Mi chiamo Genny, ho diciannove anni e sono alta uno e settanta, capelli neri e occhia azzurri, regalo di nonna paterna, seno una terza, e un bel culetto a mandolino gambe lunghe e affusolate. Sono decisamente una bella ragazza che tiene molto al suo aspetto fisico e alla sua immagine, come mi ha insegnato mia nonna, che di classe ne aveva da vendere, una bella immagine fa sempre colpo e che aiuta in tanti casi della vita, e io sono sempre stata convinta che avesse veramente ragione. Da sei mesi vivo in una altra città essendo iscritta all’Università nella Facoltà di belle Arti. Abito in un piccolo bilocale con bagno posto in una bella zona di questa città, molto diversa da quella dove sono nata e anche questo nuovo modo di vivere è per me tutta una frizzante novità. Devo spiegarvi una cosa che caratterizza la mia famiglia. In casa mia hanno tutti l’abitudine di sposarsi presto, e in particolare di mettere incinta le moglie molto giovani. Non vi so spiegare il motivo o perche succede, ma succede e basta. Mio nonno Augusto ha sposato mia nonna Silvia che era incinta e aveva diciassette anni, ha partorito due maschi, mio zio Mario, che a sua volta ha sposato mia zia Claudia anche lei incita a diciassette anni e a diciannove aveva già due figli, e suo fratello Carlo che poi è mio padre, ha sposato mia madre Lucia, anche lei era incinta a sedici anni e ha diciannove aveva già mio fratello Stefano, e me che adesso mi ritrovo ad avere una madre che sembra mia sorella e mio padre che sembra il fratello maggiore di mio fratello. Da un certo punto di vista è anche un vantaggio, ci si ritrova sempre ad avere genitori giovani, ma nello stesso tempo la cosa mi rende un po inquieta perche io a diciannove anni, non sono ne fidanzata, ne sposata, e nemmeno incita mentre mio fratello ha già due figli avendo messo incinta mia cognata a diciassette anni e che ha partorito due gemelli, maschi. Siamo una famiglia benestante, e abbiamo due settori dove la mia famiglia ha investito e ha realizzato la propria fortuna. Un settore è la grande distribuzione alimentare, con sei super mercati, e nel settore delle maioliche e piastrelle, dove voglio inserirmi io e per questo frequento la Facoltà di belle Arti. Voglio dipingere maioliche, e fare dei capolavori con la mia fantasia e rinnovare un settore che i miei vorrebbero dismettere. Ovvio questo mi ha portato a scontrami con la mia famiglia che avrebbe voluto che pure io mi fossi inserita nelle varie amministrazioni dopo aver fatto studi di ragioniera o da dirigente per affiancare i miei fratelli e zii per dirigere le varie attività di famiglia, ma io ho deciso che voleva fare una cosa diversa e in questo solo mio nonno mi ha appoggiato. Per studiare mi sono allontanata dalla villa di famiglia dove tutti viviamo in totale armonia, e questo devo ammettere mi manca un poco. A diciannove anni essere di colpo libera è come prendere una sbornia. Ti senti padrona del mondo, e allora puoi fare quello che ti pare, andare dove vuoi e con chi vuoi. Allora penserete sesso a go go. Assolutamente no! Sono così terrorizzata dall’idea di rimanere incinta che ho cominciato ad assumere la pillola dai sedici anni. E questo mi ha condizionato sempre l’esistenza. Quando si tratta di sesso sono molto cauta, chiusa e soprattutto non ho mai messo il sesso fra le mia priorità, anche se ho avuto qualche frequentazione non ho mai ritenuto che la persona con cui uscivo era quella giusta. Dentro di me c’è sempre stata una sensazione che mi mancasse qualche cosa che mi portasse a lasciarmi andare. Sono sempre fuggita quando una relazione si stava incanalando in maniera molto seria. Naturalmente il mio aspetto, i miei occhi e il mio modo di essere sempre elegante, con mini e tacchi alti, ha scatenato un nugolo di maschi che mi ronzano intorno da quando ho messo piede all’Università. Poi visto che non riuscivano ad ottenere nulla è stata la volta delle ragazze che hanno senza mezzi termini iniziato a sedurmi sperando che fossi lesbica. Io mi sono sempre concentrata sullo studio, senza lasciarmi sedurre dal sesso e soprattutto ho continuato a mantenere i contatti con la mia famiglia che non vedeva di buon occhio il fatto che io me ne andavo a vivere da sola. Mio nonno Augusto, il patriarca di famiglia quando ha saputo le mie intenzioni ha detto una cosa che tutti hanno accettato.
