Mi chiamo Pamela, ho 32 anni, sono un po’ più alta della media e sono una bella mora, con occhi scuri, un bel seno abbastanza florido ed un bel culo posto a corredo di due cosce lunghe e snelle. Son stata fidanzata, per tre anni, con Michele, un bel manzo molto ambito dalle donne che lo vedono, perché più alto di me, fisico snello ed asciutto, occhi scuri e capelli neri, con in più, oltre ad un bel culetto, ha una mazza di tutto rispetto fra le gambe. Oggi ci sposiamo. Intimamente sono piuttosto adirata. Solo ieri mattina ho scoperto che il futuro maritino mi ha regalato un bel paio di corna fresche e lucide. Mi ero dimenticata di prender delle cose da mettere in valigia per il nostro viaggio di nozze, che avevo già portato nel nostro appartamento, appena ristrutturato. Ero solo di passaggio e, quindi, avrei fatto in un attimo, quando, nel parcheggiare l’auto, ho notato quella del futuro marito, che mi aveva detto d’esser al lavoro. Incuriosita sono salita al nostro piano e, silenziosamente, son entrata in casa, pensando che stesse preparando qualche sorpresa per noi che saremmo venuti a cambiarci qui, dopo la cerimonia. Lui non è nuovo a queste piccole attenzioni nei miei confronti, quindi ho cercato di non farmi scoprire, per non vanificare il risultato della sorpresa. Sono entrata senza far rumore, ho cercato di capire dove fosse, ho sentito strani rumori provenire dalla nostra camera da letto, mi son avvicinata e ho dato uno sguardo dallo stipite della porta socchiusa. Cazzo!Il mio adorato futuro sposo si stava scopando Emilia, la nostra arredatrice! Cazzo che troia! La puttana era distesa supina sul MIO letto a cosce aperte e si godeva il porco che la pompava con vigore. Lei gemeva di piacere e lo incitava a scoparla più forte.«Sì, così, dai! Sei fantastico! Dai, ancora, più forte! Più forte! Mi fai morire! Vengo!»Sono rimasta gelata. Ero sul punto di entrare e far un casino, ma ho deciso di fargliela pagare diversamente: Il porco avrebbe avuto lo stesso trattamento! In passato sono stata un po’ libertina, lo ammetto, ma da quando mi son fidanzata con lui, mi ero preoccupata di avere un comportamento più morigerato, affinché non potessero esserci condizioni da dar luogo a dubbi o critiche. Sempre inappuntabile! Avevo persino scelto un abito adatto, bianco, candido, austero e poco scollato, in abbinamento ad un’ampia gonna a balze. Dopo quanto ho visto, ho deciso di cedere all’impulso più trasgressivo e libertino di me, proprio nel giorno del mio matrimonio. Per tre anni avevo represso in me il desiderio di cedere al richiamo dell’adulterio e le occasioni non mi erano mancate.
L’ultima, non meno di un mese fa, quando Matteo, il marito di quella troia della nostra arredatrice, nonché uno degli amici più fidati del mio futuro marito, mi aveva preso a corteggiare con insistenza. Matteo è un bellissimo ragazzo. Alto quanto Michele, biondo, occhi ialini che ti ipnotizzano, fisico ben conformato da anni di arti marziali ed un’aria da maledetto, di quelli che ti scopano quasi per farti un piacere. Ti fanno rabbia i tipi così, ma poi li desideri sempre. In più di una occasione, avevo avuto modo di constatare che era anche ben fornito fra le gambe. Il continuo trovarci assieme, in mille occasioni, ci avevano portato ad una fitta serie di sguardi che avevano sempre rasentato un preciso richiamo al sesso primordiale, del tutto irresistibile. I suoi occhi mi erano entrati dentro in più di una occasione e lo avevo desiderato al punto che, diverse volte, avevo immaginato di ritrovarmi penetrata da lui, durante i rapporti con il mio futuro marito. Resistere al richiamo della carne in sua presenza, aveva sempre richiesto un grande sforzo fisico e mentale, da parte mia. Mi ero sempre detta che non era giusto e che sua moglie, in fondo, era anche mia amica e perciò avevo