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Giovanna, la sposa ninfomane
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Racconto21 min di lettura

Giovanna, la sposa ninfomane

La devota signora di paese se li fa tutti... e fortunati saranno i pensionanti in casa sua: gemelli affiatati dal cazzo instancabile.

pennabianca
2 anni fa · 761 letture · 0

La guardo e d’impulso le rinnovo una domanda.

«Cazzo! C’è qualcuno in questo paese che non ti sei scopata?»

Lei sorride divertita, poi, dopo una attenta riflessione, prosegue nel suo elenco.

«Sì, è il nuovo comandante dei carabinieri che è giunto in paese da appena una decina di giorni. Però mi sono scopata i cinque uomini che collaborano con lui. Me li sono fatti tutti e cinque assieme e, per una sera, mi hanno letteralmente devastato ogni buco.»

Ora è mio fratello che la guarda un po’ stupito e, con una certa ironia, le pone un’ennesima domanda.

«Cazzo! Hai detto che ti manca il comandante dei carabinieri, quindi ci vuoi far credere che ti sei scopata anche il prete?»

«Sì, e vi assicuro che, fra tutti quelli che mi hanno scopato e mi scopano tutt’ora, è stato il più porco e, assolutamente, il più perverso. Mi ha scopato in canonica, assieme al suo diacono, che me lo ha piantato nel culo, senza tanti complimenti, mentre mi teneva sdraiata su di lui, voltata di spalle e con le cosce aperte. Quel pervertito di un prete, ha preso la sua cintura e mi ha frustato con sapiente maestria sia i capezzoli, che il clitoride. Quel dolore così sapientemente dosato, mi ha fatto avere un orgasmo devastante. Quando la pelle sotto la sferza delle frustate è diventata del colore di una fragola matura, quel porco ha estratto un cazzetto, neanche troppo grosso, ma ha cominciato a schizzare la sua sborra sopra la mia pelle irritata delle frustate. Sentire quei getti caldi in quei punti, resi più sensibili dalle frustate, era come ricevere degli spilli che si conficcavano nella mia pelle. La cosa sconvolgente era che, mentre mi copriva di sborra, e l’altro mi inondava il culo, lui urlava che mi stava liberando da Satana! Ammetto, però, che nella mia lista mancava far sesso con due gemelli, come voi. È stato molto interessante farsi pompare il culo da un maschio, mentre sotto di te ne hai uno uguale che ti scopa nella fica. È una sensazione strana e bellissima, è come se facessi sesso con un maschio che ha due cazzi. Vorrei solo sapere se le vostre mogli riescono a capire la differenza che c’è fra voi due. Non si sbagliano mai?»

Mio fratello la guarda e stringe le spalle mentre le risponde.

«Perché? Che differenza fa? Anche loro sono due gemelle. Quindi per noi non ha nessuna importanza se mi trovo nel letto di mia moglie o di mia cognata. Abbiamo anche messo al mondo, ognuno di noi, due figli, un maschio ed una femmina e, onestamente, non potrei dire se ad ingravidare mia moglie sono stato io o mio fratello, ma, in ogni caso, per noi non ha fatto nessuna differenza, perché anche i nostri figli sono gemelli.»

Giovanna ci guarda meravigliata.

«Cazzo, che fortuna! Poter scopare con un maschio diverso, senza doversi preoccupare se è il marito o il cognato! Sono due femmine davvero fortunate! E pensare che ero convinta di essere io la puttana, mentre mi rendo conto che anche le vostre donne non scherzano.»

Entrambi ci siamo messi a ridere, poi, essendo stanchi per la giornata di lavoro oltre che per il supplemento della serata, ce ne siamo andati a letto. Per circa sei settimane abbiamo abitato in quella casa e abbiamo scopato ripetutamente Giovanna, che ci ha sempre regalato tutto il suo piacere. Il marito, dopo la prima sera, non aveva bisogno di ubriacarsi, perché aveva capito che sua moglie godeva nello stare fra le nostre braccia e così, dopo cena, tutti e tre, a volte anche quattro, perché dopo un po’ si è unito anche lo zio, ci chiudevamo in quella camera e la scopavamo come se non ci fosse un domani. È stato bello vedere lo stupore di Giovanna, quando si è trovata davanti il cazzo di nostro zio, che, se noi siamo abbastanza ben dotati, lui lo è molto più di noi, non tanto in lunghezza, quanto in circonferenza. Quando lui ha sfondato il culo di Giovanna, lei ha spalancato la bocca e sbarrato gli occhi, cercando, in qualche modo, di sopportare la forte dilatazione cui era sottoposto il suo culo.

«Cazzo, fa piano! Ho come l’impressione che al posto del cazzo, tu mi abbia spinto in culo una mano intera!»

Zio Pasquale si è messo a ridere e, dopo averle dato una bella pacca sul culo, l’ha rassicurata che non era una mano, ma solamente la punta del suo cazzo.

«Sta zitta, vacca, che non morde! Dite tutte così quando la vedete, poi urlate di piacere quando vi spacco il culo.»

Finito il lavoro, il giorno dell’inaugurazione, abbiamo portato con noi anche le nostre mogli e, dopo la cerimonia, siamo stati ospiti a pranzo a casa di Giovanna e, nel pomeriggio, tutti e cinque ci siamo divertiti con lei e le nostre mogli. Quando, dopo averla fatta godere tantissimo, ci ha salutato, si è complimentata con le nostre donne.

«Amici, mi avete regalato un momento di piacere davvero sconvolgente. Già era bellissimo scopare con due gemelli, ma leccare le fiche di due donne perfettamente identiche, ha reso il gioco ancora più eccitante. Spero che in futuro avremo modo di godere ancora insieme.»

Durante il viaggio di ritorno, mentre guidavo con mio fratello seduto al fianco, ho sentito, dietro di me, il commento delle nostre donne.

«Accidenti, che fortuna, che questo lavoro sia finito così in fretta; altrimenti, con una femmina come Giovanna, questi due davanti, ben presto sarebbero rimasti senza uccello, perché quella puttana avrebbe finito per consumarli pur di farsi grattare il prurito che deve aver fra le cosce e che la rendono una femmina insaziabile.»

Ho guardato mio fratello che ha annuito e sorriso e, dentro di me, mi sono trovato concorde su ciò che avevo appena sentito dire.

Giovanna era stata davvero una femmina insaziabile.

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