“Non ho nessuna voglia né intenzione di liberarmi da te; per praticare le vie diverse dell’amore, avremo tutto il tempo; questo è solo il primo incontro; voglio fare l’amore con te all’infinito, se i nostri adulteri continuano a incontrarsi.”
E’ veramente solo l’inizio di una storia meravigliosa; le volte successive, avremmo imparato a succhiarci il sesso in tutte le modalità possibili; a scopare come scimmie in tutti i modi e in tutti i buchi; la prima inculata è stata preceduta da una preparazione da grande evento e si è segnata nella nostra memoria per sempre; quel locale è diventato il nostro eden e lo abbiamo riempito d’amore e di sesso, sfruttando tutti i momenti, tutte le occasioni, tutti i desideri.
Per rendere più agevole e intenso il rapporto, accetto la proposta della Direzione di rappresentare l’azienda in incontri tecnici ad alto livello, in varie località italiane, accompagnato dalla mia bellissima vice; soddisfatti gli impegni ufficiali, per interi week end, ci restano parti di giorno e lunghe notti per sbizzarrirci nelle più ardite evoluzioni dell’amore; ambedue sappiamo con chiarezza che sono maturi i tempi per le separazioni e per ripartire da zero; ma uno scandalo è ancora un problema assai duro.
I rapporti sono ormai confusi; con i rispettivi coniugi, siamo sempre più distanti; non condivido più il letto con Ortensia che non se ne da per inteso e continua ad accusarmi della crudeltà mentale più becera; anche Clorinda ha dimenticato gli assalti violenti di suo marito e si gode l’amore con me con tutto il corpo; per la dislocazione dei tempi e i tentativi dei due di incontrarsi spesso, finiamo per incrociarci tutti di rado.
Invece la nostra vita diventa sempre più di coppia effettiva; con Clorinda passo quasi l’intera giornata in ufficio, coperti anche dalla solidarietà di amici e collaboratori che vedono con piacere la nostra storia crescere e usano tutti i mezzi per favorire gli incontri; addirittura riusciamo a scopare nel mio ufficio, che dispone di una sala per incontri privati e delicati; la faccio dotare di un divano letto e in certi momenti ne faccio un’alcova personale.
Continuo a passare volentieri con lei lunghe serate d’amore nel monolocale; quando mi riesce di inventarci occasioni di verifiche fuori sede, passiamo anche intere notti d’amore appassionato; naturalmente, i due sono felici di restare liberi di scopare per un’intera notte contro ‘i cornuti’ e non hanno nessuna idea di essere ricambiati con gli interessi; più ancora pesa su di loro la videoregistrazione che puntualmente mi documenta le loro evoluzioni a letto e gli imbarazzanti dialoghi contro di noi.
La convocazione urgente dall’ospedale mi sorprende al lavoro; il tono della chiamata impone che mi precipiti a sentire quali problemi ci sono; alla reception, la prima mazzata, quando mi indirizzano al reparto isolati per malattie contagiose; ci arrivo esitante e bardato di tutto punto; in una camera blindata, un medico mi avverte che la mia compagna è ricoverata per un attacco di Epatite C di cui stanno cercando le radici, i rimedi e gli eventuali contagiati.
Gli faccio presente che con Ortensia non ho rapporti sessuali almeno da sei mesi; ma, vista la possibile lunghissima incubazione del virus, non posso assicurare di non avere avuto occasioni di contagio; guardo nervoso la mia compagna che si finge distratta; brutalmente chiedo al medico se è stato ricoverato anche l’amante di lei, l’avvocato Armando Lucci; lui mi guarda sorpreso; Ortensia tenta una reazione offesa.
“Tu ti senti offesa perché ti tratterei da stupida; qui ci sono tutti i video delle tue scopate col tuo amante, a casa e nel bungalow; hai dimenticato che pretendesti il sistema antintrusione con videoregistrazione a distanza? Parli tu o metto in piazza il tuo comportamento da troia?”
“Un momento, ingegnere, non è necessario imporre altre umiliazioni alla signora che già sta messa molto male; l’avvocato è ricoverato in altra camera ed abbiamo convocato anche la compagna pensando a due casi paralleli; invece vedo che sono intrecciati; comunque, sia lei che la signora Clorinda dovete effettuare dei test per verificare se c’è stato contagio … “
“Posso parlare con Clorinda?”