deciso di soprassedere da quel proposito libertino. Mi dicevo che era irrimediabilmente sbagliato cedere alla carne. Poi qualcosa era cambiato tra noi. Michele aveva cambiato il suo testimone di nozze, scegliendo il mio futuro cognato e la moglie di Matteo che, in passato, erano stati fidanzati, e pregandomi di ripiegare su Matteo come testimone assieme a mia cognata. All’inizio non ero contenta, non capivo quella sua mossa, ma poi, dopo aver visto, ho capito tutto. Però, come dice un vecchio proverbio: il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Così ci si è messo di mezzo il destino. Nel giorno delle nozze, l’auto che aspettavo aveva avuto un imprevisto e, inaspettatamente, era stato proprio Matteo a suonare al mio citofono.«Pamela è successo un guaio: la vettura che doveva venir a prenderti, ha avuto un incidente, quindi sarò io ad accompagnarti in chiesa.»Ci ho riflettuto un attimo e, con una scusa banale, l’ho fatto salire in casa. Appena giunto in camera, lui mi ha guardato con i suoi occhi di ghiaccio, mentre io, fin quando non siamo rimasti soli, mi son trattenuta, fingendo disinteresse verso il suo corpo, avvolto in un completo scuro.«Aspettami un attimo, che vado in bagno.»Era solo la scusa per esser certa che nessuno potesse vederci. Appena entrata, l’ho chiamato.«Matteo, aiutami con il vestito per favore.»
Lui è entrato ed io lo tenevo già sollevato. Lui si è avvicinato e si è inginocchiato davanti a me. Ho lasciato che la sua mano, delicatamente, risalisse lungo la linea dalla caviglia alla coscia. Un brivido di proibito ed i mesi di repressione degli istinti, con il suo profumo nelle narici ed i suoi occhi dritti di fronte a me, complice il non fermare l’avanzare della sua mano verso i miei slip, aveva frantumato qualsiasi barriera. Avevo afferrato la sua mano solo per spingerla in direzione del mio intimo bagnato. Lui mi ha guardato con occhi carichi di desiderio.«Ti voglio! Ti ho desiderato per tutti questi mesi ed ora cosa mi fai? Non giocare con me, perché son pazzo di te!»Si è sollevato continuando a tenere la mano sulla mia fica. Ha preso la mia per farmi sentire tutta la sua virilità. Ho sentito il suo piacere eretto e duro in mio potere. Mi ha baciato con un impeto mai provato prima. In quel momento lo volevo e basta! Le nostre labbra si sono finalmente unite.«Scopami e basta! Adesso ti voglio! Sono consapevole che abbiamo poco tempo: al ritorno ti darò di più, ma, ora, scopami!»Mi ha guardato come un leone quando sta per aver la sua preda! Senza aggiungere altro, ho afferrato con mano la cerniera dei suoi pantaloni per abbassarli insieme ai suoi slip. Matteo si depilava i testicoli, un particolare che avevo immediatamente apprezzato, avvicinando le mie labbra alla sua cappella.«Succhiamelo dai! Ho sognato da sempre questo momento! Ti voglio!»Un breve sesso orale, ma intenso, fino al limite della mia gola, mentre le mani di Matteo avevano abilmente stuzzicato il mio clitoride. Per non rischiare di macchiare o strappare l’abito nuziale, avevo rinunciato alla sua bocca nel mio orifizio vaginale, optando per piegarmi in direzione della vasca.«Adesso scopami, mettendomelo anche nel culo! Voglio sentirlo in entrambi i buchi! Quando sarai per concludere, voglio che mi sborri nel culo!»Avevo scelto il sesso anale per ricevere il suo seme, perché volevo sentirlo colare per tutto il giorno, lentamente, dal mio culo. Lo avrei avuto senza rischio di gravidanza, in quanto non prendevo anticoncezionali, ma lui questo non lo sapeva. Mi ha infilato la sua verga dura, subito davanti, tutta, fino in fondo.«Ooohh! Sì! Quanto ti ho desiderato! Dai spingilo tutto dentro e scopami forte.»Non si è fatto pregare. Mi ha afferrato per i fianchi e mi ha pompato come un pazzo furioso. Ho avuto subito un orgasmo.«Dai, Matteo, che vengo! Dai, ora vengo!»
