Vai al contenuto
Erotika
Svezzato analmente da una Trans
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto14 min di lettura

Svezzato analmente da una Trans

La ragazza si rivela una vera ninfomane e il ragazzo umiliato perde cognizione di sé fino a farsi rompere persino il culo per amore.

sesso italiano
1 anno fa · 1.6k letture · 1

Francesca si voltò e si mise in piedi, al mio fianco, leggermente prona. Ogni tanto guardava dietro, come ammiccando, invitante.

Dal divano iniziai a carezzarle il culo, passando la mano anche sotto il sottile filo delle mutandine, sentire lo spacco sotto i polpastrelli mi caricò di mascolinità, divenni quasi aggressivo.

A volte con le ragazze avevo inculato ma era sempre stata una specie di… conseguenza del sesso, dell’amore. Un gioco come tanti. Quelle a cui piaceva lo gradivano e, insieme a loro, ne godevo.

Ma quella volta, con Fra’ era diverso, oltre al desiderio, mi sentivo infoiato, arrapato dalla sua attesa del mio cazzo. Si guardava ogni tanto alle spalle come se volesse valutare quando ancora le restava prima di essere impalata…

La volevo sotto, la volevo sfondare, la volevo profanare: come per rompere quell’incantesimo, quell’amicizia insulsa; io ero il suo maschio, basta ipocrisie, adesso dovevo scoparla per bene, fino all’ultimo, fino all’estremo.

Mi voltai e sedetti, senza false ritrosie mi fiondai dietro il suo culetto e, spostato il filo di stoffa, le baciai le chiappe, poi il culo, infine le leccai l’ano, morbidissimo e cedevole.

Il mio pescione non era mai stato così gonfio e affamato, le sputai nel culetto e mi misi in piedi. Lei si abbassò ancora di più… e fu questione di poco, glielo ficcai tutto dentro fino ai coglioni.

Francesca accusò il colpo ma senza un lamento, forse le piacque sentire un po’ male.

Si poggiò con le mani sul tavolino mettendosi del tutto a pecora, mentre ancora teneva il cazzo tutto in corpo.

Inizia a chiavare con tutta la decisione. Mentre la tiravo per i fianchi meravigliosi lei stringeva le chiappe per farsi sentire ancora di più…

Era esperta. Quando capì che avrei potuto venire anche subito, sgusciò da sotto allo stantuffo, lasciandolo penzolare nell’aria.

– Aspetta, amore – disse – non avere fretta… ne voglio un sacco, stanotte!

Si voltò e ci baciammo in piedi, quando mi vide più calmo, si abbassò e sedette a sua volta…

– Me lo voglio mangiare tutto – disse – è troppo che ti desidero…

Cominciò a leccarlo con passione, dirigendolo con le mani a favore dei suoi baci.

Leccava le palle, leccava e baciava i lati dell’asta, con la punta della lingua mi lavorava il glande rubizzo, e poi mi faceva la pompa. Ne prendeva prima poco, poi tanto… fino nel profondo della gola, sembrava assetata del mio cazzo.

Dopo riprendemmo l’inculata ma stavolta dirigeva lei.

Spostammo il tavolino e mi distesi sul tappeto, lei si voltò, e di spalle, si chinò sul pescione, infilandoselo da sola nel sederino. Penso che fece così, affinché io vedessi tutto e bene. Poi si voltò, di fronte a me, e con le mani sul mio petto, si rimise il cazzo nel culo, senza nemmeno usare le mani, lo catturò direttamente con una specie di danza arrapante.

Riprese ad andare su e giù, mentre io le martoriavo le tette…

Poi mi chiese se mi dava fastidio se si liberava delle mutande… io ormai non me la sentivo di contrariarla… nonostante i miei pregiudizi, Francesca mi aveva dato tanto, mi aveva dato tutto!

Le dissi che era ok, anche se avevo un po’ di titubanza.