“Nessun problema … “
La manda a chiamare e lei mi raggiunge al capezzale di Ortensia; le dico che, per le analisi necessarie, preferisco che non ci affidiamo alle strutture dell’ospedale, ma a quelle di una clinica specializzata; in particolare, le ricordo che una coppia con cui ci scontriamo spesso a bridge è formata dal dottor Rossi e da sua moglie; sono proprietari della clinica per malattie contagiose, lui è direttore sanitario e primario; lei è Amministratore Delegato.
La qualità della struttura dà la massima garanzia e possiamo con una telefonata assicurarci l’appuntamento al più presto; lei è piuttosto scossa dal pericolo che si prospetta; le faccio osservare che quella patologia si trasmette solo per via sessuale; le chiedo quand’è stata l’ultima volta che ha avuto rapporti con Armando; anche lei ha smesso subito dopo la rivelazione della tresca; nessuno azzarda commenti, ma la situazione è ormai chiara.
“Se non capisco male, c’è qualcosa tra voi due … “
“Già!!!! Poiché sei super intelligente e sono io che ti disprezzo senza motivo; è chiaro che finalmente ti rendi conto che non è affatto come vi siete raccontati tante volte mentre scopavate; capisci, finalmente che non stiamo qui ad aspettare con gioia le corna che ci fate tu e il maiale o preferisci che lo chiamo Giuda o caprone o untore o figlio di puttana?”
“Quindi, è finita tra noi ? … “
“Cosa prevedevi quando ti sei fatta sbattere la prima volta? Ah, sì; eri convinta che sarei venuto in ginocchio a chiederti perdono e mendicare la tua preziosa figa … Non tentare di negare o divento volgare e te ne dico di tutti i colori; è nelle registrazioni dei vostri dialoghi mentre scopate … “
“Sono stupidità che si dicono, in certi momenti … “
“Peccato che i momenti siano diventati mesi e che il tuo atteggiamento non sia cambiato … “
“Cosa farai, allora?”
“Prenoto le analisi alla clinica di Rossi per me e per la donna che amo; se siamo puliti perché non abbiamo avuto rapporti coi due contagiati, torneremo alle nostre abitudini; se qualcosa avessimo contratto, saremmo costretti ad una degenza speriamo breve; al massimo, ci sarà un’emorragia di soldi; in compenso, mi libero di te e costruisco il mio futuro con lei.”
“Ingegnere, mi perdoni; non sono proprio affari miei, ma umanamente e professionalmente non posso astenermi; il dottor Rossi è un grande luminare; mi vanto anche di essere un suo allievo; se lei gode di un rapporto privilegiato fino a giocare a bridge, allora deve per forza tenere presente che, quasi certamente, la signora Ortensia è a uno stadio di infezione medio/basso.
Se lei ha la disponibilità economica per farla ricoverare in clinica, le cure specialistiche possono guarirla; ho capito che in gioco c’è una questione di corna tra vecchi amici; la sua compagna ha perso molti diritti, sicuramente non potrà fare sesso, almeno per un bel po’ di mesi, se non per anni, per non rischiare di contagiare i partner; sta a lei decidere se vuole risparmiare qualche soldo o se vuole lasciarla assicurandole la guarigione; voi due sono quasi sicuro che non siete contagiati; lei va aiutata.”
“Dottore, lasci stare; ho fatto i capricci perché mi ritenevo sottostimata, trascurata, non amata abbastanza; è chiaro che mi condannano i fatti, non il giudizio di un uomo che mi amava e che ho allontanato da me stupidamente; non merito niente … “
“Dottore, le chiedo scusa, come professionista e come uomo; stavo per comportarmi da caprone; sarebbe stato assai ingiusto; Clorinda ha avuto l’appuntamento per domani; ha già chiesto la camera per Ortensia; anche sul lavoro quella donna è il mio pilastro; verrà la richiesta dalla clinica di spostare l’ammalata; potete farlo voi?”
“Non si faccia problemi; ciascuno fa la sua parte, in questa dimensione di sofferenza; Ortensia, stia su; qualche settimana di cure, qualche mese di sacrifici poi tornerà a fare quel che le pare, anche i capricci … “
“Romolo, non so come chiederti perdono e ringraziarti … “
“Riguardati; se stai bene, sono contento anche io.”
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