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Crostate e tortillas
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Racconto13 min di lettura

Crostate e tortillas

Un gioco erotico in cucina si trasfoma in un incredibile fisting anale, grazie al potere evocativo del... burro.

Moniq
7 mesi fa · 1.2k letture · 0

Si volta con un sorriso storto “si dai facciamolo…”

Prendo un bel po’ di burro con le dita, morbido nella temperatura calda di casa, e lo metto sulla parte superiore delle natiche, proprio dove si dividono e poi inizio a strofinare il suo ano, tutto intorno, prima di inserire l’indice.

Ci lavoro su e giù, dentro e fuori, nocca dopo nocca. Sono impaziente ma voglio fare le cose bene. Quando sento che inizia a ammorbidirsi l’aiuto iniziando a carezzare il clitoride.

“sei pronta per il dito numero due?” chiedo.

Lei annuisce e geme in segno di assenso. Nel frattempo il burro si scioglie e cola lungo la fessura fra le natiche, è perfetto. Infilo il medio.

La mano sinistra continua a giocare con il suo clitoride. L’indice raggiunge il medio. Le due dita scivolano dentro facilmente, ma vado molto piano e sto attenta alle unghie.

"Come stai? Fammi sapere se diventa troppo." Dico.

Mi risponde spavalda: "Questo non è grande nemmeno quanto il tuo strapon" “Sto benissimo… se mi fa male te lo dico…” Ansima.

Si rilassa ancora di più e sento l’ano ammorbidirsi mentre uso le due dita per scoparle lentamente il culo. Ha la guancia premuta contro il tavolo, gli occhi chiusi e la bocca semiaperta. E’ bellissima.

I suoi gemiti sono rilassati e contenti, non vuole affrettare un orgasmo. Nemmeno io. Sta vivendo completamente nel momento.

"Aggiungi," dice "il prossimo."

"Va bene, numero tre?" Ho chiesto.

"si si."

Non devo fare praticamente nulla per lubrificare l'anulare. Il burro era scivolato e scopandola con le dita lo avevo diffuso ovunque.

Spingo il triangolo formato dalle tre dite e il suo culo si apre per accoglierlo.

Indice, medio e anulare insieme hanno all'incirca le dimensioni del dildo più grande che ho usato con lei.

La scopo lentamente, godendomi i suoi gemiti. Apro leggermente le dita e spingo fino in fondo. Ho il pollice rivolto verso l’alto e il mignolo che va a strofinarsi contro le labbra della sua fica, mentre l’altra mano le accarezza il clitoride.

"Non fermarti. E’ bellissimo" Dice. E continua a spingere verso la mia mano. Non le sto scopando il culo. È lei che scopa le mie dita.

La mia mano sinistra cerco di seguire i suoi movimenti e di continuare a strofinarle il clitoride. Si dondola avanti e indietro così velocemente che a quel punto la cosa migliore che posso fare è tenere la mano ferma in modo che possa strofinarsi contro di essa.

"Non farò nulla finché non me lo dici tu." Le dico.

Ma è una bugia. Con le mani occupate, colgo l’occasione per baciarle e mordicchiarle le natiche. Ho la faccia unta e lubrificata come il suo culo.

Continua a scoparsi sempre più velocemente. Io faccio forza e le dita ogni volta entrano fino in fondo. Grugnisce di piacere. Penso che stia per venire da un momento all’altro.

"Aggiungi il prossimo." Mi dice. Rallentando il ritmo della scopata.

Speravo lo dicesse. Volevo farlo. Ma le chiedo: "Sei sicura?"

"Si. Voglio vedere fin dove posso arrivare. Non smettere di strofinare con quell'altra mano."

E’ concentrata, la fronte premuta contro il bancone, la schiena curva.. spinge il culo verso la mia mano.

Ho infilato il mignolo insieme alle altre dita… già perfettamente lubrificato.

Un pochino alla volta, le infilo tutte e quattro le dita nel culo. Qui non c'è fretta. Un po' dentro, un po' fuori. Spingere fino a quando non c'è resistenza e poi indietro.

Emette suoni che non le ho mai sentito emettere prima. Stringe il bancone così forte che le nocche diventano bianche.

La mia mano libera era torna a strofinarle il clitoride, ma non provo a metterle un dito nella figa. Mi chiedo se c’è abbastanza spazio con la maggior parte della mia mano che le entra nel culo.

Le trema, per il dolore o per il desiderio di venire, non lo so. Forse entrambi? Qualunque cosa fosse, respira profondamente e balbetta e boccheggia come un pesce fuori dall’acqua.

