Quando aggiungo le dita alla mia lingua perde il controllo, inizia ad agitarsi, cerca di scapparmi.
“Ti prego smettila! Vieni su ti prego! Ti voglio dentro!”
Si irrigidisce, inizia a tremare, le gambe non gli reggono più mentre mi tira i capelli sempre più forte.
“SEI UNO STRONZO!” esplode in un orgasmo devastante, mi riempie la bocca mentre continua ad insultarmi, poi piano piano si rilassa e si accascia sulla poltrona.
Mi alzo lentamente, devo sgranchirmi le gambe e la mandibola.
La guardo, distrutta, su questa poltrona, gli occhi chiusi, le membra rilassate, quel seno così invitante…
“Sei un maledetto!” mi sta guardando dal basso con i suoi occhini verdi.
Poi si ricompone si solleva e senza distogliere lo sguardo dai miei occhi fa sparire lentamente il mio uccello nella sua bocca. È incredibile, potrei morire così ed essere felice, ma lei si sfila e si alza, con i tacchi siamo alti uguali, siamo vicinissimi, sento i suoi capezzoli sfiorare i miei, il mio uccello accarezza il suo pelo, i suoi occhi sono piantati nei miei.
Mi bacia, un bacio dolce, un bacio che sa di noi, un bacio affamato che sa di voglia, un bacio feroce che mi spinge che mi mangia.
Con le mani mi spinge via fino a farmi sedere sul divano “Ora stai fermo lì!”
Mi sale sopra, si impala senza tanti complimenti, si sistema comoda sorridendo poi inizia a muoversi prima lentamente poi sempre più veloce, vedo le sue tette ballare davanti ai miei occhi mentre con le mani mi aggrappo alle sue chiappe, cerco di dargli il ritmo ma lei mi prende le mani e me le porta sopra la mia testa, me le tiene ferme così. Affondo la faccia tra le sue tette e la lascio fare.
Ha un ritmo quasi ipnotico, costante, devo concentrarmi, devo distrarmi, ma inizia a borbottare parole senza senso mentre mi stringe forte al petto, aumenta il ritmo, così non reggerò molto…
“Sto per venire!”
“Cosa!?” mi libera dalla presa dei sui seni senza accennare a fermarsi
“Sto per venire!” mi riaffonda tra quei globi perfetti
“Solo quando te lo dico io!”
Scoppio a ridere ma non riesco a fermarmi, libero le mani dalla sua presa e le agguanto le chiappe.
Mi muovo contro tempo stringendola a me con tutta la forza che ho, colpi sempre più forti.
“Ok, ok, va bene, vieni!” poi esplode in un urlo, un ruggito, un grugnito che diventa un mugolio dolce, mentre io le esplodo dentro, con uno due tre quattro fiotti caldi e densi.
Restiamo qualche secondo immobili, sento il mio seme che cola fuori da lei, mentre il mio uccello si ammoscia lentamente.
Improvvisamente si solleva e mi guarda, come se mi vedesse per la prima volta, un misto di stupore e turbamento, poi si alza e senza dire una parola esce dalla stanza.
Riprendo fiato poi mi alzo e la vado a cercare, molto bella questa casa, trovo la sua camera, sul letto i vestiti del lavoro, certo con quei mutandoni e il reggiseno sportivo ci credo che non avevo notato le sue curve.
Rumore di acqua dal bagno, la visione di quell’angelo sotto la doccia fa la magia di farmelo tornare duro.
Non ci penso un secondo e mi infilo sotto la doccia con lei.
“Ma…non ne hai avuto abbastanza!?”
“Evidentemente no…”
Sono dietro di lei, l’uccello adagiato tra le chiappe che la stringo a me.
“Mi piace!”
Le stringo il seno mentre muove quel culo fantastico.
La vedo guardare l’orologio, poi allunga le braccia contro il muro, solleva il culo e spinge verso di me.
Affondo nuovamente nelle sue carni calde, perfetto, lascio il seno e mi aggrappo ai suoi fianchi, le mie mani sembrano fatte apposta per stare qui… poi inizio a pompare, lo faccio senza pietà, forte, potente.
Lei urla, mi incita, si regge al muro e spinge contro di me, sempre più forte sempre più potenza.
Potrei durare ore, ho il culo della donna più bella del mondo tra le mani, mi sento forte, potente.
Ma lei inizia a vibrare a perdere il ritmo, un braccio perde la presa, urla insulti sconnessi verso di me poi ha uno spasimo e cade in ginocchio nella doccia.
Poi alza lo sguardo, mi guarda, come prima, come se mi vedesse per la prima volta, un misto di stupore e turbamento.
“Chi l’avrebbe mai detto!?”
“Cosa!?” ma poi non riesco ad articolare altro perché ingoia il mio uccello in un sol boccone.
I suoi occhi verde smeraldo, spalancati verso di me, la sua bocca piena del mio uccello, una visione celestiale una sensazione …
Esplodo nella sua gola urlando mentre affondo le dita nei suo capelli rossi, la tengo contro di me mentre mi svuoto, non si perde una goccia senza battere ciglio, gli occhi enormi puntati nei miei.
Non interrompe il contatto visivo neppure quando lentamente mi fa uscire dalla sua gola, sono io che abbasso lo sguardo giusto in tempo per vedere quelle labbra sensuali ancora collegate alla mia cappella da un paio si fili bianchicci, il mio uccello ha uno scatto e questo ultimo contatto si pezza.
Lei si alza, infila l’accappatoio e si asciuga i capelli con un asciugamano, mentre io cerco di recuperare il senno sotto l’acqua della doccia, sono distrutto.
Mi sento osservato, mi sta guardando pensierosa, appoggiata allo stipite della porta.
Spengo l’acqua e mi asciugo con un asciugamano che lei mi lancia.
“E’ stato bello, però…”
“Tranquilla ho già capito”
“No, è stato davvero bello, però…”
“Però non è il momento, non cerco nulla di serio, non vorrei ti fossi fatto delle idee… volevi dire questo!?”
“Più o meno…”
“E’ stato bello anche per me comunque”
“Ci vediamo domani al lavoro!?” guarda l’orologio.
“Tranquilla ho capito mi levo dalle scatole”
Mentre mi vesto la guardo, l’accappatoio slacciato, il corpo perfetto, esposto al mio sguardo, così sicura del suo corpo da non avere alcuna timidezza.
Sono pronto e mi avvio lungo il corridoio seguito dai suoi passi leggeri, sulla porta mi chiama, mi volto, è davvero bellissima, le accarezzo il viso, con la mano scendo al collo al seno poi le accarezzo un fianco.
“Ci vediamo domani”
Si sporge verso di me e mi da un bacio leggero sulle labbra, ha gli occhi enormi velati di tristezza.
“A domani”
Scendo le scale lentamente ripensando a questa serata così strana, inaspettata, non ho mai avuto un’intesa così con nessuna ragazza…voglio conoscerla meglio, anche se ha detto che non vuole storie.
Ti è piaciuto?
51 racconti, 0 libri.
Altri racconti di Adrian
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.