Lo ha tenuto tutto dentro, restando immobile e ben piantato dentro la mia vagina, che si contraeva nello spasmo dell’orgasmo. Poi, quasi a malincuore, si è sfilato ed ha appoggiato la cappella al buchetto. Essendo ben lubrificata dal mio stesso orgasmo, è penetrata in me con un affondo deciso.«Sì, dai, sfondami il culo! Dai, scopami e vieni!»Ha preso a pomparmi con un ritmo incredibile. Non avevo mai provato un piacere più intenso nell’esser penetrata con tanta durezza. Con Michele l’anale veniva sempre praticato in maniera piuttosto garbata. Lui, nel mio culetto, ci finiva quasi solo per venire, ma non si era mai preoccupato di farmici godere. In breve, son venuta anche di culo.«Dai, ora vengo! Cazzo, mi sfondi divinamente il culo! Dai, vieni anche tu!»Neanche lui ha resistito molto. Ha raggiunto l’orgasmo dentro di me.«Vengo! Sborro! Sapessi da quanto lo volevo!»Sento la cappella di Matteo che si era gonfiata, pronta ad esplodere in me, con il suo seme caldo, proprio come lo avevo sempre immaginato. Ci siamo staccati, ho rimesso a posto le mutandine e poi, insieme, siamo andati in chiesa. Ero soddisfatta per quel che avevo fatto, avevo ceduto ad una tentazione a lungo repressa e ne ero contenta. Quando ho baciato Michele in bocca, lui era felice come una Pasqua ed io mi son girata verso Matteo, che ha annuito; anche sua moglie ha annuito allo sguardo di mio marito e questo non è sfuggito nemmeno a Matteo. Durante la cerimonia, mi si è avvicinato e, con una scusa, mi ha portato un po’ in disparte.«E’ una mia impressione o fra tuo marito e mia moglie c’è stato uno scambio d’occhiate in chiesa?»Gli ho sorriso, provando un improvviso impulso a scoparmelo di nuovo, lì.«Quello che noi due abbiamo fatto oggi, loro lo hanno fatto due giorni fa, in camera mia, sul mio letto nunziale! Sono stata fatta cornuta ancor prima di sposarmi.»Lui mi guarda con una luce diversa e mi fa una proposta.«Non hai bisogno di andare di nuovo in bagno?»Lo guardo ed annuisco. Lui sale all’interno della struttura e scompare alla vista di tutti. Io faccio un rapido giro e noto che, sia mio marito che Emilia, sembrano svaniti. Tutti si divertono, mangiano e bevono, cosi mi eclisso indisturbata. Salgo al piano di sopra e vedo che Matteo mi fa cenno di avvicinarmi. Lui ha aperto una porta e, dal riflesso nello specchio, vedo che mio marito sta scopando con sua moglie. La troia è eccitata al massimo e Michele la sfonda con impeto.
«Dai, che vengo! Cazzo, come mi piace scopare con te! Sei un bel porco! Vengo! Dai, vieni, che non abbiamo tempo!»Lei è infoiata al massimo e lui le sborra dentro all’improvviso.«Sborro! Sto sborrando! Cazzo, come mi fai bollire il sangue!»Le viene dentro e lei gli grida di non farlo.«No! Cazzo, NO! Esci, che sono nei giorni fertili! Esci, che mi ingravidi! No!»Lui non si sfila e le sborra dentro. Matteo mi prende per mano e mi immette nella camera attigua. Ho intuito il suo desiderio e, stranamente, coincide con il mio. Mi piego, appoggiando le mani sul letto e lui mi infila dentro il suo cazzo durissimo. Ho un violento orgasmo che non reprimo. Non m’importa, se mi sentono, adesso voglio godere liberamente.«Cazzo, mi hai già fatto venire! Dai, scopami forte! Dai, che godo! Vengo!»Mi sbatte così forte che mi solleva ad ogni affondo, poi lo sento arrivare. Mi giro e, attraverso lo specchio, vedo la porta leggerete aperta: son certa che dietro ci sono Michele e Emilia, che ci guardano. Allora provoco Matteo.«Dai, sborrami dentro! Ingravidami, come ha fatto il tuo amico con quella puttana di tua moglie!»Lui è troppo eccitato per non assecondarmi e mi riversa dentro un fiume di sbroda.«Sì, sborro! Cazzo se vengo e ti inondo l’utero! Prendila tutta!»Lo sento venire. Mi giro e vedo che la porta si è chiusa. Lo faccio sfilare, poi mi abbasso e glielo prendo in bocca. Ha ancora un po’ di crema che pulisco alla perfezione. Poi ci guardiamo negli occhi e scendiamo di nuovo in mezzo agli invitati. Lui va a cercare sua moglie e vedo che lei lo guarda un po’ stupita. Io prendo mio marito, lo bacio in bocca e lui mi guarda con gli occhi sbarrati per lo stupore. Di sicuro, sente il sapore della crema di Matteo, ma, alla fine, non si sottrae. Nessuno di noi dice nulla, ma ci guardiamo negli occhi, ben consapevoli che ognuno sa ciò che ha fatto l’altro. In viaggio di nozze, non una parola e nemmeno un momento di incertezza. Mi ha scopato e mi è venuto dentro sempre ed io non mi son sottratta. Dopo una ventina di giorni, una mattina, avverto nausea: faccio il test di gravidanza, è positivo. Vado a prenotare un test ufficiale al distretto sanitario e vi incontro Emila. Ci guardiamo, ci mettiamo a ridere e ci sediamo al tavolo di un bar, per un caffe.«Ok, adesso dimmi chi ti ha ingravidato? Michele o Matteo?»Lei mi guarda e mi fa la stessa domanda. Io, però, attendo la sua risposta.
«Penso sia stato tuo marito, il giorno delle nozze, e niente di più facile che anche a te sia capitato lo stesso, in quello stesso giorno. Vi abbiamo visto, mentre lo facevate nella stanza accanto. Io avevo visto la porta aperta, ma non ero riuscita a vedere chi ci spiava, poi, dopo, ho capito e lo hanno capito anche i nostri rispettivi compagni. Ora che si fa?»La guardo e mi rendo conto che non sono arrabbiata con lei, caso mai conservo un po’ di sdegno con mio marito.«Adesso, io e te alleviamo le creature che abbiamo in grembo e, poi, ci scambiamo i mariti, ma prendendo le precauzioni opportune!»Ci siamo messe a ridere. L’ho invitata con suo marito a cena il sabato successivo.Quando son tornata a casa, l’ho detto a mio marito che mi ha guardato un po’ stupito. La sera della cena, io ed Emila ci eravamo già accordate e, mentre eravamo a cena, io ho esordito comunicando a mio marito di esser incinta.«Caro, io sono incinta di Matteo e lei è incinta di te!»Mi ha guardato sconvolto. Io ho guardato sia Matteo che Emila e poi gli ho sorriso, gli ho detto che non vi sarebbero stati problemi: noi avremmo allevato nostro figlio e loro il loro.Da quel momento abbiamo iniziato un nuovo capitolo della nostra vita. Abbiamo partorito ognuna un bel maschietto, cui abbiamo dato il nome di Matteo e lei lo ha chiamato Michele, così abbiamo sempre ben chiaro lo scambio di corna che ci siamo propinate nel giorno delle nozze.Da allora, ci divertiamo a scambiarci i mariti e questo ci piace molto: loro ci scopano e sfondano con devozione, consapevoli che, diversamente, saremmo andate in giro a trovare chi si sarebbe offerto ad ingravidarci, al loro posto.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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