Alla fine, la quattro dita entrano tutte dentro di lei. Solo il pollice impedisce di andare più a fondo. E quando sente che il pollice preme lungo la scanalatura fra le natiche, inizia a scoparmi la mano come aveva fatto prima,

“Sto. Venendo. Godo. Cazzo. Cazzo.” Tra ogni parola c’era un respiro. “Fermati.” E poi inizia a tremare. Ha smesso di scoparmi la mano, le mie dita sono conficcate fino al pollice nel suo culo. Si accascia e la sorreggo con la mano nel culo. Mentre trema dei suoi orgasmi, emettendo suoni gutturali, animaleschi… estremamente eccitanti ma che, penso, da questa stanza non insonorizzata i vicini sentiranno sicuramente.

C’è un bagliore selvaggio nei suoi occhi adesso. “metti tutta la mano” mi dice.

Ho fatto una specie di cuneo con le mie cinque dita e l'ho premuto contro di lei. Nonostante stringessi la mano il più possibile sembrava veramente enorme e impossibile.

"Oh. Mio. Dio." Andavo un po' alla volta. Millimetro dentro, millimetro fuori. Non aggiungo pressione, lei controlla completamente la situazione. Preme indietro e avanti come quando si è scopata contro la mano. Ogni volta che si spinge indietro fa un respiro profondo e i muscoli dello sfintere mi stringevano tutte le dita. La mano è arrivata alla seconda nocca.

"Sei a un centimetro di distanza." Le dico.

"Non è niente." Mi guarda. I suoi occhi sono spalancati come non li ho mai visti. "Sono così vicina!"

"Per venire di nuovo?" chiedo.

"Anche quello." E spinge ancora.

Posso sentirla tremare di nuovo. E continuare a premere. E’ ipnotico vedere un po' più della mia mano scomparire in lei ogni volta che si spinge indietro.

"Ci sei. Sei alle ultime nocche!" Ho provato a fare la mano ancora più piccola.

E poi tutta la mano è dentro di lei. Sento le sue gambe tremare così tanto che ho paura che stia per crollare, abbattendoci entrambe.

"Oddio. È davvero strano. Continua a strofinarmi, ma non muovere quell'altra mano!" Non so come faccia ad essere coerente. "Perché non l'abbiamo fatto con uno specchio dietro di noi? Voglio vedermi!!"

A quel punto, con un di gola profondo inizia a venire di nuovo. Tutto il suo corpo si irrigidisce e sento che stringe fortissimo il mio polso. Smetto di strofinarla con la mano sinistra e cerco solo di tenerla in piedi.

"No no odddio, non smettere di strofinarmi il clitoride!" E comincia di nuovo a scoparsi.

È incredibile vedere la mia mano dentro di lei in questo modo. Un conto è guardare un dildo scivolare dentro e fuori dal suo culo, ma ora mi stava scopando un braccio. Sento il suo calore con tutta la mano. Sono dentro di lei.

Le dita dell'altra mia mano continuano a strofinarle il clitoride e lei continua a spingere indietro di più.

E’ completamente persa in quel momento. Non sembra che sia consapevole di nulla al di fuori del suo corpo. Sento che ricomincia a irrigidirsi. Il suo culo si stringe attorno al mio braccio. E ancora una volta vedo tutti i muscoli del suo corpo tremare.

"Oddio. È davvero tanto. Cazzo. Non posso credere che tu abbia la mano dentro di me!" Sul bancone c’è una pozza di bava. Ansima. Gli occhi vitrei.

"Siamo arrivati fino a metà del mio avambraccio, tesoro. Penso di essere appena diventata il tuo dildo più grande di sempre." Mi sporsi in avanti e le baciai la parte bassa della schiena. "Come stai?"

"E incredibile." Mi sorride "Pensi di riuscire a tirarlo fuori? “

"Non lo so, potrei rimanere così e portarti in giro per la città"

Lei inizia a ridere e sento che si rilassa.

"Vuoi che continui a strofinarti il clitoride?" chiedo.

"No non gliela posso fare… stai solo attenta e fai piano" C’è un po’ di paura nei suoi occhi.

Ma con maggiore facilità di quanto fosse entrata, la mia mano scivola fuori da lei con uno “shloop”. Posso vedere il suo ano aperto pulsare e iniziare a chiudersi.

Crolla in ginocchio. "È stato fantastico! Incredibile… uauu”

Mi chino verso di lei. Vado a ripulirmi. Un momento e torno.

“Si. Ti raggiungo. Tocca fare un’altra doccia. Sono unta come una tortilla.”

Crostata e tortillas… un bel modo per festeggiare.

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Moniq

Bisessuale, ma attualmente più lsb che etero. Non sono una che vuole scrivere racconti erotici, ma che butta su "carta" (virtuale) le emozioni vissute. E spesso, rileggendo, capisco qualcosa di me. Una sorta di flusso di coscienza con le virgole, insomma. Nessuna pretesa letteraria o di compiacere l'eventuale lettore. Scrivo per me e se trovo menti affini, tanto meglio. [email protected]

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