Lei mi tira via con uno strattone. Mi alza. Due passi. Di nuovo giù. Altro calore, altro odore. Altro cazzo. Questo ha un odore veramente diverso. Mi viene il dubbio che sia un nero. Non è completamente duro, ma è grosso. Mi diventa duro in bocca e fatico a contenerlo.
Inizio a essere fradicia. Non potendo toccarmi, stringo e rilascio i muscoli delle cosce per darmi un po’ di piacere.
Altro strattone. Altro spostamento. Altro cazzo. Più piccolo di quelli di prima. Già duro. Gambe molto pelose che mi solleticano le spalle. Mentre succhio.
Ora parlano a bassa voce fra loro. Non capisco nulla del loro spagnolo. Forse catalano.
Mi fa inginocchiare su un cuscino e li ho intorno. Quindi sono tre. Mi toccano i seni, la schiena, delle dita si insinuano nella mia bocca per essere succhiate. Cazzi spingono dolcemente sulle labbra per avere la mia bocca. Si danno il cambio nella mia bocca. Mi immagino sbafata di rossetto. Ovunque. La mia fica indecente sta colando sulle cosce. Mi vedo con gli occhi della mente in ginocchio attorniata che succhio e sbavo su quei cazzi e è una stilettata di eccitazione che mi fa contrarre le pareti della vagina.
Le mani dietro la testa mi guidano ai loro voleri.
Ogni tanto la voce di lei, come se desse degli ordini. E anche le sue mani, mi sembra di riconoscere, dalle unghie, sulla mia nuca che mi guida mentre succhio.
L’unico rumore nella stanza sono i suoni gutturali che emetto e dei sospiri di soddisfazione, per il lavoro dell’italiana.
Le mani sono decise. L’essere bendate acuisce i sensi, ma in chi ha fra le mani una persona bendata, e ammanettata, percepisce la sensazione di poter far tutto di lei.
Gli occhi sono erotici, parlano. Ma mediano anche. Comunicano ciò che siamo e ciò che vogliamo. Ogni emozione passa dagli occhi.
Senza la loro presenza, i freni inibitori cadono pesantemente. Io sono come in trance. Ma loro, penso, mi vedono come una bambola morbida e calda in cui infilare i loro cazzi per godere. Senza occhi non sono una donna, sono un pezzo di carne. Un buco da riempire.
I cazzi mi sbattono sul viso, forzano la bocca. Uno. L’altro. Insieme. Mi sbattono sulle guance. Sul collo. Stretta fra le loro gambe, tenuta bloccata dalle loro ginocchia. Le mani strizzano i seni, le natiche, tirano i capelli. Dita fameliche entrano nella fica facendomi gemere. Mi tolgono il plug, entra un dito. Due. Mi scopano il culo e la fica con le dita. Mentre una mano mi tiene bloccata con un cazzo nella gola.
Due braccia mi prendono di peso senza sforzo apparente e mi mettono su un letto. Percepisco un corpo muscoloso, grosso. Ho le mani dietro la schiena e sto leggermente d lato, ma mi alzano le gambe e qualcuno si getta a capofitto sulla mi fica, trattengo un urlo a malapena. Me la lecca dall’alto verso il basso, dal culo al clitoride, con lunghe lappate, beandosi dei miei succhi. Una barba ispida mi struscia le cosce. Vorrei prendere quella testa e spingerla sul mio clitoride. Potrei godere subito. Ma le mani legate non me lo permettono e un cazzo imperioso chiede l’attenzione della mia bocca.
Quello che me la lecca si alza, si mette le gambe sulle spalle e me lo infila tutto lentamente ma in un colpo solo. Anche se lubrificatissima sento che mi apre. Un cazzo mi sbatte sulle labbra chiedendo di entrare, lo accontento, anche se sono scomoda, succhio furiosamente.
Intanto quello inizia a martellarmi e sono così eccitata che vengo. Improvvisamente. Non ho sentito arrivare l’orgasmo. E’ stata una scossa. Si danno il cambio. Questo è più grosso. Ma ormai sono aperta e continuo a godere mentre mi scopa. I miei gemiti si spengono sul cazzo che sto succhiando, sbavando, leccando.