Con sgomento mi accorsi di due cose contemporaneamente, la prima è che sotto la coppa del perizoma Francesca nascondeva una cazzo superbo; era barzotto, non durissimo… ma, la seconda cosa che scoprii, era che vedere quel suo coso bruno e ballonzolante, non mi dava alcun fastidio, anzi, mi eccitava da morire.

Lei sedette nuovamente sul pene; ora era un ossessa e si vedeva che non si dedicava solo al mio piacere ma anche al suo… socchiuse gli occhi e mentre scendeva e saliva dal cazzo in maniera dolce e ipnotica, si cominciò a masturbare.

Dall’estasi sul suo volto bellissimo capii che voleva venire.

– Posso? – mi disse con voce roca, rotta dal piacere.

– Sì, sì, fa ciò che devi… – dissi senza pensare a niente.

Allora Francesca si poggiò sulle ginocchia, in modo che di mio, nell’ano, accoglieva solo la “capocchia”… allora, il suo cazzo s’inturgidì e divenne grosso e duro, quasi più grosso del mio, che non ce l’ho certo piccolo.

Si trastullava velocissima; io le stringevo le zinne, ma non osavo toccarla più in giù.

Pose la sinistra a coppa, sotto, il suo pene pronto… capii e le spostai la mano.

– Non ti preoccupare, vieni libera, vienimi sulla pancia. Voglio sentire il tuo piacere.

Era verò. Qualcosa dentro di me aveva spostato il mio concetto di desiderio; non avevo il coraggio di toccarla ma vedere il suo cazzo mi piaceva, mi eccitava, e non saprei dire perché, ma avevo voglia del suo sperma.

Fu così che lo provai! Provai la sensazione, tutta femminile, di sentirmi sborrata addosso. Francesca non veniva da giorni, anche lei, così la riserva era “piena” e gli schizzi partirono copiosi, fino al mio viso e incredibilmente alla mia bocca.

Il suo sapore era incredibile e nuovo per me, ero troppo eccitato per “schifarmi”, me lo tenni sulla lingua senza vergognarmi.

Frà dovette amarmi molto per come mi comportai. Nonostante fosse venuta, si dedicò tutta a me, come fosse ancora più eccitata.

Riprese a ficcarsi il mio pene mollemente, metodicamente, finché, mantenendo sempre lo stesso, inesorabile, ritmo, mi fece venire tutto dentro.

Col cazzo fisso, ben piantato nel culetto, piena del mio seme, si chinò e ci baciammo a lungo, come due veri innamorati.

Non sapevo come definirci… ma lei semplificò le cose e mi disse se ci volevamo mettere insieme, sul serio, almeno per un po’. Accettai, anche se non sapevo bene come gestire questa cosa.

Diventammo amanti, diventammo affiatati, lei mi insegnò un sacco di cose sul suo modo di vivere il sesso.

Mi spiegò, ad esempio, perchè le piacesse venire sempre prima di me. Mi spiegò che così, lei non provava più niente della sessualità maschile: la voglia di schizzare, di inseminare, tipicamente virile. Dopo sborrato, lei diventava solo oggetto di piacere, sottomesso e prono al mio cazzo, e questo la faceva sentire più femmina che mai.

Essere la “donna oggetto”, il terrore nella mentalità per le ragazze di oggi, rappresentava per lei una gioia infinita e un enorme soddisfazione sessuale.

Il tempo passava, diventammo una bella coppia, frequentavamo anche nuovi amici.

Ma intanto sentivo che nel nostro rapporto mancava qualcosa… la mia ritrosia nei confronti del suo pene, nell’intimità era diventata insopportabile. Era ovvio che passando ore d’amore insieme, dormendo nello stesso letto, spesso nudi, il suo sesso fosse sempre a portata di mano, ed io passavo il tempo a schivarlo cercando di non sembrare offensivo.

