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Capitolo cinque - la mamma bis
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Racconto10 min di lettura

Capitolo cinque - la mamma bis

Il giorno seguente al rapporto incestuoso con mia madre ed i suoi due amanti, non riuscii a combinare nulla avendo la testa in mille posti tranne che sul lavoro. A metà pomeriggio decisi di chiamarla anche se non avevo ben chiaro cosa chiederle, ma fu lei a venirmi incontro dicendomi che sarebbe pas...

miss serena
3 anni fa · 626 letture · 1

“Eccoti accontentata.” le risposi girandomi.

Mia madre mi aprì le chiappe ed iniziò a leccarmi intorno al buchetto facendo cerchi sempre più piccoli, sino quasi ad infilarmi la lingua dentro il retto, ma quando provai ad allungare una mano sulla mia passera lei me la fece ritirare dandole un piccolo schiaffo.

“Non ci provare neanche ! Voglio essere solo io a farti godere.” mi disse facendomi rimettere con le mani davanti alla testa.

Lei riprese quel delicato lavoro di lingua, al quale ben presto affiancò quello di due dita che faceva scorrere ai bordi del mio sesso, facendomi quasi un massaggio che mi mandò ben presto fuori di testa.

Quando le due dita m’entrarono dentro inarcai tanto la schiena che mi feci quasi male da sola, ma allo stesso tempo provavo un piacere così intenso da non farmi capire più nulla.

Presi a dire frasi senza senso, che lei ovviamente non considerò in alcun modo, sino a quando ebbi un orgasmo di tale violenza, che finii sdraiata sul letto senza fiato e forze, come mai mi era accaduto con una donna.

Mia madre però non aveva nessuna intenzione di darmi un minimo di tregua, così si sdraiò al mio fianco per passarmi una mano fra le chiappe, mentre mi dava dei piccoli baci sul collo e sulle spalle.

“Se vuoi che faccia qualcosa mettiti sopra perché non ho proprio la forza di muovermi più di così.” le dissi dopo essermi girata in modo di trovarmi pancia all’aria.

“Come vuoi tu però mi sembri quasi una vecchia.” mi rispose ridendo mettendosi sopra di me.

Non so perché, ma il ritrovarmi la passera di mia madre davanti alla faccia, mi fece ritrovare nuove energie, così mentre lei cominciava a baciarmi la mia, io allargai le grandi labbra della sua per metterci la lingua dentro, e gustarne un’altra volta il dolce sapore.

Dopo quel primo impetuoso rapporto, nessuna delle due aveva la minima intenzione di replicare in quel modo, così iniziammo un lungo sessantanove dove era forse più importante dare piacere che riceverlo, ma senza mai avere fretta di far venire l’altra. Ogni tanto una delle due si fermava come se volesse godere ancor di più della lingua dell’altra, o forse solo per riprendere fiato, col risultato che fu come annullare il tempo avendo così un picco del piacere forse non intenso come il primo ma non per questo poco appagante.

“Ce l’hai un cazzo finto ?” mi domandò con la stessa naturalezza con quale si chiede il sale a tavola.

“Sì certo, ho anche uno strap-on se t’interessa il genere.” le risposi sperando che volesse usare proprio quello.

“Certo che sì ! Dai prendilo e indossalo subito, ho proprio voglia di vedere come mi fotte mia figlia.”

L’idea di scopare mia madre m’eccitò a tal punto che quasi m’incastrai con le cinghiette dello strap-on, ma una volta che finii d’indossarlo le fui subito sopra iniziando a baciarla con nuova passione.

Lentamente scesi prima sul seno, poi sull’ombelico che riempii di baci, per finire in mezzo alle sue gambe, trovando la passera che era un vero e proprio lago di dolcissimi umori. Mi fermai così tanto a lungo a leccare tutto ciò che fuoriusciva dal suo sesso, che quasi dimenticai d’avere quella protesi legata ai fianchi, ma quando fui sazia della sua eccitazione, m’alzai per puntarle dritta la punta del fallo verso la fica.

Anche se avevo usato ben poche volte lo strap-on, riuscii a prendere subito un buon ritmo, ma quello che più mi dava piacere era il veder godere mia madre sotto di me, sapendo che ero proprio io a farla gemere in quel modo.

“Sì continua così sei meglio di tanti uomini.” mi disse fra un bacio e l’altro.

“Sei tu che non hai rivali.” le risposi cercando di spingere con un po’ più di forza, ma con scarsi risultati.

“Adesso mettimelo nel culo, voglio essere tutta tua.” mi chiese sorprendendomi non poco, ma del resto c’era ben poco di normale in quello che stavamo facendo.

Mi sistemai meglio in ginocchio e le misi un cuscino sotto le chiappe, in modo d’avere il suo buchetto più o meno all’altezza del fallo, che era tanto ricoperto dal suo piacere da essere fin troppo lucido.

Quasi con timore cominciai a sodomizzarla, avendo fin troppa paura di farle del male, mentre lei voleva solo godere con tutta sé stessa.

“E’ così che gli uomini te lo mettono nel culo !” mi disse rimproverandomi per la mia eccesiva delicatezza “Perché a me piace sentire il cazzo che mi sfonda quindi cambia registro e fammi godere.”

A quel punto non mi rimase che afferrarla saldamente per i fianchi ed iniziare a spingere con tutta la forza che avevo, ben sapendo che non avrei più potuto tornare indietro.

“Va bene così mammina ?” le domandai con non poca ironia “Scommetto che papà non t’hai inculato in questo modo, ma del resto l’hai detto tu che a letto era un disastro, mentre a te piace il cazzo e che sia grosso e possibilmente nero.”

“Sì hai ragione sono una porca che ama il cazzo, quindi scopami a fammi godere.” mi rispose quasi stizzita.

“Certo che ti scopo, voglio proprio vedere quanto sei sfondata e se mai dirai basta.”

Non so per quanto tempo andò avanti quell’osceno balletto, con lei che gemeva per il piacere, ed io che la insultavo mentre mi comportavo come un vero stallone, se pur con tutti i limiti del caso.

Alla fine lei venne senza alcun preavviso, accasciandosi sul letto priva di forze, ma appagata come credo ben poche altre volte, con un sorriso perverso che era tutto un programma.

“Cazzo mi hai distrutta.” furono le prime parole che riuscì a dire “Quindi se vuoi godere devi fare da sola perché io sono fuori gioco.”

“Non importa tanto ho goduto con te.” le risposi togliendomi lo strap-on “E sinceramente sono un po’ a pezzi anch’io.”

Rimanemmo a parlare a lungo, soprattutto della mia scarsa vita sentimentale sino a quando non decise di rivestirsi e tornare a casa sua.

Da quella sera non abbiamo più fatto sesso insieme, ma quella rimane una delle esperienze più sconvolgenti della mia vita, ancor più grande dell’averla vista con due ragazzi, se non altro perché ero stata solo io a farla godere.

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miss serena

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