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La signora Franca: MILF esibizionista
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Racconto18 min di lettura

La signora Franca: MILF esibizionista

(Vedi i precedenti racconti per una miglior comprensione) Una MILF seducente ed esibizionista, un giovane segaiolo: un mix esplosivo!

apollinaire
1 anno fa · 2.5k letture · 4

La voglia di toccarmi era spasmodica, sentivo l’uccello tirare contro le mutande, la cappella che si bagnava, ma non osavo muovermi.

Si infilò la mano sotto la coppa del reggiseno e tirò fuori le tette, prima la sinistra e poi la destra e continuò a toccarsi i capezzoli che a questo punto svettavano duri e sporgenti.

Andò avanti per un tempo che mi parve infinito. Cominciò anche a muovere lentamente e ritmicamente i fianchi ed infine scese con la destra verso le gambe aperte e si tirò finalmente su la gonna completamente. Apparvero gli slip di seta bianca con un intarsio di pizzo in verticale proprio sulla figa. Si intravedevano i peli chiari.

Lei cominciò a sfiorarsi la figa da sopra gli slip con la destra, mentre la sinistra restava a tormentarsi i capezzoli. Infine si infilò la mano sotto l’elastico degli slip e si cominciò a toccare con più insistenza e determinazione con movimento verticale, su e giù, su e giù, su e giù…

La mano sinistra raggiunse gli slip e scostò il bordo destro verso sinistra, lasciando la figa al vento, coperta solo dalla mano destra che si muoveva ritmicamente. Poi, con una lentezza esasperante, si aprì le labbra della figa con la sinistra e con la destra cominciò una lenta esplorazione interna per poi raggiungere il clitoride e cominciare un lento movimento circolatorio con il medio.

Con uno sguardo torbido e una voce carezzevole mi chiese:

- Ti tira?

Non riuscii a rispondere e faci cenno di sì con la testa.

- Tiralo fuori e fammelo vedere, ma non toccarlo - continuò lei.

Mi liberai il cazzo in un nanosecondo e lui svettò umido e dritto come un fuso. Prima che potessi cominciare un gran segone, lei mi disse:

  • - Scappellalo lentamente.

Eseguii immediatamente.

- Più lento! - mi ingiunse lei e proseguì: - Adesso toccatelo sulla punta e facci roteare sopra un dito, lento però! Mi raccomando.

Eseguii con tutta la lentezza di cui fui capace. Fu una sensazione bellissima, il cazzo mi tirava e reclamava una sega gigante, ma questo modo di solleticarmi sulla cappella bagnata era meraviglioso. Continuammo così per un minuto o due e poi disse:

- Adesso toccati come preferisci tu! - e contemporaneamente cominciò un ditalino furioso.

Io non me lo feci ripetere due volte e attaccai una sega rapida, profonda, intensa mentre con la sinistra mi accarezzavo le palle.

Lei comprese che non sarei potuto resistere per molto e mormorò:

- Non sporcare in giro.

Presi il fazzoletto, pronto a coprire lo schizzo che sarebbe arrivato a breve e mentre mi preparavo vidi lei contorcersi, la sentii mugolare e la vidi squassata da un orgasmo prepotente che le sollevò i fianchi, le inarcò la schiena e le irrigidì le gambe.

Quasi in contemporanea successe lo stesso a me! Una sborrata infinita, incontenibile, inesauribile, interminabile… nonostante il fazzoletto mi sporcai i calzoni e mi trovai con la mano impiastricciata.

Abbandonato su divano, guardavo la signora Franca che riemergeva piano piano dal suo godimento. Si alzò lentamente e si diresse in cucina. Ritornò immediatamente con uno scottex che mi diede dicendomi dolcemente:

- Tieni, asciugati meglio.

Mi asciugai e mi ricomposi. Lei mi guardava in silenzio con un viso sorridente e complice:

- Allora ti è piaciuto?

- Cazzo! Cioè mi scusi, sì, si, certo che mi è piaciuto! - risposi.

- Allora magari lo potremmo rifare, che ne pensi?

E lo rifacemmo più volte!

Era sempre lei a decidere quando e come e non mi faceva mai neanche toccare.

Di solito i nostri incontri avvenivano un paio di volte la settimana, sempre nel primo pomeriggio, mentre la vecchia madre dormiva. Mi faceva accomodare sul divano, lei si metteva sulla poltrona, si scopriva lentamente le cosce, le tette, la figa, si toccava e, quando era ben eccitata, quasi al culmine e io non ce la potevo più fare, mi chiedeva di masturbarmi.

Vederla e non poterla toccare provocava in me sensazioni opposte: da un lato era estremamente eccitante e arrivavo a farmi seghe con un cazzo che più duro non era immaginabile, dall’altro la mia frustrazione aumentava a livelli pazzeschi.

Un giorno le chiesi di potermi avvicinare in ginocchio davanti alle sue cosce aperte. Lei acconsentì mormorando un languido sì…

Mi precipitai davanti a lei, con i calzoni e le mutande abbassate e il cazzo inalberato. La sua figa mi appariva splendida, incorniciata da un bel pelo biondo. Le sue dita tenevano scostate le mutandine e con l’altra mano si accarezzava il clitoride, sembrava che me la volesse far vedere meglio, si sporgeva con il culo verso di me… il suo profumo mischiato all’odore del sesso mi arrivava a ondate, mi avvicinai ancora di più e mi leccai le labbra sognando di poterla baciare.

Lei mi fissò dritto negli occhi, si leccò a sua volta le labbra e mi chiese voluttuosamente:

- Vorresti leccarmela?

- Cazzo! - mormorai in risposta.

- Dai allora! Fammi vedere se sei bravo. - E mi sbattè in viso la sua figona fradicia.

Le tante leccate di figa a zia Susy e a Silvia mi vennero in aiuto: le aprii piano piano le labbra della figa e mi diressi con la lingua verso il clitoride completamente scoperto. Mi trattenni e mi limitai a leccarlo circolarmente, prima morbido e poi indurendo sempre più la lingua. La signora Franca sembrava gradire il mio modo di procedere e mugolava illanguidita.

Le presi il grilletto tra le labbra e lo tirai dolcemente, poi lo pizzicai sempre con le labbra, poi tornai a leccarlo, poi ancora tra le labbra… insomma una leccata di figa veramente intensa. E tutto senza mai toccarmi il cazzone ormai grondante! La feci venire leccando, lei si scosse tutta, strinse le gambe serrandomi la faccia contro la figa e a quel punto mi presi in mano il cazzo cui bastarono 15 secondi di sega per fare una sborrata gigantesca inondando la poltrona ed il tappeto davanti a me.

La signora Franca emerse come sempre lentamente dal suo goduto languore. Quasi non si era accorta che io fossi venuto tanto era stato intenso il suo orgasmo e lo spossamento che ne seguì. Poi vide gli schizzi di sborra sul tappeto e pensai che si sarebbe incazzata, ma inaspettatamente mi disse:

- Bisognerà pensare ad un altro sistema per farti venire… non posso passare mezz’ora a pulire tappeto e poltrona del tuo sperma. 

E, rassettata la gonna e la camicia, si diresse in cucina per prendere una spugna inumidita per pulire.

- Ti chiamo io uno di questo giorni… - mi disse indicandomi con un cenno la porta. 

E io me ne tornai a casa immaginando le meglio cose possibili.

A casa poi c’era anche zia Susy che da qualche tempo sembrava sospettare qualcosa…

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