“Vieni a casa una volta ogni quindici giorni, e telefoni almeno due volte al giorno ai tuoi genitori e una volta a me.”
Tutti d’accordo. Da quando è morta mia nonna per un banalissimo incidente, un ubriaco non ha rispettato uno stop, uccidendola, lui è cambiato. Per anni lui e mia nonna sono stati il mio punto di riferimento. Lei gran donna di una classe innata e sempre molto elegante anche in casa, che mi ha di fatto cresciuta e insegnato tutto quello che c’era da sapere nel vestire, muoversi, e in genere a vivere. Lui sempre dolcissimo con me che a suo dire ero la copia giovane della nonna, e che mi ha sempre chiamato la sua patatina. Un vero signore, sempre posato, nei modi e nelle reazioni. Un vero patriarca, un imperatore, come quello di cui lui ha il nome che però ha sempre fatto le cose in maniera giusta ed imparziale soprattutto con i suoi figli che ha istruito alla guida del suo impero consapevole che un giorno gli sarebbero succeduti, ma non con me. Per me ha sempre avuto un debole, un trattamento speciale e io ho un forte ascendente su di lui, gli posso chiedere ogni cosa e lui non me la rifiuta mai, in particolare dopo la morte della nonna. Oggi a cinquanta cinque anni ha un fisco che quando passa le donne lo divorano con gli occhi. Alto, imponente spalle larghe, asciutto, e con ancora quasi tutti i capelli neri, mani grandi e braccia forti che mi hanno sempre fatto sentire protetta e al cento del mondo. Da un po di tempo mi sono resa conto che c’è qualche cosa che non va in lui. Le nostre telefonate duravano in genere una ventina di minuti, invece adesso mi chiede appena le solite cose come se voglia evitarmi. Sono stata a casa la scorsa settimana e lui non l’ho visto, era a convegno a cui avrebbe potuto inviare chiunque e così, quando sono tornata all’Università e ho scoperto che non avremmo avuto lezioni ne venerdì ne sabato per i festeggiamenti del santo patrono, l’ho chiamato e l’ho invitato a raggiungermi per passare tre giorni insieme. All’inizio ha cercato delle scuse per non venire, ma io l’ho minacciato di sparire dalla sua vita se non mi accontentava.
“Ti prego non farlo. Vengo, il giovedì pomeriggio dopo l’ufficio vengo e staremo tre giorni insieme. Faccio prenotare dalla mia segretaria una camera in un albergo vicino a te e ti raggiungo.”
L’ho incenerito.
“Tu non devi prenotare nulla! Ho abbastanza spazio per entrambi e poi se non lo dici a nessuno è meglio. Ti voglio tutto per me e dimentica il cellulare che tanto non ti serve.”
Ha accettato tutte le mie condizioni. Il giovedì alle 13.30 me lo sono ritrovato appoggiato alla sua splendida Maserati, bello, sorridente e con una rosa rossa in mano. Naturalmente fin quando non l’ho salutato per tutti quelli che mi hanno guardato ero la classica troietta che si è venduta ad un ricco.
“Nonno!! che sorpresa!”
Lui mi ha abbracciato e mi ha aperto lo sportello della sua vettura e quando sono salita, la mini gonna è scivolata verso l’alto e lui ha ammirato le mie splendide cosce fasciate dalle mie inseparabili autoreggenti. Nel breve tratto fino a casa gli ho chiesto come mai mi aveva fatto questa sorpresa e lui ha detto che in ufficio il climatizzatore si era rotto e lui che aveva già la valigia in auto l’ha preso come un segno, se ne doveva andare a trovare la sua patatina. Appena dentro il mio appartamento ha dato una bella occhiata e ha annuito compiaciuto.
“Bello, intimo e ben tenuto. Non che avessi dubbi sul fatto che la mia patatina non fosse in grado di vivere da sola e di dimenticarsi di suo nonno che oggi le ha fatto fare la figura della troietta che si vende ad un vecchio porco che ama le ragazzine.”
La parte finale della frase la sussurra quasi a bassa voce. Mi giro lo afferro per il bavero della giacca e lo fulmino con uno sguardo mentre il mio viso molto vicino dal suo è una maschera di rabbia pura.
“Non ti permettere di dire queste cose! Oggi ho avuto una bellissima sorpresa da una persona che adoro e che non è affatto vecchio! In quanto alla troietta devi sapere che io non devo spiegazioni a nessuna delle persone che ci hanno visto e quando ti ho chiamato nonno tutte quelle puttanelle mi hanno sicuramente invidiato. Quindi chiariamo una cosa importante: qui c’è un bel maschio e non ci sono vecchi!”