Il mio blocco era solo psicologico, ormai le volevo molto bene, avrei fatto di tutto per lei, ma non trovava il coraggio per sbloccarmi. Ovviamente ne avevamo anche parlato, tra noi. Lei mi disse che non mi avrebbe mai forzato, anzi, aveva paura che io, per questi motivi, la lasciassi. Però, altrettanto sinceramente, le sarebbe piaciuto che tra noi non ci fossero più ostacoli, nessuna ritrosia.

Insomma una vera coppia non dovrebbe avere zone off-limits o zone erogene tabu!

Aveva perfettamente ragione, lo sapevo.

Era quasi estate, eravamo andati a ballare in una di quelle discoteche di fronte alla spiaggia. Ogni tanto le coppiette si appartavano nel buio discreto, lasciandoci la musica alle spalle.

Quella sera la presi per mano e la portai vicino al mare. Ci baciammo, poi iniziai a tirarle su la minigonna di latex. Lei lasciava fare, non si tirava mai indietro quando volevo farmela… ma rimase molto sorpresa quando, invece di voltarla, le cercai sotto le mutandine e le presi in mano il cazzo.

La sentii trattenere il respiro, ma non disse niente, solamente mi baciò con magior passione. Ma io lasciai la sua bocca e, lentamente, mi misi in ginocchio. Una cara amica mi aveva insegnato… per prima cosa, scesi molto sotto linguine e mi misi a leccarle lo scroto, teso e piccino. Sentivo l’asta, turgida, a pochi millimetri dalle labbra.

Lo baciai, finalmente. Baciai il suo cazzo, caldo e spesso, una vera asta, e invece di provare ritrosia, mi accorsi che l’eccitazione mi insegnava a lasciarmi andare, così salii e quando mi trovai il glande di fronte, chiusi gli occhi e lo presi in bocca.

Non le feci altro, solo il pompino. Su e giù, era facile, e il cazzo che scivolava sulla lingua era buonissimo. Lei impazziva e si dimenava per il piacere… cercò di levarmelo di bocca, ma io capii e la tenni per le natiche.

Lei non si poteva più fermare e… venne. Venne copiosamente riempiendomi di sborra. I ruoli si erano invertiti, mi ripagava, finalmente, con lo stesso liquido che, per settimane, le avevo depositato in culo e in bocca, quasi tutti i santi giorni!

Era tanto per una sola sera… non volevo fare altro, ma lei mi voleva ringraziare ad ogni costo. Si voltò e, appoggiandosi, su una barca mi offrì per l’ennesima volta il culo.

Il sapore dello sperma era ancora nella mia bocca, inutile dire che la cosa mi aveva fatto intostare e non rinunciai, la scopai il culo con un po’ di rabbia in più del solito… dopo tutto “il mio amore” mi era appena venuta in bocca… La inculai come si fottono i trans e lei mi accolse felice e sottomessa, fino alla sborrata finale.

Dopo venuto mi girava la testa; persa l’eccitazione non sapevo più se avevo fatto bene o male, né cosa mi aspettava in futuro.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Media 5,0 su 5 · 3 voti
Scritto da
sesso italiano

Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.

Altri racconti di sesso italiano

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    Racconto Ne vogliono ancora

    Il padre racconta: Mia figlia cerca il cazzo

    Quando un padre è troppo sconvolto per le azioni erotiche che avvengono in casa sua non può certo parlarne con gli amici.

    1 anno fa 6 min 1 mi piace
    Racconto Ne vogliono ancora

    Esperienza con mia mamma

    Sono passati tanti anni, ero un ragazzo, voglio confidare cosa successe con la mia cara mamma.

    1 anno fa 5 min 0 mi piace
    Racconto Molto eccitante

    Mia figlia che non sa... Sverginata con dolore

    Seconda parte del racconto incestuoso di @Jakyboy ====================================== Finalmente anche l'ultimo degli invitati se ne va. E' stata un'attesa estenuante: la festa è durata 4 ore fino alle 8:30 di sera, e ora sto aiutando…

    3 anni fa 19 min 2 mi piace
    Pagina 2 di 2 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista