisse in un barlume di lucidità, mentre le sue dita si muovevano freneticamente dentro di sè.
“voglio vedere la tua fica. voglio sborrarti e riempirti tutta”
Anna ci pensò per qualche secondo, e cedette: non riusciva più a resistere a quel gioco, la sua mente era annebbiata, offuscata dal desiderio; divaricò di più le gambe, e puntò la telecamera del cellulare inquadrando un primo piano delle sue cosce e della sua fica pelosa e grondante di umori
“è bellissima… ti fotto con foga” rispose lui dopo aver ricevuto la foto.
Anna si masturbava freneticamente con la sinistra
“gemo e godo”
“te lo infilo dentro fino alle palle”
Anna aveva il respiro pesante, le sue dita sfregavano velocemente la sua vagina mentre il bacino si contorceva dal desiderio
“si! si! fottimi così, fammi godere” scrisse con dita tremanti
“sto per venire spingo più veloce”
“non smettere continua a fottermi” Anna si morse il labbro per trattenere un gemito
“ti schizzo sui peli della fica e spingo ancora”
“vengo! si si si!” scrisse lei contorcendosi mentre sentiva il piacere esplodere dentro di sé.
Guardò tra le sue gambe: i suoi peli grondavano dei suoi umori, le sue dita della sinistra completamente unte.
Senza nemmeno sapere il perchè, scattò un’altra foto al primo piano della sua fica, inquadrando anche il primo piano dei polpastrelli.
“guarda come mi sono bagnata…” aggiunse
“sei davvero porca.. questo dovresti berlo tu, guarda quanta me ne fai fare” le mandò una foto di un fazzoletto pieno di sperma, e la punta del cazzo lucida e bagnata
“magari, a stasera” rispose, riprendendo un barlume di lucidità.
Dopo cena, Anna notò che suo marito sonnecchiava sul divano, e decise di rischiare.
Sedette sul divano in sala, poco lontana da suo marito, e riprese a chattare con suo figlio.
Descrissero un’altra scena di sesso, Anna sentiva le sue mutandine inumidirsi, desiderava toccarsi, ma desiderava anche un cazzo. Controllando che suo marito non la vedesse, aprì la galleria e riguardò le foto che il figlio le aveva guardato.
Stava guardando il cazzo di suo figlio accanto ad un ignaro marito! L’oscenità della cosa la mandò fuori di testa, si sfregò freneticamente tra le gambe sopra i pantaloni della tuta, mentre il tessuto delle mutandine quasi veniva risucchiato dalle grandi labbra sempre più gonfie.
Poteva svegliare suo marito e fare sesso con lui, ma voleva che il gioco con suo figlio continuasse.
e le venne una nuova, perversa, idea: cosa sarebbe successo se avesse ‘beccato’ suo figlio a masturbarsi?
Prima di poterci riflettere su, si alzò dal divano facendo meno rumore possibile, si diresse verso la cameretta del figlio, ed entrò.
<<ehi>> disse, fingendo che fosse una cosa assolutamente normale
<<che c’è?>> rispose lui, seccato. Era sussultato, ma era stato abbastanza veloce da infilarsi il cazzo nei pantaloni e coprire la sua erezione con la felpa. Era seduto al pc, rivolgeva le spalle alla porta, e questo gli aveva dato un secondo di vantaggio sufficiente a coprirsi e mascherare tutto prima che lei potesse avvicinarsi e beccarlo.
<<mah niente, volevo sapere se è tutto apposto>>
<<si, tutto apposto. sto studiando. Ti serve qualcosa?>>
avrebbe voluto dirgli che voleva il suo cazzo, voleva sentirlo davvero dentro di sè, ma in quel momento si rese conto che ai suoi occhi lei era ancora la mamma poco sexy, quella dei felponi e che nulla ha a che vedere con il sesso.
Imbarazza e frustrata per ciò che aveva cercato di fare, si allontanò verso l’uscio della camera
<<no, nulla. non voglio disturbarti. buono studio>> chiuse la porta, e andò in camera da letto.
“scusa l’attesa, era entrata quella rompi di mia madre” le scrisse lui, mentre Anna si sedeva sul letto, confusa.
“non preoccuparti. dove eravamo rimasti?”
“me l’ha fatto ammosciare…”
“te lo massaggio io, ti accarezzo le palle e lo bacio”
“brava, tu sì che sai tirarmelo su”
Nervosa e frustrata, Anna si spogliò completamente, e distese nuda sul lettone. Questa volta però rimase sopra le coperte.
Continuarono a chattare, e dopo che lui scrisse di essere venuto, lei era più vogliosa che mai.
Sentì la televisione in sala spegnersi, ed i passi di suo marito. E le venne una nuova, malsana, idea.
Si girò a pecorina, con le chiappe all’insù ed il viso vicino al cuscino. Da quella posizione, poteva tenere il cellulare seminascosto sotto il cuscino, e continuare a chattare.
“mio marito oggi è molto stanco e si è addormentato. Credo lo sveglierò più tardi, ho così tanta voglia… i tuoi che fanno?” scrisse
“non lo so.. potrei andare a sbirciare”
“ti va? così mi racconti. attento a non farti beccare però” rispose lei, mentre suo marito, sorpreso ed eccitato, faceva cascare i pantaloni per terra
<<ti aspettavo, tesoro>> disse lei, muovendo il bacino
Lui salì sul letto e lappò la sua fica grondante di umori, facendola gemere, mentre già gli veniva duro
“sono sul letto e le sta leccando la figa!”
sapere di essere spiata da suo figlio ma mandò fuori di testa
“anch’io vorrei che me la leccassi..” gli scrisse, facendo attenzione a non essere vista
“ora è in piedi sul letto, lei è a pecorina e la sta chiavando”
“è bellissimo” rispose lei, tenuta per i fianchi da suo marito che la pompava con foga
<<com’è che sei diventata così porca?>> le sussurrò il marito, mentre spingeva
<<non ti piace?>> domandò lei
<<certo che si>> uscì quasi del tutto, e lo infilò con forza dentro di lei
“si sono detti qualcosa, forse delle oscenità, ora la sta fottendo più forte. Mi stanno facendo segare di brutto”
“che bello, anch’io sto godendo”
“non resisto devo andare” scrisse lui
“godi tesoro” scrisse lei, e nascosto il telefono sotto il cuscino, si concentrò sul cazzo di suo marito che la pompava incessantemente, e ondeggiò il bacino allo stesso ritmo, ampliando il piacere delle sue spinte
<<brava così, prendilo tutto>> le disse il marito, e lei gemette più forte.