Qualcuno mi gira e mi toglie le manette. Per poi rimetterle ma con le braccia davanti. Sono delusa, avrei voluto toccare chi mi sta scopando. Esplorare i loro corpi. Conoscerli con le mie mani.
Continuano a scoparmi. E io continuo a venire. Mi girano e mi mettono a pecorina. Ancora cazzo nella fica e uno in bocca. Sono allo spiedo, presa fra due cazzi che si coordinano per sbattermi dentro uno contro l’altro come se volessero toccarsi. Sento dei mugugni subumani e mi rendo conto di essere io a emetterli. Si danno il cambio. Il cazzo che mi arriva in bocca sa di preservativo. Ci ha pensato lei a farglielo mettere.
Parlano fra loro. Non li capisco. Ridono. E’ come se non esistessi. Sono solo un buco da riempire. Mi girano e mi voltano come vogliono. Sono una bambola di carne.
Sento qualcuno che punta deciso il culo. Lo voglio. Spingo e mi apro e entra subito. Inizia a scoparmi il culo e vengo un’altra volta. Mi prendono in due, uno per lato e mi fanno calare su un cazzo duro. Mi muovono loro su e giù su questo paletto rigido. Poi mi lasciano e continuo io a muovermi avanti e indietro. Si danno il cambio, culo, fica, culo… provano a scoparmi in entrambi i buchi insieme ma non riescono, sono troppo eccitati. Continuano a scivolare fuori.
Mi sbattono con violenza, perdo il controllo, ho una specie di convulsione, tremo tutta, schizzo o mi piscio addosso, sono tutta bagnata, il letto è bagnato… vado a finirci sopra con il viso… lecco.
Quanto sono troia. Guardatemi. Sbavo e lecco e gemo.
Guardami. Per te. Sono troia per te.
Non so per quanto vanno avanti a sfondarmi e quante volte godo.
Poi sento la sua voce. Si staccano. In tutto questo casino c’è sempre stata la sua regia. Mi fa mettere in ginocchio in terra, su un cuscino. Mi toglie le manette e il collare. Ce li ho intorno che si segano e uno dopo l’altro mi vengono addosso. Sul viso, sulle tette, mi riempiono di sborra. Sto con la bocca aperta ma quasi non mi arriva nulla. Solo una goccia. Avrei voluto. Tutto.
Sono esausta. Mi immagino. Nuda in ginocchio, sudata, piena di sborra, le cosce lucide dei miei liquidi. La fica e il culo larghi. Immobile. Ancora a disposizione.
Lei dice: “Gracias. Puedes irte.” Avrei voluto vedere chi mi ha fatto godere come una pazza. Ma lei ha deciso di no. Non devono vedermi. Non devo vederli. E non mi dirà nulla, dopo.
Mi spande lo sperma sui seni, sul collo. Come un unguento di bellezza. Mi bacia. Mi toglie la benda. Mi alza e mi porta verso il bagno, nella doccia, mi fa inginocchiare e mi lava. Con la sua pipì. E’ un suggello. E’ animale. Mi segna. Mi lascia il suo odore sopra quello dei maschi. Sono sua.
La cerco, la bacio, la succhio. Così in piedi davanti a me gode nella mia bocca mentre mi accarezza i capelli. Mi bacia. Facciamo la doccia insieme. Baciandoci. Accarezzandoci. Sono esausta. Sconvolta. Le gambe mi tremano.
Penso che di queste cose una ragazza potrebbe morire. O non riuscire più a farne a meno.
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Bisessuale, ma attualmente più lsb che etero. Non sono una che vuole scrivere racconti erotici, ma che butta su "carta" (virtuale) le emozioni vissute. E spesso, rileggendo, capisco qualcosa di me. Una sorta di flusso di coscienza con le virgole, insomma. Nessuna pretesa letteraria o di compiacere l'eventuale lettore. Scrivo per me e se trovo menti affini, tanto meglio. [email protected]
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Bello intenso e mai scontato.