Tremo e urlo mentre lui non accenna a rallentare il suo ritmo.
Così si gira portandomi con se, ora sono su di lui. Lo cavalco mentre mi strapazzo il clitoride per godere ancora. Sento il suo cazzo infuocarmi dentro. Le sue mani mi stringono i fianchi come fossero maniglie da cui spingermi su e giù. Vengo ancora. O forse, quel primo orgasmo non si è ancora esaurito.
Mi stacco da quella cavalcata e mi sdraio accanto a lui.
“Sei stanca?” mi chiede. Che affronto!
Mi giro, pancia in giù, col viso sul cuscino che profuma del mio ragazzo lontano. Porto una mano sul mio sesso ed inizio a massaggiarmi. Sui polpastrelli sento la mia figa bollente e fradicia. Super sensibile per l'orgasmo multiplo appena concluso.
“Non sbagliare buco!” intimo, mentre sollevo le chiappette.
Federico si volta e torna su di me. Sento il suo cazzo tornare nella mia figa, battendo quella strada che ormai conosce a memoria. Il suono del suo ventre che sbatte contro il mio sedere è l’unica colonna sonora che volevo sentire. Mi masturbo mentre mi scopa. Non si sdraia su di me, ma mi scopa con una foga unica. Non so cosa gli dico, ma sono infinitamente arrapata.
La sua mano torna sulla mia gola e stringe, mentre i suoi colpi mi squassano. Vorrei molta più aria e questa mancanza mi fa godere ancora.
Sembrava aspettasse questo mio orgasmo, per rilassarsi un attimo. Lo sento rallentare ed uscire dalla mia figa in fiamme.
Ho a malapena la forza per girarmi sulla schiena. Sono sudata e sorridente. Anche lui, bello come un cherubino dal cazzo duro.
“Stavo per…” dice educatamente, come se gli avessi chiesto io, di uscire dalla mia passera. Ma va bene.
“Togli il guanto e vieni qui…” gli sussurro, come una mamma chioccia che vuole prendersi cura del suo piccolo cucciolo.
Dopo tutto, se l'e l’è meritato.
Così, si toglie il preservativo e si mette a cavalcioni sul mio petto. Io sollevo la testa quel tanto che basta ad accoglierlo nuovamente nella mia bocca e lo succhio.
Il suo sapore dolce misto a lattice e vaselina si mescolano alla mia saliva. Il ragazzo mi afferra i polsi e me li blocca incrociati sopra la mia testa. Lo guardo. È eccitato e gode ed io succhio avida per regalargli un orgasmo che non gli permetterò di dimenticare.
Inizia a muovere il bacino come se mi stesse scopando la bocca. Sento il suo cazzo arrivarmi in gola e di tanto in tanto costringendomi quasi a tossire. Il suo ritmo si fa più forte ed io succhio più che posso, immobilizzata come una bambola.
Lo guardo in viso, la sua espressione cambia. Mi libera i polsi. Finalmente. Gli prendo il cazzo con entrambe le mani e lo sego mentre lo guardo con la lingua da fuori.
Gode stringendo gli occhi ed esplode litri di sborra nella mia bocca e sul mio viso. Fiotti caldi mi colpiscono la fronte, i capelli, anche un occhio (Dio quanto brucia!). Io ingoio quello che posso, il resto lo lascio colare dove capita.
Si lascia cadere sul letto, esausto. Mi bacia le labbra sporche di lui (hai guadagnato altri mille punti) e mi chiede educatamente se può usare il bagno. Gli mimo con un dito il percorso e lui va.
Prendo il telefono, mi faccio un selfie. Sono una maschera di sborra e sudore. Ho le guance paonazze e gli occhi rossi e lucidi (uno degli occhi mi brucia da matti).
Invia al mio ragazzo.
Testo: “Carino il Tinder date di questa settimana. Dovrò fartelo conoscere. Buonanotte amorino ❤️”
Invia.
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Sono una normale ragazza pugliese trapiantata nella ridente e affollata Milano. Orfana del mio blog, nel quale raccontavo tutte le mie avventure più piccanti, ho trovato qui la mia nuova casa.
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Bel racconto, scritto in modo da saper accendere la fantasia!
Grazie mille! <3